Io si tu no

Volevo parlarvi, infatti, di un paio di cosette che ho scoperto leggiucchiando qua e là.
Forse i meglio informati sapranno che in questi giorni in commissione Affari sociali alla Camera la destra e la Margherita (e mi si perdoni la tautologia) hanno deciso di uscire dall’aula per protesta.
In commissione, infatti, si stava tenendo un’indagine conoscitiva sulla situazione della famiglia ma col fine precipuo di ferire la sensibilità (altrimenti detta razzismo e anche omofobia) dei cattolici era stata invitata la Lega italiana famiglie di fatto.

Per cui apriti cielo. Tutti a ricordare a tutti gli altri che le coppie di fatto non sono famiglie, che i froci possono esistere purché la smettano di ostentare la loro esistenza e tutta una serie di simpatici atteggiamenti che in un qualsiasi paese civile collocherebbe il partito del simpatico Rutelli e dell’avvenente Rosy Bindi all’estrema destra.

Ma fin qui, direte voi, tutto procede come norma.

La cosa carina che in pochi sanno è che in parlamento le coppie di fatto sono già riconosciute. Ma solo per i politici, ovviamente. E ovviamente questo riconoscimento è bipartisan.
Destra e sinistra, unite a condannare le unioni di fatto al di fuori dei palazzi del potere, al loro interno si sono date una norma secondo la quale i partner dei parlamentari hanno diritto a una grossa fetta di privilegi, come assistenza sanitaria, spese per trasporti, credo pure reversibilità della pensione.

Dall’inizio degli anni ’90 il parlamento ha votato una norma che rende eguali coniugi e conviventi di parlamentare, garantendo anche ai conviventi non sposati gli stessi vantaggi economici.

Ovviamente, se non credete a me, potere sempre vedere quest’articolo di Antonio Venier.

Sarebbe interessante, a questo punto, vedere quanti esponenti del centro cattolico – sia di area rutelliana, sia in salsa UDC – approfittano di questa legge. Una legge che crea cittadini di serie A e di serie B. Col silenzio dei moralizzatori di turno, siedano essi negli stessi palazzi della politica italiana o oltre Tevere in Vaticano.

E il tutto, lo si ricordi, in nome di Dio.

http://liberoblog.lib…

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.