Mastella ti odio

Mafia, Mastella teste nel processo a Cuffaro

PALERMO – ‘Era un bravo ragazzo, non potevo sospettare che frequentasse certi ambienti. Mi parlava sempre di antimafia. Se avessi saputo quello che è poi venuto fuori lo avrei preso a calci nel sedere’. È netto il giudizio del ministro della Giustizia Clemente Mastella su Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate, tra gli organizzatori del viaggio marsigliese del boss Bernardo Provenzano.

Il Guardasigilli oggi ha deposto a Palermo, come teste della difesa, nei processi al deputato di Forza Italia Gaspare Giudice, accusato di associazione mafiosa, e al presidente della Regione Salvatore Cuffaro, Udc, imputato di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. Sui legami tra Campanella, ora collaboratore di giustizia, e i boss, Mastella afferma di non avere mai avuto alcun sospetto. ‘In 30 anni – ha aggiunto – nella mia Campania non mi sono mai fatto avvicinare da nessuno, figuriamoci se doveva capitarmi in Sicilia’.

Il ministro ha anche riferito di avere ricevuto, nel 2005, una lettera di scuse da Campanella. L’ex responsabile nazionale dei giovani dell’Udeur si scusava con Mastella per avergli taciuto dei suoi rapporti con esponenti di Cosa nostra e si diceva pentito per le conseguenze negative che la sua condotta avrebbe potuto provocare al Guardasigilli. A consegnare la missiva del collaboratore di giustizia a Mastella fu il professore Alessandro Musco, ex consulente del presidente della Regione, Rino Nicolosi. Musco a dicembre è stato condannato a 4 anni di carcere per riciclaggio.

‘Ho letto la lettera molto tempo dopo che mi venne consegnata – ha detto il ministro – Quando me la diedero l’ho messa in tasca. Poi, saputo che Campanella era indagato, stavo per strapparla perchè ero arrabbiato. Solo dopo avere appreso che era diventato collaboratore di giustizia ho deciso di leggerla’. Rispondendo alle domande dei difensori di Cuffaro, il teste ha poi ripercorso le esperienze politiche del governatore fino al 2000, quando il presidente decise di passare con il centrodestra.

Cuffaro avrebbe cercato di convincere Mastella a seguirlo: ‘Non lo feci – ha spiegato – per coerenza’. Ai legali che gli chiedevano, infine, di una cena con Cuffaro e l’ ex ministro dc Calogero Mannino che, secondo Campanella, si sarebbe svolta nell’abitazione del Guardasigilli, e in cui si sarebbe parlato delle vicende giudiziarie del governatore siciliano, Mastella ha risposto con un ‘non ricordo’.

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