belpietro pagare, binetti e volontè ricorrono all’immunità parlamentare

Caso Welby: condannati per diffamazione Militia Christi e ”Il Giornale”

Ammonta a 60.000 Euro, pari a 20.000,00 Euro ciascuno, la somma che il movimento politico cattolico Militia Christi dovrà corrispondere a favore dell’Associazione Luca Coscioni, dell’Associazione La Rosa nel Pugno e di Mario Riccio, il medico anestesista che seguì le ultime ore di Piergiorgio Welby. Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale di Roma, che ha altresì imposto a Militia Christi la rimozione dal sito internet del comunicato stampa dal titolo Profanatori ed assassini.
Sulla stessa vicenda, una sentenza di condanna per diffamazione è stata emanata anche dal Tribunale di Desio, sezione distaccata del Tribunale di Monza. Un articolo pubblicato in prima pagina su Il Giornale, il 23 dicembre 2006, dal titolo Nessun rispetto nemmeno per la sua volontà, accusava Mario Riccio di essersene ”fregato della volontà di Welby”. Il tribunale ha condannato a 1.200 euro di multa l’autore dell’articolo, Stefano Lorenzetto, e a 800 euro di multa Maurizio Belpietro, all’epoca direttore del quotidiano. Il tribunale ha inoltre riconosciuto a Riccio, tra risarcimento e riparazione pecuniaria, la somma di 53.000 euro.
I Radicali Italiani, nel dare notizia delle sentenze, sottolineano come i parlamentari cattolici Luca Volonté (UDC) e Paola Binetti (PD), pure convenuti in giudizio per diffamazione (il primo per altra vicenda), abbiano preferito far ricorso all’immunità parlamentare.

 

Fonte: uaar

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Coppia di pinguini omosex adotta pulcino

Una coppia di pinguini omosessuali di uno zoo tedesco nella località portuale di Bremerhaven, sulle rive del Mar Nero, ha felicemente adottato un cucciolo della sua specie. Secondo un portavoce, i pinguini «Z» e «Vielpunkt», come sono battezzati nello zoo, si prendono cura del pulcino esattamente come farebbe una coppia eterosessuale. I due uccelli hanno adottato un uovo di pinguino di Humboldt, che era stato rifiutato dai suoi genitori e si sono preoccupati di covarlo con grande cura fino alla nascita del pulcino, che nel frattempo aveva compiuto quattro settimane.
Adesso, la vita giornaliera della coppia è scandita dalla routine dell’esigenze del mini-pinguino: lo imbeccano alternativamente, lo puliscono e lo riscaldano, probabilmente fino a quando non raggiungerà la maggiore età. Il portavoce ha spiegato che l’omosessualità è frequente tra i pinguini che, di solito, sono fedeli al loro compagno per tutta la vita.
 
Fonte: lastampa.it

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Una cosa vergognosa

Scuola, religione fin dalle materne
A Milano un patto diocesi-Comune

Palazzo Marino assume a tempo indeterminato 46 educatrici ad hoc segnalate dalla curia. Senza alcun concorso. Per convincere gli studenti stranieri delle superiori, poi, la curia ha inviato una lettera in cui si consiglia di seguire le lezioni di fede cattolica per integrarsi meglio
di Zita Dazzi
Ora di religione in tutte le scuole, a Milano, dalle materne fino alle superiori. E per convincere gli alunni stranieri, una lettera della curia tradotta in sei lingue che consiglia ai ragazzi di seguire la lezione di fede cattolica per integrarsi meglio. Il Comune ha siglato un accordo con la diocesi per garantire l’insegnamento di religione in tutte le 175 scuole dell’infanzia, a tutti i 23mila iscritti. Finora questa opzione era distribuita a macchia di leopardo: in alcune scuole sì, in altre no. Le maestre erano 20 e dovevano coprire tanti istituti in quartieri diversi. Adesso le cose cambiano.
Sono state assunte a tempo indeterminato 46 educatrici ad hoc: maestre segnalate e garantite dalla curia. Nessun concorso pubblico, come invece avviene per le altre educatrici, ma stipendio comunale, come il resto del corpo docente nelle materne. La cosa piace alla diocesi, che su questo aspetto pastorale e sulla conquista dei giovani punta molte delle sue energie. Piace parzialmente, invece, ai sindacati, soprattutto per la procedura seguita dal Comune.

Tatiana Cazzaniga (Cgil-funzione pubblica) commenta: «Attendiamo da anni che il Comune assuma le educatrici per coprire i buchi di organico. Ci hanno sempre detto che non ci sono i soldi, che le assunzioni sono bloccate dalla Finanziaria. E adesso vediamo arrivare dal cielo 46 maestre che, senza concorso e senza graduatorie, entrano a tempo indeterminato, pagate dal contribuente».

Detto ciò, la diocesi punta molto sull’ora di religione. E, agli immigrati iscritti alle superiori, scrive una lettera da distribuire a scuola: «Forse sei un po’ a disagio in Italia, non conosci le persone, la lingua, alcuni modi di vivere. La nostra storia è profondamente segnata da quasi 2000 anni di religione cristiana cattolica..». Al giovane lettore viene spiegato che a scuola c’è una disciplina «che può aiutarti a conoscere il pensiero e la storia della Chiesa. Se ritieni giusto partecipare, sarai ben accolto. Non sei obbligato, tanto meno a diventare cristiano», ma sappi, si legge nella lettera, che «questo corso vuol arricchire le tue conoscenze e portarti a comprendere meglio la tua religione e quella del paese che ti accoglie. Potrai affrontare tanti problemi, tra cui il razzismo e la tolleranza».

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13 Gennaio 1998: la Storia del Rispetto che Chiedeva e Sognava

13 Gennaio 1998, Roma.
L’agente di Polizia Maurizio C. si prepara in attesa dell’arrivo del collega, bella giornata a Roma, fredda, ma c’è uno splendido sole.
Subito vanno a prendere un meritato caffè, oggi devono fare pattugliamento in piazza San Pietro, giapponesi, macchinette fotografiche, suore e poco più, i due sperano almeno nel passaggio di qualche bella turista.

Maurizio ha una splendida moglie, due figli, uno stipendio decente ed un appartamento in affitto in periferia. Per lui la vita scorre senza troppi scossoni, senza che le cose che vede possano cambiargli la vita. Le prime ore di pattugliamento passano senza affanni, qualche zainetto da controllare, qualche faccia sospetta da seguire con lo sguardo e due chiacchiere scambiate con il collega. Maurizio era convinto, era certo che anche quella giornata sarebbe trascorsa come il capodanno da poco festeggiato.
Era in piedi vicino all’obelisco, quello che tutti pensano sia stato fatto dal Bernini, parlottava fitto fitto con il collega quando all’improvviso sente delle urla, una signora con abiti strani, per il luogo in cui si trovano, si sbraccia, corre, richiama la sua attenzione, ma lui non capisce, la signora probabilmente addetta alla pulizia dei bagni, è straniera ed in più agitata.
Maurizio si incammina in direzione della donna, ma lei comincia a fare dei grandi gesti con le braccia come se volesse dire ai due agenti di guardare in un’altra direzione.

I due obbediscono, volgono lo sguardo verso il centro della piazza e rimangono sconvolti da quel che vedono. Una figura, probabilmente un uomo, corre in direzione del Vaticano, completamente avvolto dalle fiamme. Si accorgono subito che non si tratta di un attentatore, semmai di un folle ed incominciano la loro corsa disperata per tentare l’impossibile. Maurizio è più giovane e più svelto del suo collega, mentre tenta di raggiungere l’uomo torcia, che nel frattempo ha iniziato a rallentare, incomincia a togliersi la giacca e quando finalmente lo raggiunge usa quel pezzo di stoffa della sua divisa per spegnere le fiamme. Maurizio non credeva che la carne bruciata potesse avere quell’odore così acre, non si capacitava di come una cosa simile potesse essere accaduta proprio li nel centro della capitale, si guardava intorno, cercava di capire. Quel corpo ancora fumante ebbe la forza di mormorare un ultima frase, e Maurizio era l’unico che poteva udirla:”Non sono neanche stato capace di morire”.
Maurizio chiama i soccorsi, che arrivano subito, così ha il tempo di controllare il giubbino che l’uomo si è tolto prima del folle gesto. Nelle tasche trova due lettere, le legge, ne rimane sconvolto e senza dire una sola parola comincia a piangere, adesso anche lui ha capito. Subito viene avvicinato da funzionari del Vaticano che gli strappano di mano le lettere in questione e gli dicono che daranno conto ai suoi superiori. Maurizio si informa sulle condizioni dell’uomo, nel frattempo trasportato all’ospedale Sant’Eugenio, ma gli dicono che non ci sono speranze, l’uomo muore dopo dieci giorni di atroce agonia.

Le voci cominciano a rincorrersi, ma vengono stoppate con astuzia da chi di dovere. Le lettere che Alfredo (così si chiamava quel folle suicida) si era portato appresso non vengono pubblicate, solo dopo alcuni giorni il Vaticano rilascia un comunicato stampa, dichiarando che Alfredo Ormando non si è suicidato a causa della sua omosessualità o in protesta contro la Chiesa Cattolica, ma perché ha seri problemi in famiglia. Pochi giorni dopo la sua morte l’ANSA riceve due lettere con la posta, il mittente era Alfredo Ormando:

PER I POSTERI
Chiedo scusa al mondo intero per i miei nefandi crimini contro quella natura tanto cara e dissacrata dalla cristianità.
Chiedo scusa per essere venuto al mondo, per aver appestato l’aria che voi respirate con il mio venefico respiro, per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversità che non sentivo, per aver considerato l’omosessualità una sessualità naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e secondo a nessuno, per aver ambito diventare uno scrittore, per aver sognato, per aver riso, per aver ucciso mia madre e un’altrettanta persona cara con la soppressione cruenta della mia inutile esistenza.
Il mostro se ne va per non recarvi più disturbo e offesa, per non farvi più arrossire e imbarazzare e vergognare con la sua ignobile presenza, per non farvi schifare e voltare le spalle quando lo incontrate per strada.
Non permettete che io abbia una illacrimata tomba, che io diventi un appestato anche da morto. Se la benzina non avrà fatto il suo dovere, riducendomi in cenere, crematemi e spargete le mie ceneri nella campagna romana. Vorrei essere utile almeno come concime. Faccio un accorato appello alla vostra comprensione e generosità.
Ho vissuto una vita da inferno che quello dei cristiani, a confronto, mi sembra una favola per far addormentare i bambini.
L’unica valvola di sfogo erano i miei scritti. Volevo riscattarmi attraverso la narrativa, ma l’editoria non me l’ha permesso, e poi chi segnalerebbe mai un finocchio?
Non riuscivo più ad ingannare la mia biologica voglia di vivere, a farmi una ragione della mia emarginazione, della mia sconfinata solitudine.

Alfredo Ormando

La seconda lettera, datata Natale 1997 indirizzata ad un amico non è mai stata inviata:

Palermo, Natale 1997
Caro Adriano, quest’anno non sento più il Natale, mi è indifferente come tutte le cose; non c’è nulla che riesca a richiamarmi alla vita. I miei preparativi per il suicidio procedono inesorabilmente; sento che questo è il mio destino, l’ho sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico è là ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha dell’incredibile. Non sono riuscito a sottrarmi a quest’idea di morte, sento che non posso evitarlo, tantomeno far finta di vivere e progettare un futuro che non avrò; il mio futuro non sarà altro che la prosecuzione del presente. Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita terrena e ciò non mi fa orrore, anzi!, non vedo l’ora di porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo perché ho deciso Piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo. Spero che capiranno il messaggio che voglio dare; è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia.
Alfredo

Maurizio C. ha seguito tutta la vicenda da vicino, si è informato su chi fosse Alfredo, sulla sua vita, sulle sue origini per tentare di giustificare un gesto tanto folle e tanto coraggioso, ma senza riuscirci. Da quel giorno la vita di Maurizio è in parte cambiata, la domenica non accompagna più sua moglie a messa.

Nota: Il nome e la ricostruzione che riguardano il poliziotto sono di fantasia; tutto il resto è realmente accaduto.

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Omosessualità: Chiarezza, di Questi Tempi ne Sentiamo il Bisogno

Attraversiamo tempi in cui tutti parlano, questo non è un male, ma se si dicono falsità è meglio fare un po’ di chiarezza, quindi proviamo a porci delle domande e a darci delle risposte( guardo troppa tv la notte).Cos’è l’omosessualità? Quando una persona può definirsi omosessuale? Perché si nasce o si diventa omosessuale?

”Una persona si definisce omosessuale quando prova sentimenti di innamoramento, desideri ed attrazione erotica nei confronti di altre persone dello stesso sesso. Sul perché e sul come si diventi omosessuale si è molto parlato. Nonostante ciò, non esiste ancora uno studio scientifico o un’ipotesi ufficiale che possa, con assoluta certezza, spiegare il perché una persona diventi omosessuale ed un’altra eterosessuale. L’unica cosa di cui si è certi è che l’omosessualità non sia una malattia, ma semplicemente una variante normale della sessualità umana.

La parola omosessualità è stata tolta definitivamente dal Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM; Diagnostical and Statistical Manual of Mental Disorder, manuale dove psicologi e psichiatri possono trovare le linee guida con cui stabilire la presenza o meno di un disturbo mentale) già dal 1973. Il documento dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), che sanciva questa modifica, dichiarava: ”L’omosessualità in sé non implica un deterioramento nel giudizio, nell’adattamento, nel valore o nelle generali abilità sociali o motivazionali di un individuo”. Già da molto tempo, dunque, è ingiustificato considerare l’omosessualità come una malattia, ma nonostante questo le persone comuni continuano ad avere questo pregiudizio e gli omosessuali continuano ad essere vittime dell’omofobia! La società in cui la persona omosessuale vive, infatti, è ancora fortemente omofobica ed eterosessista e ciò influenza enormemente lo sviluppo individuale ed il comportamento di gay e lesbiche. A causa dell’omofobia e dell’eterosessismo, infatti, la persona omosessuale, fin dall’adolescenza, sperimenta sensazioni di diversità e di sofferenza emotiva, che la spingono verso l’isolamento sociale e che le impediscono di venire allo scoperto (coming out).”
Fonte

L’omosessualità è contro natura?

La Chiesa cattolica condanna le unioni civili sostenendo che l’omosessualità è contro natura. Naturalmente su questa affermazione potremmo discutere a lungo (ad esempio, chiedendoci cosa intendiamo qui con la parola ‘natura’, e se ciò che è conforme a natura sia sempre preferibile a ciò che non lo è). Ma atteniamoci, per ipotesi, a quella affermazione: l’omosessualità è contro natura.
In verità sono molti i casi in cui la Chiesa stessa ammette o prescrive comportamenti non naturali: si pensi all’astensione dall’attività sessuale ai propri ministri, al digiuno, alla penitenza, al martirio. Ma allora viene fatto valere un altro principio, cioè la superiorità dello spirituale sul corporeo.
Tra le unioni omosessuali lo spirituale invece non può esserci secondo la Chiesa: così il richiamo alla ‘natura’ serve ad eludere, insomma, la domanda (molto più cristiana) se fra persone dello stesso sesso ci possa avere amore vero.
Mario Barenghi, Università di Milano Bicocca
Fonte: uaar.it
”There are things that are more contrary to nature than homosexuality, things humans alone do – such as having religion or sleeping in pyjamas” Magnus Enquist, a professor of ethology at Stockholm University
Come cresce un ragazzo omosessuale nella nostra società?

”L’ostilità nei confronti dell’omosessualità (omofobia) è così diffusa nella nostra società che la maggior parte dei giovani omosessuali ha avuto per genitori persone omofobiche e, nel corso della propria infanzia e adolescenza, ha frequentato insegnanti, compagni di scuola, amici di famiglia, ecc., omofobici.
Durante il periodo di esplorazione della propria identità, quindi, gay e lesbiche sono già consapevoli della mancanza di approvazione del comportamento omosessuale da parte della società e hanno già appreso, dal loro contesto culturale, che provare sensazioni omoerotiche è meritevole di vergogna. Ecco perché è spesso inevitabile che durante l’adolescenza gli omosessuali si percepiscano come diversi e inadeguati e che molti di loro scelgano il ritiro sociale e l’isolamento.
L’isolamento della persona omosessuale avviene secondo un modello ciclico. In un primo momento l’adolescente gay o lesbica non riesce a spiegare a se stesso la propria diversità ed è solo con il trascorrere del tempo che diventa consapevole di provare attrazione e sentimenti di amore nei confronti di persone dello stesso sesso. Tale consapevolezza, dal momento che viviamo in un contesto omofobico, può compromettere in modo serio la conduzione della vita sociale di alcuni, che preferiscono isolarsi e vivere la propria omosessualità nella segretezza. Altri, invece, si nascondono dietro uno stile di vita convenzionale, aumentando il divario tra ”identità pubblica” e ”identità privata o omosessuale”. Inoltre, durante l’adolescenza, tutti gli omosessuali, o quasi, hanno paura che le altre persone vengano a conoscenza del proprio orientamento sessuale e sviluppano, per questo, una maggiore attenzione nei confronti del contesto sociale di appartenenza, quindi diventano più sensibili alle offese dei loro coetanei.
Lo sviluppo di una rete di amicizie per i giovani gay e lesbiche, per questo motivo, avviene molto lentamente, soprattutto a causa della paura di essere rifiutati dai loro compagni. La paura del rifiuto fa sì che spesso molti giovani omosessuali diventino dipendenti da una piccola rete di persone ai quali hanno rivelato (coming out) il loro orientamento sessuale. Così, durante l’adolescenza, si trovano a parlare di sé e dei propri problemi con poche persone e, nello stesso tempo, a nascondere la propria sessualità a tutti gli altri (inclusi genitori e fratelli). Tale situazione intensifica la percezione della loro diversità. Infine, la difficoltà di parlare con gli altri di sé favorisce nei giovani gay e lesbiche l’interiorizzazione acritica degli assunti omofobici ed eterosessisti della società, che sono causa dell’isolamento stesso.”
Fonte

Cerchiamo di vedere le cose in maniera oggettiva, solo in questo modo potremo cercare di capire il motivo di questi comportamenti, o questi.

”Il termine omofobia (che deriva dal greco όμός = stesso e φόβος = timore, paura) significa letteralmente ”paura nei confronti di persone dello stesso sesso” e più precisamente si usa per indicare l’intolleranza e i sentimenti negativi che le persone hanno nei confronti degli uomini e delle donne omosessuali. Essa può manifestarsi in modi molto diversi tra loro, dalla battuta su un una persona gay che passa per la strada, alle offese verbali, fino a vere e proprie minacce o aggressioni fisiche. In seguito all’omofobia, ad esempio, alcuni eterosessuali, raccontano di sentirsi a disagio in presenza delle persone gay o lesbiche, altri si mettono a ridere quando le incontrano per strada. Altri ancora dicono di essere disgustati dai loro comportamenti, arrabbiati o indignati. Anche la parola ”frocio” può essere considerata come espressione di omofobia, perché di solito viene usata con una connotazione negativa.
Come nasce l’omofobia? L’omofobia deriva dall’idea che siamo tutti eterosessuali e che è normale e sano scegliere un partner del sesso opposto (eterosessismo). Tale considerazione è basata anche sulla falsa credenza che in natura non esistano comportamenti omosessuali (”L’omosessualità è contro natura”); molti animali, invece, presentano comportamenti omosessuali, tra cui topi, criceti, porcellini d’India, conigli, porcospini, capre, cavalli, maiali, leoni, pecore, scimmie, e scimpanzé.
L’omofobia, inoltre, si alimenta in vari modi. Innanzitutto la società è spesso diffidente nei confronti delle diversità, fino al punto di considerarle pericolose. Tale mancanza di fiducia riguarda tutte le minoranze portatrici di valori nuovi o diversi (es. anche i primi cristiani) perché minacciano quelli convenzionali. Il pregiudizio anti-gay, inoltre, è rinforzato dall’ignoranza e dalla mancanza di contatti con la comunità omosessuale. Gli individui omofobici, di fatto, non conoscono la realtà gay e lesbica e ne hanno un’idea astratta basata su ciò che hanno sentito dire dagli altri. Infine, noi tutti tendiamo ad agire in modo coerente con ciò che viene ritenuto desiderabile e giusto in base alle convenzioni sociali dominanti. Questo meccanismo, ad esempio, è alla base del fatto che si è soliti deridere i gay perché è consuetudine farlo.
Le credenze negative nei confronti dell’omosessualità, inoltre, sono così diffuse nella nostra società che anche gay, lesbiche e bisessuali tendono ad essere omofobici. In questo caso l’omofobia prende il nome di omofobia interiorizzata.”

Fonte

Alla luce di quello che abbiamo letto, cosa possiamo fare per rendere ”normale” una cosa normale?
Di chi è la colpa se la nostra società è omofobica? E nel resto del mondo come viene vissuta l’omosessualità?

Alle prime due domande dovrete rispondere voi, alla terza, giusto per darvi un idea, vi sottopongo questa tabella.

PAESI E LEGGI CHE CONDANNANO IL RAPPORTO OMOSESSUALE

NB: sono considerate le pene per il rapporto omosessuale fra adulti consenzienti

PAESE LEGGE PENA
Afganistan Sharia pena di morte – in fase di
cambiamento dopo la fine del potere talebano
Algeria c.p. art. 388 reclusione fino a 3 anni e
un’ammenda
Arabia Saudita Sharia pena di morte
Bahrain c.p. art. 377 reclusione fino a 10 anni
Bangladesh c.p. art. 377 reclusione fino a 10 anni
Benin c.p. art. 88 reclusione da 1 a 3 anni e
un’ammenda
Bhutan vario la pena varia a seconda della
situazione ed arriva fino alla reclusione a vita
Botswana c.p. art. 164 … reclusione per un periodo non
inferiore a 7 anni
Brunei c.p. artt. 292 … e 377 reclusione fino a 10 anni ed
un’ammenda
Burma/Myanmar c.p. 33 A reclusione fino ad un anno
Burundi non specificato l’omosessualità è punita come
”atto immorale”
Caimano, Isola del c.p. art. 142 reclusione
Camerun c.p. art. 347 reclusione da 6 mesi a 5 anni,
più un’ammenda
Capo Verde c.p. art. 390… reclusione da stabilirsi, per
rapporti ”contro natura” e ”contro la decenza pubblica e
personale”
Cina c.p. art. 106 reclusione fino a 5 anni, anche
se non è un articolo esattamente anti-omosessualità
Cook, protettorato NZ c.p. art. 155 eclusione fino a 7 anni, ma in
genere viene associato l’art. 104 ( 5 anni reclusione)
Cuba c.p. art. 303 reclusione da 3
mesi ad un anno per la
manifestazione pubblica dell’omosessualità.
Gibuti non specificato reclusione di durata da
stabilirsi
Egitto pubblica morale reclusione o lavori forzati fino
a 5 anni
Emirati arabi uniti vari (per emirato) per alcuni emirati fino a 7 anni
di reclusione, per altri 14.
Etiopia c.p. art. 600 reclusione da 10 giorni fino a 3
anni
Fiji c.p. art.175 reclusione fino a 14 anni
Gambia c.p. art. 144 reclusione fino a 14 anni
Giamaica c.p. art. 76 … reclusione e lavori forzati fino
a 10 anni
Ghana c.p. art. 105 reclusione da stabilirsi, ma ci
sono testimonianze di torture
Granada c.p. art. 377 ? è illegate (Ilga), ma non si
hanno notizie sulle pene
Guiana c.p. art. 351 reclusione fino a 2 anni
Guinea c.p. art. 325 reclusione da 6 mesi fino a 3
anni e un’ammenda
India c.p. art. 377 reclusione a vita
Iran c.p. art. 108 … pena di morte
Kenia c.p. art. 162 … reclusione da 5 fino a 14 anni
Kiribati c.p. art. 153 reclusione fino a 14 anni
Kuwait c.p. art. 193 reclusione fino a 7 anni
Libano c.p. art. 534 reclusione fino a 1 anno
Liberia c.p. art. 14.74 reclusione di un periodo da
determinate in base alla volontarietà o all’involontarietà
Libia c.p. art. 407 reclusione da 3 a 5 anni
Liberia c.p. art. 153 reclusione fino a tre anni
Malawi c.p. art. 153 … reclusione; il cittadino
occidentale viene allontanato e ritenuto ”indesiderato”
Malesia c.p. art. 377 reclusione da 2 a 20 anni
Maldive c.p. art. 377 reclusione
Mauritania Sharia pena di morte
Marshall Tit. 31.1.XXV.53 reclusione fino a 10 anni
Mauritius c.p. art. 250 reclusione fino a 5 anni
Marocco c.p. art. 489 reclusione da 6 mesi a 5 anni
Mozambico c.p. art. 70 reclusione fino a 3 anni
Namibia non tollerata non è tollerata, ma non ci sono
leggi contro l’omosessualità.
Nepal c.p. art. 377 reclusione
Nicaragua c.p. art. 205 reclusione fino a 3 anni
Nigeria c.p. art. 214 reclusione prevista fino a 14
anni, ma si applica anche la pena di morte (Sharia)
Niue, protettorato NZ c.p. art. 170 reclusione fino a 10 anni
Oman c.p. art. 33 reclusione da 6 mesi a tre anni
Pakistan c.p. art. 377 reclusione fino a 2 anni e 100
frustate
Papua, Nuova Guinea c.p. art. il rapporto anale è punito con
la reclusione fino a 14 anni
Porto Rico c.p. art. 103 reclusione fino a 10 anni
Qatar c.p. art. 201 reclusione fino a 5 anni
Samoa Ovest c.p. art. 58 reclusione fino a 5 anni
Senegal c.p. art. 319 reclusione da 1 a 5 anni, più
un’ammenda
Sierra Leone n.p. non si hanno notizie di
reclusioni
Singapore c.p. art. 377 reclusione a vita
Siria c.p. art. 520 reclusione fino ad un anno
Solomone c.p. art. 153 reclusione fino a 14 anni
Somalia c.p. art. 409 reclusione da 3 mesi a 3 anni
Sri Lanka c.p. art. 365 A reclusione fino a 10 anni
Sudan c.p. art. 316 pena da 100 fustigate alla pena
di morte
Swaziland non tollerata non si hanno notizie di
reclusioni
Tagikistan c.p. art. 125 reclusione
Tanzania c.p. art. 154
…
reclusione fino a 14 anni
Togo c.p. art. reclusione fino a 3 anni
Tokelau, protettorato NZ c.p. art. 170 reclusione fino a 10 anni
Tonga c.p. ert. 136 reclusione fino a 10 anni
Trinità e Tobago sess. 13 reclusione fino a 10 anni
Tunisia c.p. art. 330 reclusione fino a 3 anni, ma
viene tollerata
Turks e Caicos c.p. art. 41 reclusione anche a vita, a
discrezione del giudice
Tuvalu c.p. art. 153 reclusione fino a 14 anni
Uganda c.p. art. 140
…
reclusione, anche a vita
Uzbekistan c.p. art. 120 reclusione fino a 3 anni
Yemen Sharia pena di morte
Zambia Carta 87 e 15 reclusione fino a 14 anni
Zimbabwe c.p. art. reclusione fino a 3 anni

Tabella: www.oliari.com

Fonti

Asylum Law

Behind The Mask

Ilga

Radio Nederland

Sodomy Laws

The Data Lounge

A dispetto di quanto prova la scienza, oggi essere omosessuale nel mondo significa ancora rischiare la vita.

E i pregiudizi non risparmiano neppure i bambini e le bambine.
In Iran – ad esempio – recentemente sono stati giustiziati pubblicamente due minorenni per aver ammesso di aver fatto sesso tra loro quando avevano meno di 16 anni. Prima sono stati torturati e poiì impiccati in Piazza Edalat (della Giustizia) nella città di Mashad, a nord est dell’Iran.
Le bambine di nove anni e i ragazzi di 15 possono essere impiccati.

Fonte

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One

– Ciao, come stai?

– Bene, ma tu che ci fai qui? Sei venuto a biasimarmi? Sono anni che non ci vediamo, l’ultima volta che abbiamo parlato non è stato un gran dialogo, c’eri tu che mi massacravi con la cinta, e quando hai finito, hai fatto preparare la valigia da mamma per cacciarmi di casa.

– Lo so, ho sbagliato, sono qui anche per chiederti scusa, io e tua madre ti abbiamo dato la vita e nonostante tutto ti abbiamo anche amato.

– Amore e vita? I tuoi sono solo bisogni, l’amore è una cosa da condividere che ti lascia se tu non te ne preoccupi, mi dispiace di non essere mai stato quello che volevi, ma adesso è troppo tardi per tirare in ballo il passato.

– Non dire così, sei mio figlio ed ora che siamo rimasti soli dobbiamo sostenerci a vicenda.

– Quindi sei venuto a chiedere il perdono, o pensi che la tua presenza riesca a non farmi morire? Sembri Gesù e come vedi in questo reparto ce ne sono molti di malati terminali di AIDS, ne hai di lavoro da fare.

– Ma io..

– Mi dispiace, chiedi troppo, non mi hai mai dato niente e adesso è tutto quello che ho, anche se siamo padre e figlio, noi sappiamo solo ferirci a vicenda e quando abbiamo finito, lo rifacciamo.

– No, non è così.

– Tu hai sempre parlato di amore, di famiglia, ti riempivi la bocca, ma l’unico modo per starti vicino era strisciare ai tuoi piedi, come pretendi che io possa sopportare il modo in cui ti comporti se l’unico modo che conosci è ferire?

– E tu allora, ti rendi conto di cosa ci hai fatto?

– Anche se non lo capisci non ho scelto io di essere omosessuale, ci sono nato, e se credi che la malattia me la sono meritata con i miei rapporti promiscui e contro natura sappi che non è così, facevo il volontario in un centro per i tossicodipendenti, una sera uno di questi mi ha minacciato con una siringa usata perché voleva lo sciroppo, come lo chiamano loro, il metadone. In ufficio lo avevamo finito, ma lui non ci ha creduto, e adesso eccomi qui, pochi giorni all’alba, nessuna terapia ha funzionato.

– Lo so, ho parlato con il dottore prima, ma dimmi cosa posso fare per te.

– Niente, tornatene nel tuo paesello borghese e lasciami morire in pace, ciao papà.

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Noi e gli Altri in un Immaginario Gay TG

Buonasera e ben trovati al gaytg delle tredici, anche questa sera daremo le gaynotizie della settimana:

Linea al nostro inviato Auto Vox che ci parlerà dei diritti concessi in Irlanda e in Francia:
Entro i prossimi mesi, la cattolicissima Irlanda avrà una legge che riconosca e tuteli giuridicamente le coppie gay. E’ la posizione ufficiale del governo di Dublino resa nota dal Ministro all’Eguaglianza. Con l’entrata in vigore di questa nuova legge, che sarà portata al vaglio del parlamento prossimamente, anche le coppie sposate all’estero saranno automaticamente riconosciute come tali. Oggi, l’84% degli irlandesi è favorevole alle unioni civili gay, mentre ben il 53% non sarebbe contrario neanche all’ipotesi del matrimonio. I tempi, dunque, sembrano decisamente maturi per il riconoscimento delle unioni civili.

Arriva intanto dalla Francia la notizia della prima concessione dell’autorità parentale per due donne lesbiche la cui unione è stata ufficializzata nel 2002 grazie ai Pacs. Entrambe, infatti sono diventate madri dopo essere ricorse alla fecondazione assistita. Dal momento che in Francia non è consentita l’adozione a coppie omosessuali, le due donne avevano fatto richiesta per ottenere l’autorità parentale congiunta e incrociata, motivandola con la necessità di poter prendere decisioni in caso di malattia o assenza o morte del genitore. La domanda dell’autorità parentale incrociata è stata accolta per tutto quello che riguarda le esigenze quotidiane, dalla scuola alle pratiche amministrative, ma è stata respinta per il caso di morte della madre. In quella circostanza dovrà essere aperta una procedura di tutela. Il pubblico ministero si era opposto alla richiesta della coppia.

Politica estera, guardiamo cosa accade negli U.S.A. e come, chi è molto ricco possa fare a meno dei diritti:
Mary Cheney, la figlia lesbica di Dick, ha scelto: starà con Mitt Romney. La figlia del vicepresidente degli USA, che ha una compagna ed ha recentemente avuto anche una bambina, si e’ schierata con il candidato repubblicano ultraconservatore e mormone che ha fatto della battaglia contro i diritti ai gay una delle insegne della sua campagna. Ricordiamo, se qualcuno non avesse ancora fatto mente locale, che Romey all’unisono con gli altri candidati repubblicani, si è recentemente dichiarato contrario all’ingresso di gay, lesbiche e bisessuali nelle forze armate statunitensi. Secondo fonti vicine alla famiglia Cheney, Mary, che ha lavorato al Dipartimento di Stato come responsabile del programma per la democratizzazione dell’Iran, sarà consigliera di Romney in politica estera.

Vaticano, vediamo chi tappa la bocca a chi:
Per rispondere alle accuse di ”avere negato il diritto di parola a Benedetto XVI” che ha rinunciato a parlare all’inaugurazione dell’anno accademico de ‘La Sapienza’ di Roma, i Radicali avrebbero voluto portare in piazza i dati sulla presenza del Papa e del clero sulla televisione pubblica. E avrebbero voluto farlo in piazza Pio XII, vicinissima a piazza San Pietro, nella giornata in cui il cardinale Ruini ha chiamato a raccolta tutti i cattolici romani in segno di solidarietà al Pontefice. Ma la questura ha negato l’autorizzazione all’iniziativa.”Da radicali, laici, liberali, nonviolenti quali siamo – dichiarano la segretaria dei Radicali Rita Bernardini e Marco Cappato segretario dell’associazione Luca Coscioni -, intendevamo onorare nella giornata di domenica prossima, in occasione dell’Angelus, la realtà del Vaticano in Italia, manifestando e distribuendo ai cittadini i dati raccolti dal Centro d’Ascolto sull’informazione radiotelevisiva sulle presenze (o per meglio dire, letteralmente e incontestabilmente, sull’occupazione) del sistema dell’informazione da parte di esponenti del clero. La Questura centrale di Roma, dobbiamo presumere nella veste di facente funzioni delle Guardie Svizzere, ha negato l’autorizzazione necessaria, con la motivazione, a quanto ne sappiamo, che nell’attigua piazza San Pietro sarà contemporaneamente in corso un’altra ‘manifestazione. Si conferma quindi il diktat per cui deve essere impedito ai cittadini, e innanzitutto a coloro che si sono recati in piazza San Pietro per ascoltare Benedetto XVI, di conoscere i dati documentati e verificati della realtà”.

Torniamo in America, visto che non possiamo festeggiare i diritti nostri almeno festeggiamo quelli degli altri:
E’ stato un inizio di anno davvero unico quello di gay e lesbiche statunitensi. Nel New Hampshire, per la precisione, decine di coppie omosessuali hanno cominciato il 2008 celebrando le loro nozze, approfittando della norma che rende legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso proprio dal primo gennaio. Nella piazza del parlamento che ha approvato la legge nel 2007, 37 coppie si sono unite in matrimonio sfidando le temperature polari tipiche di questa stagione in quell’area.
”Non credevamo che saremmo riusciti a vedere la fine della nostra battaglia, ma tutto è successo in un solo anno”, ha dichiarato Jim Splaine che ha fortemente creduto nelle unioni civili. ”Una cosa che dobbiamo tenere bene in mente è che c’è ancora molto da fare. Dobbiamo continuare il nostro viaggio per assicurare che le unioni civili daranno gli stessi diritti del matrimonio tradizionali a partire da subito”.
Tra le coppie che sono convolate a nozze, anche Gail Morrison, rappresentante del Partito Democratico che ha promosso la norma e co-organizzatore del matrimonio collettivo e il suo compagno di sempre.
”Abbiamo una legislazione a proposito dei diritti di cittadinanza e abbiamo legiferato attenendoci a questi principi”, ha dichiarato Morrison riferendosi alla legge appena approvata che dà alle coppie omosessuali uguali diritti, doveri e responsabilità delle coppie etero, anche se non le definisce ‘matrimoni’.
La previsione è che nel 2008 saranno riconosciute da 3500 a 4000 unioni omosessuali grazie a questa legge.

Uruguay, si avete capito bene, il nostro giro del mondo giunge in Sudamerica:
E il 2008 è cominciato decisamente bene anche per la comunità LGBT uruguayana, dove ieri è entrata in vigore la nuova norma sulle unioni civili, gay ed etero, denominata ‘Ley concubinaria’. La norma garantisce alle coppie conviventi da almeno cinque anni diritti e doveri simili a quelli delle coppie sposate. L’unica eccezione è che alle coppie di fatto non è ancora permessa l’adozione di minorenni. Non stiamo certo parlando di matrimonio omosessuale, ma certamente è un grande passo avanti in termini di diritti rispetto al passato. Adesso l’Uruguay è il primo stato del Sud America a riconoscere le coppie dello stesso sesso, cosa che finora aveva riguardato solo alcune zone del territorio latinoamericano come le grandi città di Buenos Aires e Città del Messico che permettevano la registrazione delle coppie omosessuali.

E in Ungheria? Linea a Mirko Mongiorius:
Il parlamento ungherese ha approvato, con i voti della maggioranza di centrosinistra, il disegno di legge del governo sull’istituzione della ‘convivenza registrata’, ovvero la possibilità per una coppia, sia eterosessuale sia tra persone dello stesso sesso, di essere registrata in quanto tale godendo così di maggiori diritti civili. La registrazione avviene con iscrizione al registro dello stato civile presso l’ufficio dell’anagrafe, ma non ha valore di un matrimonio, perché non viene riconosciuto il diritto all’adozione, neanche dei figli del convivente. Per quanto riguarda le questioni di patrimonio e di eredità, i conviventi registrati hanno invece gli stessi diritti dei coniugati. Per sciogliere la convivenza basta una dichiarazione congiunta davanti al notaio e per il patrimonio comune valgono le stesse regole applicate in caso di divorzio.
”E’ una soluzione anche per gli omosessuali che da tempo stanno chiedendo gli stessi diritti degli eterosessuali”, ha detto Peter Gusztos, vice-presidente del gruppo liberale del parlamento. Secondo i dati statistici, in Ungheria, come in altri paesi dell’Europa, il numero dei matrimoni è in calo, oggi quasi il 10% sceglie la convivenza invece delle nozze.

Parlando di estero non possiamo non farvi vedere cosa accade in Svezia, consigliandovi di non fare paragoni con il nostro paese, ne va della vostra salute.

La chiesa protestante luterana in Svezia si è ufficialmente pronunciata oggi positivamente sull’unione religiosa tra omosessuali, acconsentendo alla proposta avanzata dal governo di riunire sotto la stessa legge il matrimonio e le convivenze tra persone dello stesso sesso. Il comunicato diffuso dalla chiesa ha però esortato le autorità politiche a riservare la parola ‘matrimonio’ esclusivamente alle coppie eterosessuali. La decisione sancisce un processo già iniziato di fatto dal gennaio di quest’anno con la celebrazione in chiesa di unioni omosessuali. La Svezia riconosce dal 2005 il partenariato civile tra persone dello stesso sesso, riconoscendo gli stessi diritti del matrimonio, unione che può essere contratta secondo una legge del 1987 solo tra uomo e donna. Gli omosessuali si battono da tempo per il riconoscimento religioso delle loro unioni. La chiesa svedese, separata dallo stato a partire dal 2.000, conta 7, 2 milioni di fedeli su 9,1 milioni di abitanti.

Bene, dopo aver dato un sguardo all’evoluzione dei diritti nel resto del mondo vediamo cosa accade in Italia, linea al nostro inviato Emanuele Silente:
E’ successo ieri durante una riunione dell’assemblea comunale di Trento, proprio mentre le agenzie diffondevano la notizia della giovane trans siciliana suicidatasi ad appena 16 anni. Ecco le parole usate dal capogruppo di AN, Antonio Coradello per lanciare la sua invettiva contro i transessuali: ”Materiale umano indefinibile che un giorno si presenta vestito da donna e il giorno dopo da maschietto, in una mascherata folle da carnevale dei dementi. Pagliacci. È l’Italia di Prodi, un nuovo passo verso il totalitarismo e il pensiero unico imposto dalle lobbies omosessuali e di tutto il variegato mondo di invertiti e deviati sessuali che alberga a sinistra”. Nei banchi della sinistra qualcuno (come Maurizio Agostini) si alza, Lucia Coppola (Prc) sdegnata: ”Sono persone anche loro”. Per il resto un imbarazzato silenzio.

Ed è con il silenzio che chiudiamo perché dobbiamo stare tutti zitti, aveva sedici anni e nessuno la voleva.

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Peppino, ci Vediamo

Storie da vendere
finché ne vuoi
intere pagine
riempirei
Ho libero accesso
ho la più ampia facoltà
di scrivermi addosso
vere o presunte verità
assorbo di tutto
raccolgo quei sentimenti e poi…

 

Vi siete mai fermati a guardare i vostri vicini di casa? Le persone con cui lavorate? I negozianti che vi vendono pane e pasta?
Io sì, è un esercizio che dice molte cose, e vi riporta con i piedi per terra.

Ad esempio al lavoro incontro tutti i giorni Peppino, dovessi descriverlo per un annuncio di incontri d’amore direi intorno ai 45 anni, capelli neri, …invidiosi, neri naturali, credo sia una controindicazione degli psicofarmaci, occhi marroni, ma abbastanza inutili, è ipovedente, quante volte l’ho salutato dicendo ”ci vediamo” e subito dopo mi sono sentito un idiota

Postura alquanto rachitica, credo dipenda dal fatto che se non vedi tendi ad assumere un atteggiamento…di difesa nei confronti del mondo.

L’alitosi è il pezzo forte, a dir poco allucinante, quello credo dipenda dall’ernia iatale unita al fegato ormai compromesso dopo anni e anni di farmaci di vario genere.

Ripete ossessivamente gli stessi concetti, spesso parla con frasi fatte, ogni volta che ascolta le ambulanze crede che stiano arrivando per ricoverarlo, poi ho saputo che tra le altre cose ha subito qualche elettroshock, ed ho capito.

Nell’ultimo periodo ha iniziato ad accusare una dermatite e varie volte ha perso l’equilibrio, ma questo ancora non sappiamo a cosa sia dovuto, neanche Dr. House lo saprebbe senza le analisi.

Nonostante questa lunga serie di disgrazie, io lo adoro, forse perché è tifoso della ”Maggica” come me, o forse perché ha una memoria invidiabile, basta accennare una canzone e lui ti dice immediatamente l’autore, l’anno, le strofe e i ritornelli, o forse lo adoro perché è molto facile farlo felice, basta parlargli, dedicargli tempo, ascoltare.

 

…Prendi quello che ti servirà
del mio cuore il battito migliore
le più strabilianti primavere
Tutto il bene che vuoi
la dolcezza che altrove non hai.
Portami nella tua gioventù
così in alto dove sei tu…

 

Peppino non è nato cieco, lo è diventato in tenera età, ma qui le notizie si fanno vaghe, di sicuro aveva un padre molto manesco, nessuna lacrima è stata versata quando è morto, anzi, come ulteriore indizio, Peppino ha una cicatrice enorme nella parte posteriore del collo poco sotto il cervelletto.

Che io sia un maledetto non ci piove, me lo hanno dichiarato in molti, ma so unire i puntini e mi viene fuori un gran bel disegno.

La mia opinione è che in questi casi siamo tutti responsabili, la società siamo noi e lui ne è una vittima, ma la felicità per Peppino non è impossibile, gli basta poco, se vi capita di incontrarlo, non scappate,la malattia mentale non corrisponde quasi mai alla parola ”mostro”, stategli vicino, secondo me glielo dobbiamo.

…Lasciami le chiavi dove sai
fammi trovare una sedia e del buon vino
chiunque tu sia ti resterò vicino.
carta e penna perché
questo nuovo messaggio è per te.

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Princesa, l’Unica Cosa Autentica che ho Sono i Litri di Silicone. E i Sentimenti

Vi siete accorti di come la potente lobby gay ci stia martellando?
Ci sono gay ovunque, a Sanremo, sull’Isola dei Famosi, sui giornali si parla di stilisti gay che evadono le tasse, gay governatori di una regione italiana, sindaci gay; il fatto che questa potentissima lobby non abbia ancora ottenuto nessun risultato e nessun diritto forse significa che non sia poi così potente, ma è meglio sottacere questa scomoda considerazione.
Il fatto più grave è che nella casa del Grande Fratello ci sia un… boh? come si definisce quella cosa?

Dovremmo chiamarla donna, anche se la cosa non vi piace.

I travestiti sono uomini vestiti da donna (Priscilla, la regina del deserto), i transessuali sono uomini che hanno intrapreso il cammino per diventare quello che si sentono, cioè donne, alcuni sulla via si fermano in una tappa intermedia, perché è quello che chiedono i bravi e precisi papà di famiglia, che ricercano sempre più di frequente prostitute con tette a base di silicone ed organo genitale maschile funzionante, aspettando che la giovinezza svanisca, ed il resto dell’operazione si compia.
Dopo questa ultima tappa, il transessuale diventa una donna a tutti gli effetti, giudici e psichiatri permettendo.

 

…Sono la pecora sono la vacca che agli animali si vuol giocare
sono la femmina camicia aperta piccole tette da succhiare

Sotto le ciglia di questi alberi nel chiaroscuro dove son nato
che l’orizzonte prima del cielo ero lo sguardo di mia madre

”che Fernandino è come una figlia mi porta a letto caffè e tapioca
e a ricordargli che è nato maschio sarà l’istinto sarà la vita”

e io davanti allo specchio grande mi paro gli occhi con le dita a immaginarmi
tra le gambe una minuscola fica…

 

Raramente queste persone hanno un buon rapporto con la società e con la famiglia in particolar modo, per questo la maggior parte è costretta ad andar via di casa e, dovendo sopravvivere, a prostituirsi o contrabbandare droghe e ormoni.

 

…nel dormiveglia della corriera lascio l’infanzia contadina
corro all’incanto dei desideri vado a correggere la fortuna

nella cucina della pensione mescolo i sogni con gli ormoni
ad albeggiare sarà magia saranno seni miracolosi

perché Fernanda è proprio una figlia come una figlia vuol far l’amore
ma Fernandino resiste e vomita e si contorce dal dolore

e allora il bisturi per seni e fianchi in una vertigine di anestesia
finché il mio corpo mi rassomigli sul lungomare di Bahia…

 

Avete mai provato, voi maschietti, ad odiare il vostro pistolino? O meglio come si può sentire un maschio che si vede come un errore, sì, un errore da correggere il prima possibile, guardarvi allo specchio ed odiare le vostre fattezze, non la pancetta o i fianchi larghi, ma il vostro sesso.

Sconvolgente vero?

Ma non è tutto: queste persone sono costrette a sottoporsi ad operazioni difficili e rischiose ed a prendere dosi massicce di ormoni…per tutta la vita.

 

sorriso tenero di verdefoglia dai suoi capelli sfilo le dita
quando le macchine puntano i fari sul palcoscenico della mia vita

dove tra ingorghi di desideri alle mie natiche un maschio s’appende
nella mia carne tra le mie labbra un uomo scivola l’altro si arrende

che Fernandino mi è morto in grembo Fernanda è una bambola di seta
sono le braci di un’unica stella che squilla di luce di nome Princesa

a un avvocato di Milano ora Princesa regala il cuore
e un passeggiare recidivo nella penombra di un balcone

o matu (la campagna) o cèu (il cielo) a senda (il sentiero) a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa) a desonra (la vergogna) a saia (la gonna) o esmalte (lo smalto)

o espelho (lo specchio) o baton (il rossetto) o medo (la paura) a rua (la strada)
a bombadeira (la modellatrice) a vertigem (la vertigine) o encanto (l’incantesimo)

a magia (la magia) os carros (le macchine) a policia (la polizia)
a canseira (la stanchezza) o brio (la dignità) o noivo (il fidanzato)

o capanga (lo sgherro) o fidalgo (il gransignore) o porcalhao (lo sporcaccione)
o azar (la sfortuna) a bebedeira (la sbronza) as pancadas (le botte)

os carinhos (le carezze) a falta (il fallimento) o nojo (lo schifo)
a formusura (la bellezza) viver (vivere)

 

Sono come prigionieri di un corpo che non sentono proprio. Sono transessuali e soffrono del disturbo dell’identità di genere. Avvertono un disagio tale da non riconoscere come propri gli organi sessuali di cui sono dotati. ”E in alcuni casi il rifiuto è tanto forte – spiega la dottoressa Laura Schiati, psicologa e sessuologa del Centro per la diagnosi e la terapia dei Disturbi d’Identità di Genere (CeDig) di Trieste – da portare queste persone ad affrontare un lungo e difficile cammino che termina con un intervento di riattribuzione chirurgica del sesso”. In Italia per fare l’operazione è necessaria una perizia psichiatrica che accerti la presenza del disturbo, il via libera di un tribunale e l’iscrizione in una lista d’attesa delle strutture pubbliche che praticano la correzione chirurgica. Una volta effettuato l’intervento, il transessuale deve rivolgersi nuovamente al tribunale per chiedere il cambiamento di stato anagrafico. Solo a quel punto il giudice può operare la correzione dei documenti, per sesso e per nome.

Un’operazione irreversibile. Dopo l’intervento di riconversione degli organi sessuali non si torna indietro, non si possono avere figli e, poiché c’è l’esportazione dei testicoli e delle ovaie, è necessario seguire una terapia ormonale per tutta la vita. ”Ma – spiega il prof. Carlo Trombetta, dell’Istituto Clinica Urologica dell’ospedale Cattinara di Trieste e responsabile del CeDig – nessun chirurgo può pensare di operare in maniera irreversibile una persona senza il consenso del tribunale”. Proprio la legge infatti (la 164/1982) prevede che solo un giudice, una volta valutata la diagnosi di transessualismo da parte di uno psicologo, di un sessuologo o di uno psichiatra e gli esami clinici completi, può autorizzare l’intervento. ”Attualmente in Italia – afferma il prof. Trombetta – è possibile operarsi in diverse strutture pubbliche specializzate come l’ospedale Cattinara di Trieste, l’Ospedale le Molinette di Torino, il S. Orsola- Malpighi di Bologna, il San Camillo di Roma, la Clinica urologica dell’Università di Bari e il Policlinico Federico II di Napoli”. Anche a Perugia veniva praticata la riconversione chirurgica degli organi sessuali, ma come racconta il professor Trombetta, la struttura ha smesso da tempo.

 

Il test di real life. Arrivare all’intervento non è facile. ”È necessario prima di tutto un test di real life – spiega la dottoressa Scati – che permetta ai medici di diagnosticare il disturbo dell’identità di genere. Il paziente viene seguito da uno psichiatra e da un endocrinologo che gli somministra una terapia ormonale sostitutiva: estrogeni e anti-androgeni per l’uomo che si sente donna, e testosterone per la donna che invece si sente uomo”. Soltanto così la persona affetta dal disturbo può mettersi alla prova con se stesso e iniziare a vivere diversamente il proprio corpo. ”Dopo il test di real life, che dura in media un paio d’anni, – continua la dottoressa Scati – lo psichiatra effettua la diagnosi che poi il tribunale valuterà”. Il test, la diagnosi e la sentenza del Tribunale vengono eseguite nella propria regione mentre per l’intervento chiunque può iscriversi nelle liste d’attesa di ciascuno dei centri specializzati. ”Prima dell’intervento, che è completamente a carico del Servizio sanitario nazionale, – continua la Schiati – si può attendere anche un paio d’anni. In alternativa il paziente può chiedere l’operazione in intramoenia ma il costo è di circa 15mila euro”.

L’intervento. ”Il fenomeno è molto di nicchia, – spiega il professor Trombetta – basti pensare che in Italia un uomo ogni 12mila e una donna ogni 30mila abitanti soffrono del disturbo dell’identità di genere”. Se al Cattinara di Trieste si eseguono in media trenta operazioni all’anno, negli altri centri la media è più bassa. Anche l’Azienda ospedaliera di Parma ha appena iniziato e qui proprio il professor Carlo Trombetta, del Cattinara di Trieste, con l’equipe del professor Pietro Cortellini, primario dell’unità operativa di urologia dell’ospedale di Parma, ha eseguito la prima operazione. Il dottor Antonio Barbieri, dirigente medico dell’unità di urologia di Parma, ci spiega l’intervento. ”Servono cinque ore di sala operatoria per adeguare il corpo della persona al genere cui si sente di appartenere.

Nella conversione uomo-donna, che è il più frequente, c’è l’asportazione del pene e dei testicoli, il modellamento del seno e l’operazione per modulare la voce. La neovagina è un organo sensibile e parafisiologico. Negli interventi di transizione da donna a uomo si eliminano mammelle, utero e ovaie, e si esegue una falloplastica utilizzando la cute dell’addome, ma il neopene non è sensibile e non ha erezione, a meno che non venga inserita un protesi biocompatibile”. La parte del chirurgo finisce qua. Poi spetta allo psicoterapeuta aiutare il paziente ad accettarsi e ad accettare la nuova vita. ”La difficoltà a quel punto – conclude la Scati – è tirare le somme tra aspettative e risultati e superare i pregiudizi ancora troppo diffusi”.
Adele Sarno

 

Mi chiamo Agrado perché tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita gradevole agli altri… oltre che gradevole sono molto autentica.
Guardate che corpo… tutto su misura. Occhi a mandorla 80 mila. Naso, 200 buttateli tutti perché l’anno dopo me l’hanno ridotto così con un’altra bastonata. Tette, due, perché non sono mica un mostro, però le ho già super ammortizzate. Silicone…naso, fronte, zigomi, fianchi e culo. Un litro sta sulle 100 mila, perciò fate voi il conto perché io già l’ho perso. Limatura della mandibola 75 mila. Depilazione definitiva col laser, perché le donne vengono dalle scimmie quanto l’uomo, sino a quattro sedute, però se balli il flamenco ce ne vogliono di più è chiaro. Quello che stavo dicendo è che costa molto essere autentica signora mia…e in questo non bisogna essere tirchie, perché una più è autentica quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stessa.

Tutto su mia madre.

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L’Italia Dichiara Guerra alla Spagna. Dopo Averla Dichiarata a se Stessa

Molti hanno l’impressione che la Spagna, in questi giorni, abbia attaccato a tradimento l’Italia. Una specie di Pearl Harbour mediatica che ha colto di sorpresa la nostra flotta alla fonda nel porto di Taranto.
In realtà le schermaglie sono iniziate prima. Forse il primo colpo l’ha sparato proprio il Silvione nazionale con quella specie di arma impropria che è la sua linguaccia impertinente.

E’ di ieri la notizia che Bibiana Aido, ministro spagnola dell’Uguaglianza, si è offerta di pagare uno psichiatra al nostro presidente del consiglio a causa delle affermazioni fatte il 16 aprile scorso quando, non ancora in carica, Berlusconi pensò bene di portarsi avanti con il lavoro iniziando subito a fare brutte figure.
Non avendo ancora capito che le cose dette al bar con gli amici non sono necessariamente adatte alle conferenze stampa, in quell’occasione Silvione ritenne opportuno sottolineare che, nel neo formato governo Zapatero, l’elevato numero di donne nominate avrebbe reso le cose ”difficili da gestire”.

Il messaggio è che la Spagna non è impazzita tutta in una volta. Anche se non ce ne rendiamo conto, la televisione e i giornali ci fanno sapere e vedere le cose che vogliono.
Quanti di noi sapevano che il nostro presidente aveva detto che il governo spagnolo è difficile da gestire perché ci sono troppe donne?
Le donne italiane lo sapevano?
Negli ultimi tempi la Spagna ci umilia in molti settori. Sarà arrivato l’ordine di attaccarla mediaticamente.

Ieri, a Canale 5, trasmettevano un programma che si chiama ”Terra”. Hanno parlato de primario assunto dall’ASL di Isernia nonostante le tre condanne per omicidio.
Non una parola sul fatto che è stato assunto da Iorio (governatore del Molise – Forza Italia) e che il vice del primario è figlio di Iorio. In Italia i giornalisti che fanno quel programma li consideriamo bravi e vincono anche premi.

Nel frattempo la Rai progetta di spostare il pacchetto informativo del Tg3 della seconda serata a notte fonda, per far posto ad una striscia satirica.

In cinque anni ci sarà il tempo per fare in modo che il punto di riferimento dell’informazione italiana si sposti da Montanelli e Biagi a Greggio e Iachetti. Basta lasciare a Berlusconi ed al suo governo il tempo per lavorare.

Il pezzo è stato fisicamente redatto da Comandante Nebbia sulla base degli appunti proposti da Marco il Buono.

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