e la sinistra che fà?

Disguidi postali‘Dopo dieci anni di battaglie, dopo aver subito una persecuzione giudiziaria senza eguali, di fronte al plotone d’esecuzione che ieri ha concluso l’opera, con tanto di colpo di grazia alla nuca, Cesare Previti esce di scena. Sconfitto nella forma, ma non piegato, umiliato da una giustizia esclusivamente politica, ma mai ferito nel mio orgoglio, trattato come un criminale ma sereno perché mandano consapevolmente in carcere un innocente. Ho già scritto la mia lettera di dimissioni da parlamentare, perché non permetterò a lor signori di infliggermi anche l’ultima umiliazione, quella di cacciarmi. Alla maggioranza del Parlamento, al cui interno si annidano coloro che hanno avuto parte importante nell’esito dei miei processi, che hanno eterodiretto e spronato alcuni dei magistrati che mi hanno perseguitato, il compito di mettere la firma sotto l’ultimo atto di questo loro canovaccio’
(Cesare Previti dopo la condanna definitiva a 6 anni nel processo Imi-Sir, Ansa, 5 maggio 2006)

‘Previti resta deputato. Un anno da abusivo. Cancellato dalle liste, per il Comune di Roma l’onorevole non può votare né essere votato. Ma è ancora alla Camera. Dodici mesi fa la Cassazione rendeva definitiva la condanna dell’ex ministro con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ma la giunta per le elezioni della Camera continua a discutere della decadenza (anche oggi) e Previti continua a ricevere lo stipendio’
(Il manifesto, 4 aprile 2007)

(10 maggio 2007)

Fonte: repubblica.it

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