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Ue, esplode il caso Bagnasco

Solo all’ultimo momento è sfumata la condanna del presidente della Cei, Angelo Bagnasco, per aver citato incesto e pedofilia in un discorso pubblico contro i Dico. La plenaria del Parlamento europeo ha approvato ieri la risoluzione anti-omofobia presentata dalle sinistre ma dalla proposta iniziale è stato tolto «in extremis» il riferimento al capo dei vescovi italiani.
Gli eurodeputati condannano «i commenti discriminatori formulati da leader politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e la violenza» e chiedono alla «gerarchie delle rispettive organizzazioni» di condannarli. La critica esplicita a Bagnasco era contenuta in un paragrafo comune alle risoluzioni presentate dalla Sinistra Europea, dai Verdi, dai Socialisti e dai Liberali. Dopo le proteste dei Popolari, nella versione finale i quattro gruppi hanno sostituito la condanna di Bagnasco con un paragrafo generico, esteso alle autorità delle molteplici confessioni religiose. […]
Ma il nome di Bagnasco, tolto «in extremis» dalla risoluzione, viene reintrodotto nel dibattito pubblico proprio dalla reazione durissima della Chiesa. Un massiccio fuoco di sbarramento (Conferenza episcopale europea, agenzia Sir e quotidiano «Avvenire» della Cei, Radio Vaticana, vertici dell’episcopato) per lo «sfregio» tentato dall’Europarlamento contro il leader della Chiesa italiana.
Oltre ai media, tutto lo Stato maggiore ecclesiale si mobilita esattamente come se il nome del presidente della Cei fosse stato apertamente menzionato nella condanna e non prudentemente omesso all’ultimo. «In istituzioni europee umiliate dalle falsità, il tentativo di esportare immondizia, il deliberato spaccio di menzogne alla fine sono falliti – tuona il giornale dei vescovi anticipando l’editoriale di oggi-.Un’operazione indegna: ci si pensi a Strasburgo e ci si pensi a Roma». E, ancora, «Bagnasco è un uomo mite e rispettoso di tutti, grandi e piccini». […]

Fonte: laStampa.it

 

Fonte: uaar.it

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