belpietro pagare, binetti e volontè ricorrono all'immunità parlamentare
Ammonta a 60.000 Euro, pari a 20.000,00 Euro ciascuno, la somma che il movimento politico cattolico Militia Christi dovrà corrispondere a favore dell’Associazione Luca Coscioni, dell’Associazione La Rosa nel Pugno e di Mario Riccio, il medico anestesista che seguì le ultime ore di Piergiorgio Welby. Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale di Roma, che ha altresì imposto a Militia Christi la rimozione dal sito internet del comunicato stampa dal titolo Profanatori ed assassini. Sulla stessa vicenda, una sentenza di condanna per diffamazione è stata emanata anche dal Tribunale di Desio, sezione distaccata del Tribunale di Monza. Un articolo pubblicato in prima pagina su Il Giornale, il 23 dicembre 2006, dal titolo Nessun rispetto nemmeno per la sua volontà, accusava Mario Riccio di essersene “fregato della volontà di Welby”. Il tribunale ha condannato a 1.200 euro di multa l’autore dell’articolo, Stefano Lorenzetto, e a 800 euro di multa Maurizio Belpietro, all’epoca direttore del quotidiano. Il tribunale ha inoltre riconosciuto a Riccio, tra risarcimento e riparazione pecuniaria, la somma di 53.000 euro. I Radicali Italiani, nel dare notizia delle sentenze, sottolineano come i parlamentari cattolici Luca Volonté (UDC) e Paola Binetti (PD), pure convenuti in giudizio per diffamazione (il primo per altra vicenda), abbiano preferito far ricorso all’immunità parlamentare.
Fonte: uaar
Coppia di pinguini omosex adotta pulcino
Una coppia di pinguini omosessuali di uno zoo tedesco nella località portuale di Bremerhaven, sulle rive del Mar Nero, ha felicemente adottato un cucciolo della sua specie. Secondo un portavoce, i pinguini «Z» e «Vielpunkt», come sono battezzati nello zoo, si prendono cura del pulcino esattamente come farebbe una coppia eterosessuale. I due uccelli hanno adottato un uovo di pinguino di Humboldt, che era stato rifiutato dai suoi genitori e si sono preoccupati di covarlo con grande cura fino alla nascita del pulcino, che nel frattempo aveva compiuto quattro settimane.
Adesso, la vita giornaliera della coppia è scandita dalla routine dell'esigenze del mini-pinguino: lo imbeccano alternativamente, lo puliscono e lo riscaldano, probabilmente fino a quando non raggiungerà la maggiore età. Il portavoce ha spiegato che l'omosessualità è frequente tra i pinguini che, di solito, sono fedeli al loro compagno per tutta la vita.
Fonte: lastampa.it
Una cosa vergognosa
Scuola, religione fin dalle materne A Milano un patto diocesi-Comune
Palazzo Marino assume a tempo indeterminato 46 educatrici ad hoc segnalate dalla curia. Senza alcun concorso. Per convincere gli studenti stranieri delle superiori, poi, la curia ha inviato una lettera in cui si consiglia di seguire le lezioni di fede cattolica per integrarsi meglio
di Zita Dazzi
Ora di religione in tutte le scuole, a Milano, dalle materne fino alle superiori. E per convincere gli alunni stranieri, una lettera della curia tradotta in sei lingue che consiglia ai ragazzi di seguire la lezione di fede cattolica per integrarsi meglio. Il Comune ha siglato un accordo con la diocesi per garantire l'insegnamento di religione in tutte le 175 scuole dell'infanzia, a tutti i 23mila iscritti. Finora questa opzione era distribuita a macchia di leopardo: in alcune scuole sì, in altre no. Le maestre erano 20 e dovevano coprire tanti istituti in quartieri diversi. Adesso le cose cambiano. Sono state assunte a tempo indeterminato 46 educatrici ad hoc: maestre segnalate e garantite dalla curia. Nessun concorso pubblico, come invece avviene per le altre educatrici, ma stipendio comunale, come il resto del corpo docente nelle materne. La cosa piace alla diocesi, che su questo aspetto pastorale e sulla conquista dei giovani punta molte delle sue energie. Piace parzialmente, invece, ai sindacati, soprattutto per la procedura seguita dal Comune.
Tatiana Cazzaniga (Cgil-funzione pubblica) commenta: «Attendiamo da anni che il Comune assuma le educatrici per coprire i buchi di organico. Ci hanno sempre detto che non ci sono i soldi, che le assunzioni sono bloccate dalla Finanziaria. E adesso vediamo arrivare dal cielo 46 maestre che, senza concorso e senza graduatorie, entrano a tempo indeterminato, pagate dal contribuente».
Detto ciò, la diocesi punta molto sull'ora di religione. E, agli immigrati iscritti alle superiori, scrive una lettera da distribuire a scuola: «Forse sei un po' a disagio in Italia, non conosci le persone, la lingua, alcuni modi di vivere. La nostra storia è profondamente segnata da quasi 2000 anni di religione cristiana cattolica..». Al giovane lettore viene spiegato che a scuola c'è una disciplina «che può aiutarti a conoscere il pensiero e la storia della Chiesa. Se ritieni giusto partecipare, sarai ben accolto. Non sei obbligato, tanto meno a diventare cristiano», ma sappi, si legge nella lettera, che «questo corso vuol arricchire le tue conoscenze e portarti a comprendere meglio la tua religione e quella del paese che ti accoglie. Potrai affrontare tanti problemi, tra cui il razzismo e la tolleranza».
13 Gennaio 1998: la Storia del Rispetto che Chiedeva e Sognava
13 Gennaio 1998, Roma. L’agente di Polizia Maurizio C. si prepara in attesa dell’arrivo del collega, bella giornata a Roma, fredda, ma c’è uno splendido sole. Subito vanno a prendere un meritato caffè, oggi devono fare pattugliamento in piazza San Pietro, giapponesi, macchinette fotografiche, suore e poco più, i due sperano almeno nel passaggio di qualche bella turista.
Maurizio ha una splendida moglie, due figli, uno stipendio decente ed un appartamento in affitto in periferia. Per lui la vita scorre senza troppi scossoni, senza che le cose che vede possano cambiargli la vita. Le prime ore di pattugliamento passano senza affanni, qualche zainetto da controllare, qualche faccia sospetta da seguire con lo sguardo e due chiacchiere scambiate con il collega. Maurizio era convinto, era certo che anche quella giornata sarebbe trascorsa come il capodanno da poco festeggiato. Era in piedi vicino all’obelisco, quello che tutti pensano sia stato fatto dal Bernini, parlottava fitto fitto con il collega quando all’improvviso sente delle urla, una signora con abiti strani, per il luogo in cui si trovano, si sbraccia, corre, richiama la sua attenzione, ma lui non capisce, la signora probabilmente addetta alla pulizia dei bagni, è straniera ed in più agitata. Maurizio si incammina in direzione della donna, ma lei comincia a fare dei grandi gesti con le braccia come se volesse dire ai due agenti di guardare in un’altra direzione.
I due obbediscono, volgono lo sguardo verso il centro della piazza e rimangono sconvolti da quel che vedono. Una figura, probabilmente un uomo, corre in direzione del Vaticano, completamente avvolto dalle fiamme. Si accorgono subito che non si tratta di un attentatore, semmai di un folle ed incominciano la loro corsa disperata per tentare l’impossibile. Maurizio è più giovane e più svelto del suo collega, mentre tenta di raggiungere l’uomo torcia, che nel frattempo ha iniziato a rallentare, incomincia a togliersi la giacca e quando finalmente lo raggiunge usa quel pezzo di stoffa della sua divisa per spegnere le fiamme. Maurizio non credeva che la carne bruciata potesse avere quell’odore così acre, non si capacitava di come una cosa simile potesse essere accaduta proprio li nel centro della capitale, si guardava intorno, cercava di capire. Quel corpo ancora fumante ebbe la forza di mormorare un ultima frase, e Maurizio era l’unico che poteva udirla:”Non sono neanche stato capace di morire”. Maurizio chiama i soccorsi, che arrivano subito, così ha il tempo di controllare il giubbino che l’uomo si è tolto prima del folle gesto. Nelle tasche trova due lettere, le legge, ne rimane sconvolto e senza dire una sola parola comincia a piangere, adesso anche lui ha capito. Subito viene avvicinato da funzionari del Vaticano che gli strappano di mano le lettere in questione e gli dicono che daranno conto ai suoi superiori. Maurizio si informa sulle condizioni dell’uomo, nel frattempo trasportato all’ospedale Sant’Eugenio, ma gli dicono che non ci sono speranze, l’uomo muore dopo dieci giorni di atroce agonia.
Le voci cominciano a rincorrersi, ma vengono stoppate con astuzia da chi di dovere. Le lettere che Alfredo (così si chiamava quel folle suicida) si era portato appresso non vengono pubblicate, solo dopo alcuni giorni il Vaticano rilascia un comunicato stampa, dichiarando che Alfredo Ormando non si è suicidato a causa della sua omosessualità o in protesta contro la Chiesa Cattolica, ma perché ha seri problemi in famiglia. Pochi giorni dopo la sua morte l’ANSA riceve due lettere con la posta, il mittente era Alfredo Ormando:
PER I POSTERI Chiedo scusa al mondo intero per i miei nefandi crimini contro quella natura tanto cara e dissacrata dalla cristianità. Chiedo scusa per essere venuto al mondo, per aver appestato l’aria che voi respirate con il mio venefico respiro, per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversità che non sentivo, per aver considerato l’omosessualità una sessualità naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e secondo a nessuno, per aver ambito diventare uno scrittore, per aver sognato, per aver riso, per aver ucciso mia madre e un’altrettanta persona cara con la soppressione cruenta della mia inutile esistenza. Il mostro se ne va per non recarvi più disturbo e offesa, per non farvi più arrossire e imbarazzare e vergognare con la sua ignobile presenza, per non farvi schifare e voltare le spalle quando lo incontrate per strada. Non permettete che io abbia una illacrimata tomba, che io diventi un appestato anche da morto. Se la benzina non avrà fatto il suo dovere, riducendomi in cenere, crematemi e spargete le mie ceneri nella campagna romana. Vorrei essere utile almeno come concime. Faccio un accorato appello alla vostra comprensione e generosità. Ho vissuto una vita da inferno che quello dei cristiani, a confronto, mi sembra una favola per far addormentare i bambini. L’unica valvola di sfogo erano i miei scritti. Volevo riscattarmi attraverso la narrativa, ma l’editoria non me l’ha permesso, e poi chi segnalerebbe mai un finocchio? Non riuscivo più ad ingannare la mia biologica voglia di vivere, a farmi una ragione della mia emarginazione, della mia sconfinata solitudine. Alfredo Ormando
La seconda lettera, datata Natale 1997 indirizzata ad un amico non è mai stata inviata:
Palermo, Natale 1997 Caro Adriano, quest’anno non sento più il Natale, mi è indifferente come tutte le cose; non c’è nulla che riesca a richiamarmi alla vita. I miei preparativi per il suicidio procedono inesorabilmente; sento che questo è il mio destino, l’ho sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico è là ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha dell’incredibile. Non sono riuscito a sottrarmi a quest’idea di morte, sento che non posso evitarlo, tantomeno far finta di vivere e progettare un futuro che non avrò; il mio futuro non sarà altro che la prosecuzione del presente. Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita terrena e ciò non mi fa orrore, anzi!, non vedo l’ora di porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo perché ho deciso Piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo. Spero che capiranno il messaggio che voglio dare; è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia. Alfredo
Maurizio C. ha seguito tutta la vicenda da vicino, si è informato su chi fosse Alfredo, sulla sua vita, sulle sue origini per tentare di giustificare un gesto tanto folle e tanto coraggioso, ma senza riuscirci. Da quel giorno la vita di Maurizio è in parte cambiata, la domenica non accompagna più sua moglie a messa.
Nota: Il nome e la ricostruzione che riguardano il poliziotto sono di fantasia; tutto il resto è realmente accaduto.
Omosessualità: Chiarezza, di Questi Tempi ne Sentiamo il Bisogno
Attraversiamo tempi in cui tutti parlano, questo non è un male, ma se si dicono falsità è meglio fare un po’ di chiarezza, quindi proviamo a porci delle domande e a darci delle risposte( guardo troppa tv la notte).Cos’è l’omosessualità? Quando una persona può definirsi omosessuale? Perché si nasce o si diventa omosessuale?
“Una persona si definisce omosessuale quando prova sentimenti di innamoramento, desideri ed attrazione erotica nei confronti di altre persone dello stesso sesso. Sul perché e sul come si diventi omosessuale si è molto parlato. Nonostante ciò, non esiste ancora uno studio scientifico o un’ipotesi ufficiale che possa, con assoluta certezza, spiegare il perché una persona diventi omosessuale ed un’altra eterosessuale. L’unica cosa di cui si è certi è che l’omosessualità non sia una malattia, ma semplicemente una variante normale della sessualità umana.
La parola omosessualità è stata tolta definitivamente dal Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM; Diagnostical and Statistical Manual of Mental Disorder, manuale dove psicologi e psichiatri possono trovare le linee guida con cui stabilire la presenza o meno di un disturbo mentale) già dal 1973. Il documento dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), che sanciva questa modifica, dichiarava: “L’omosessualità in sé non implica un deterioramento nel giudizio, nell’adattamento, nel valore o nelle generali abilità sociali o motivazionali di un individuo”. Già da molto tempo, dunque, è ingiustificato considerare l’omosessualità come una malattia, ma nonostante questo le persone comuni continuano ad avere questo pregiudizio e gli omosessuali continuano ad essere vittime dell’omofobia! La società in cui la persona omosessuale vive, infatti, è ancora fortemente omofobica ed eterosessista e ciò influenza enormemente lo sviluppo individuale ed il comportamento di gay e lesbiche. A causa dell’omofobia e dell’eterosessismo, infatti, la persona omosessuale, fin dall’adolescenza, sperimenta sensazioni di diversità e di sofferenza emotiva, che la spingono verso l’isolamento sociale e che le impediscono di venire allo scoperto (coming out).” Fonte
L’omosessualità è contro natura?
La Chiesa cattolica condanna le unioni civili sostenendo che l’omosessualità è contro natura. Naturalmente su questa affermazione potremmo discutere a lungo (ad esempio, chiedendoci cosa intendiamo qui con la parola ‘natura’, e se ciò che è conforme a natura sia sempre preferibile a ciò che non lo è). Ma atteniamoci, per ipotesi, a quella affermazione: l’omosessualità è contro natura. In verità sono molti i casi in cui la Chiesa stessa ammette o prescrive comportamenti non naturali: si pensi all’astensione dall’attività sessuale ai propri ministri, al digiuno, alla penitenza, al martirio. Ma allora viene fatto valere un altro principio, cioè la superiorità dello spirituale sul corporeo. Tra le unioni omosessuali lo spirituale invece non può esserci secondo la Chiesa: così il richiamo alla ‘natura’ serve ad eludere, insomma, la domanda (molto più cristiana) se fra persone dello stesso sesso ci possa avere amore vero. Mario Barenghi, Università di Milano Bicocca Fonte: uaar.it “There are things that are more contrary to nature than homosexuality, things humans alone do - such as having religion or sleeping in pyjamas” Magnus Enquist, a professor of ethology at Stockholm University Come cresce un ragazzo omosessuale nella nostra società?
“L’ostilità nei confronti dell’omosessualità (omofobia) è così diffusa nella nostra società che la maggior parte dei giovani omosessuali ha avuto per genitori persone omofobiche e, nel corso della propria infanzia e adolescenza, ha frequentato insegnanti, compagni di scuola, amici di famiglia, ecc., omofobici. Durante il periodo di esplorazione della propria identità, quindi, gay e lesbiche sono già consapevoli della mancanza di approvazione del comportamento omosessuale da parte della società e hanno già appreso, dal loro contesto culturale, che provare sensazioni omoerotiche è meritevole di vergogna. Ecco perché è spesso inevitabile che durante l’adolescenza gli omosessuali si percepiscano come diversi e inadeguati e che molti di loro scelgano il ritiro sociale e l’isolamento. L’isolamento della persona omosessuale avviene secondo un modello ciclico. In un primo momento l’adolescente gay o lesbica non riesce a spiegare a se stesso la propria diversità ed è solo con il trascorrere del tempo che diventa consapevole di provare attrazione e sentimenti di amore nei confronti di persone dello stesso sesso. Tale consapevolezza, dal momento che viviamo in un contesto omofobico, può compromettere in modo serio la conduzione della vita sociale di alcuni, che preferiscono isolarsi e vivere la propria omosessualità nella segretezza. Altri, invece, si nascondono dietro uno stile di vita convenzionale, aumentando il divario tra “identità pubblica” e “identità privata o omosessuale”. Inoltre, durante l’adolescenza, tutti gli omosessuali, o quasi, hanno paura che le altre persone vengano a conoscenza del proprio orientamento sessuale e sviluppano, per questo, una maggiore attenzione nei confronti del contesto sociale di appartenenza, quindi diventano più sensibili alle offese dei loro coetanei. Lo sviluppo di una rete di amicizie per i giovani gay e lesbiche, per questo motivo, avviene molto lentamente, soprattutto a causa della paura di essere rifiutati dai loro compagni. La paura del rifiuto fa sì che spesso molti giovani omosessuali diventino dipendenti da una piccola rete di persone ai quali hanno rivelato (coming out) il loro orientamento sessuale. Così, durante l’adolescenza, si trovano a parlare di sé e dei propri problemi con poche persone e, nello stesso tempo, a nascondere la propria sessualità a tutti gli altri (inclusi genitori e fratelli). Tale situazione intensifica la percezione della loro diversità. Infine, la difficoltà di parlare con gli altri di sé favorisce nei giovani gay e lesbiche l’interiorizzazione acritica degli assunti omofobici ed eterosessisti della società, che sono causa dell’isolamento stesso.” Fonte
Cerchiamo di vedere le cose in maniera oggettiva, solo in questo modo potremo cercare di capire il motivo di questi comportamenti, o questi.
“Il termine omofobia (che deriva dal greco όμός = stesso e φόβος = timore, paura) significa letteralmente “paura nei confronti di persone dello stesso sesso” e più precisamente si usa per indicare l’intolleranza e i sentimenti negativi che le persone hanno nei confronti degli uomini e delle donne omosessuali. Essa può manifestarsi in modi molto diversi tra loro, dalla battuta su un una persona gay che passa per la strada, alle offese verbali, fino a vere e proprie minacce o aggressioni fisiche. In seguito all’omofobia, ad esempio, alcuni eterosessuali, raccontano di sentirsi a disagio in presenza delle persone gay o lesbiche, altri si mettono a ridere quando le incontrano per strada. Altri ancora dicono di essere disgustati dai loro comportamenti, arrabbiati o indignati. Anche la parola “frocio” può essere considerata come espressione di omofobia, perché di solito viene usata con una connotazione negativa. Come nasce l’omofobia? L’omofobia deriva dall’idea che siamo tutti eterosessuali e che è normale e sano scegliere un partner del sesso opposto (eterosessismo). Tale considerazione è basata anche sulla falsa credenza che in natura non esistano comportamenti omosessuali (“L’omosessualità è contro natura”); molti animali, invece, presentano comportamenti omosessuali, tra cui topi, criceti, porcellini d’India, conigli, porcospini, capre, cavalli, maiali, leoni, pecore, scimmie, e scimpanzé. L’omofobia, inoltre, si alimenta in vari modi. Innanzitutto la società è spesso diffidente nei confronti delle diversità, fino al punto di considerarle pericolose. Tale mancanza di fiducia riguarda tutte le minoranze portatrici di valori nuovi o diversi (es. anche i primi cristiani) perché minacciano quelli convenzionali. Il pregiudizio anti-gay, inoltre, è rinforzato dall’ignoranza e dalla mancanza di contatti con la comunità omosessuale. Gli individui omofobici, di fatto, non conoscono la realtà gay e lesbica e ne hanno un’idea astratta basata su ciò che hanno sentito dire dagli altri. Infine, noi tutti tendiamo ad agire in modo coerente con ciò che viene ritenuto desiderabile e giusto in base alle convenzioni sociali dominanti. Questo meccanismo, ad esempio, è alla base del fatto che si è soliti deridere i gay perché è consuetudine farlo. Le credenze negative nei confronti dell’omosessualità, inoltre, sono così diffuse nella nostra società che anche gay, lesbiche e bisessuali tendono ad essere omofobici. In questo caso l’omofobia prende il nome di omofobia interiorizzata.”
Fonte
Alla luce di quello che abbiamo letto, cosa possiamo fare per rendere “normale” una cosa normale? Di chi è la colpa se la nostra società è omofobica? E nel resto del mondo come viene vissuta l’omosessualità?
Alle prime due domande dovrete rispondere voi, alla terza, giusto per darvi un idea, vi sottopongo questa tabella.
PAESI E LEGGI CHE CONDANNANO IL RAPPORTO OMOSESSUALE
NB: sono considerate le pene per il rapporto omosessuale fra adulti consenzienti
| PAESE |
LEGGE |
PENA |
| Afganistan |
Sharia |
pena di morte - in fase di cambiamento dopo la fine del potere talebano |
| Algeria |
c.p. art. 388 |
reclusione fino a 3 anni e un’ammenda |
| Arabia Saudita |
Sharia |
pena di morte |
| Bahrain |
c.p. art. 377 |
reclusione fino a 10 anni |
| Bangladesh |
c.p. art. 377 |
reclusione fino a 10 anni |
| Benin |
c.p. art. 88 |
reclusione da 1 a 3 anni e un’ammenda |
| Bhutan |
vario |
la pena varia a seconda della situazione ed arriva fino alla reclusione a vita |
| Botswana |
c.p. art. 164 … |
reclusione per un periodo non inferiore a 7 anni |
| Brunei |
c.p. artt. 292 … e 377 |
reclusione fino a 10 anni ed un’ammenda |
| Burma/Myanmar |
c.p. 33 A |
reclusione fino ad un anno |
| Burundi |
non specificato |
l’omosessualità è punita come “atto immorale” |
| Caimano, Isola del |
c.p. art. 142 |
reclusione |
| Camerun |
c.p. art. 347 |
reclusione da 6 mesi a 5 anni, più un’ammenda |
| Capo Verde |
c.p. art. 390… |
reclusione da stabilirsi, per rapporti “contro natura” e “contro la decenza pubblica e personale” |
| Cina |
c.p. art. 106 |
reclusione fino a 5 anni, anche se non è un articolo esattamente anti-omosessualità |
| Cook, protettorato NZ |
c.p. art. 155 |
eclusione fino a 7 anni, ma in genere viene associato l’art. 104 ( 5 anni reclusione) |
| Cuba |
c.p. art. 303 |
reclusione da 3 mesi ad un anno per la manifestazione pubblica dell’omosessualità. |
| Gibuti |
non specificato |
reclusione di durata da stabilirsi |
| Egitto |
pubblica morale |
reclusione o lavori forzati fino a 5 anni |
| Emirati arabi uniti |
vari (per emirato) |
per alcuni emirati fino a 7 anni di reclusione, per altri 14. |
| Etiopia |
c.p. art. 600 |
reclusione da 10 giorni fino a 3 anni |
| Fiji |
c.p. art.175 |
reclusione fino a 14 anni |
| Gambia |
c.p. art. 144 |
reclusione fino a 14 anni |
| Giamaica |
c.p. art. 76 … |
reclusione e lavori forzati fino a 10 anni |
| Ghana |
c.p. art. 105 |
reclusione da stabilirsi, ma ci sono testimonianze di torture |
| Granada |
c.p. art. 377 ? |
è illegate (Ilga), ma non si hanno notizie sulle pene |
| Guiana |
c.p. art. 351 |
reclusione fino a 2 anni |
| Guinea |
c.p. art. 325 |
reclusione da 6 mesi fino a 3 anni e un’ammenda |
| India |
c.p. art. 377 |
reclusione a vita |
| Iran |
c.p. art. 108 … |
pena di morte
|
| Kenia |
c.p. art. 162 … |
reclusione da 5 fino a 14 anni |
| Kiribati |
c.p. art. 153 |
reclusione fino a 14 anni |
| Kuwait |
c.p. art. 193 |
reclusione fino a 7 anni |
| Libano |
c.p. art. 534 |
reclusione fino a 1 anno |
| Liberia |
c.p. art. 14.74 |
reclusione di un periodo da determinate in base alla volontarietà o all’involontarietà |
| Libia |
c.p. art. 407 |
reclusione da 3 a 5 anni |
| Liberia |
c.p. art. 153 |
reclusione fino a tre anni |
| Malawi |
c.p. art. 153 … |
reclusione; il cittadino occidentale viene allontanato e ritenuto “indesiderato” |
| Malesia |
c.p. art. 377 |
reclusione da 2 a 20 anni |
| Maldive |
c.p. art. 377 |
reclusione |
| Mauritania |
Sharia |
pena di morte |
| Marshall |
Tit. 31.1.XXV.53 |
reclusione fino a 10 anni |
| Mauritius |
c.p. art. 250 |
reclusione fino a 5 anni |
| Marocco |
c.p. art. 489 |
reclusione da 6 mesi a 5 anni |
| Mozambico |
c.p. art. 70 |
reclusione fino a 3 anni |
| Namibia |
non tollerata |
non è tollerata, ma non ci sono leggi contro l’omosessualità. |
| Nepal |
c.p. art. 377 |
reclusione |
| Nicaragua |
c.p. art. 205 |
reclusione fino a 3 anni |
| Nigeria |
c.p. art. 214 |
reclusione prevista fino a 14 anni, ma si applica anche la pena di morte (Sharia) |
| Niue, protettorato NZ |
c.p. art. 170 |
reclusione fino a 10 anni |
| Oman |
c.p. art. 33 |
reclusione da 6 mesi a tre anni |
| Pakistan |
c.p. art. 377 |
reclusione fino a 2 anni e 100 frustate |
| Papua, Nuova Guinea |
c.p. art. |
il rapporto anale è punito con la reclusione fino a 14 anni |
| Porto Rico |
c.p. art. 103 |
reclusione fino a 10 anni |
| Qatar |
c.p. art. 201 |
reclusione fino a 5 anni |
| Samoa Ovest |
c.p. art. 58 |
reclusione fino a 5 anni |
| Senegal |
c.p. art. 319 |
reclusione da 1 a 5 anni, più un’ammenda |
| Sierra Leone |
n.p. |
non si hanno notizie di reclusioni |
| Singapore |
c.p. art. 377 |
reclusione a vita |
| Siria |
c.p. art. 520 |
reclusione fino ad un anno |
| Solomone |
c.p. art. 153 |
reclusione fino a 14 anni |
| Somalia |
c.p. art. 409 |
reclusione da 3 mesi a 3 anni |
| Sri Lanka |
c.p. art. 365 A |
reclusione fino a 10 anni |
| Sudan |
c.p. art. 316 |
pena da 100 fustigate alla pena di morte |
| Swaziland |
non tollerata |
non si hanno notizie di reclusioni |
| Tagikistan |
c.p. art. 125 |
reclusione |
| Tanzania |
c.p. art. 154 … |
reclusione fino a 14 anni |
| Togo |
c.p. art. |
reclusione fino a 3 anni |
| Tokelau, protettorato NZ |
c.p. art. 170 |
reclusione fino a 10 anni |
| Tonga |
c.p. ert. 136 |
reclusione fino a 10 anni |
| Trinità e Tobago |
sess. 13 |
reclusione fino a 10 anni |
| Tunisia |
c.p. art. 330 |
reclusione fino a 3 anni, ma viene tollerata |
| Turks e Caicos |
c.p. art. 41 |
reclusione anche a vita, a discrezione del giudice |
| Tuvalu |
c.p. art. 153 |
reclusione fino a 14 anni |
| Uganda |
c.p. art. 140 … |
reclusione, anche a vita |
| Uzbekistan |
c.p. art. 120 |
reclusione fino a 3 anni |
| Yemen |
Sharia |
pena di morte |
| Zambia |
Carta 87 e 15 |
reclusione fino a 14 anni |
| Zimbabwe |
c.p. art. |
reclusione fino a 3 anni |
Tabella: www.oliari.com
Fonti
Asylum Law
Behind The Mask
Ilga
Radio Nederland
Sodomy Laws
The Data Lounge
A dispetto di quanto prova la scienza, oggi essere omosessuale nel mondo significa ancora rischiare la vita.
E i pregiudizi non risparmiano neppure i bambini e le bambine. In Iran - ad esempio - recentemente sono stati giustiziati pubblicamente due minorenni per aver ammesso di aver fatto sesso tra loro quando avevano meno di 16 anni. Prima sono stati torturati e poiì impiccati in Piazza Edalat (della Giustizia) nella città di Mashad, a nord est dell’Iran. Le bambine di nove anni e i ragazzi di 15 possono essere impiccati.
Fonte
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belpietro pagare, binetti e volontè ricorrono all'immunità parlamentare Coppia di pinguini omosex adotta pulcino Una cosa vergognosa 13 Gennaio 1998: la Storia del Rispetto che Chiedeva e Sognava Omosessualità: Chiarezza, di Questi Tempi ne Sentiamo il Bisogno One Noi e gli Altri in un Immaginario Gay TG Peppino, ci Vediamo Princesa, l’Unica Cosa Autentica che ho Sono i Litri di Silicone. E i Sentimenti L’Italia Dichiara Guerra alla Spagna. Dopo Averla Dichiarata a se Stessa Meccanica dell’Opportunismo: Cambiare Opinione Perché io Valgo Piccolo Bugiardino sul Federalismo Fiscale Vendola ha Fatto Qualcosa di Sinistra. Finalmente legge sul testamento biologico made in vaticano, che vergogna. gentaglia antiabortista argentine pro-aborto gentaglia antiaborto gentaglia antigay i soliti sospetti l'ultimo 8xmille calearo and co. novità alla camera e al senato questo ci governa ci meritiamo tutto questo? Gli evasori Liste, lacrime e paura Dovremmo imparare dalla Spagna Nessuno ne parla ma i professori contrari aumentano L'obiezione di coscienza Mai abbassare la guardia Ingerenza Il cancro della finanza Anticristico Stato La binetti vota come le suggerisce betori? Quindi ammettete di essere razzisti? Iran, impiccato perché era gay Sono tornati i mazzolatori Se lo dici tu... Da Boston all’Alaska: Quando la Chiesa Compra il Silenzio Non c’è PACS Nemmeno Dopo la Morte E in Italia? Mastella e i soldi del suo giornale I mastella's Un uomo Speciale Burlando ennesimo cazzaro che non si dimette Nulla di fatto, non ci sono colpevoli...complimenti Marco o Matteo poco cambia di chi è la colpa? Marco Mi chiamo Marco Lo sapevate che...i conti della chiesa Burlando contromano, niente multa ruini e l'aborto, prima e dopo Silvio da' 300mila euro a De Gregorio Privilegi politici sei gay? non puoi donare sangue A lui piace giocare, era solo una provocazione...ma va a cagare. Finalmente qualcuno chiede spiegazioni sui vantaggi fiscali della chiesa senatore americano antigay, beccato in aeroporto ad adescare nel cesso degli uomini Bush Il compagno Betulla invece di vergognarsi scriveva cazzate. Che bel prete Quello che non sapete di Don Gelmini Questa non è ingerenza, no. Razzismo brasiliano 2 Sviluppo Italia, abbattetela Razzismo brasiliano Porgi l'altra guancia Fioroni e Baget Bozzo Secondo Cesa la vita di un parlamentare è molto dura Volontè prima e dopo, ma anche Storace non scerza Poverino perdoniamolo la famiglia udc 2 la famiglia udc Questo dava la comunione? Onorevole squillo e cocaina Costanzo lo scippatore ha fatto bene l'insegnante La bandiera della laicità V-Day Ci risiamo Il finto malore di Selva diventa un caso Pensioni d'oro per i parlamentari razzismo gay Sex crimes and the Vatican-Testo- Sex crimes and the Vatican-Commento- e la sinistra che fà? family day Berlusconi family day santanche' family day andreotti family day rutellone gianpaolo nuvoli Family day La Bindi e il razzismo family day telepace sfruttatrice? Autore pedofilo? si chiama Marco il buon pezzotta
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