Questa non è ingerenza, no.

Il sindaco propone il gay beach, il parroco si infuria

Dopo la gay street romana potrebbe essere la volta della gay beach agrigentina. Teatro dell’iniziativa, che ha suscitato la severa reprimenda della chiesa locale, è il lido di Capo Bianco, nel comune di Cattolica Eraclea. ”Sto valutando seriamente la proposta – dice Cosimo Piro, il sindaco Udc del paese – dopo le sollecitazioni da parte di alcune associazioni di omosessuali. In linea di principio non ho nulla in contrario: rispetto ogni diversità”.

Meno possibilista il primo cittadino di Ribera, l’altro comune in cui ricade il tratto di costa, che, dopo un’iniziale apertura, ha dovuto fare i conti con la reazione indignata del consiglio comunale.

Una lingua di sabbia costeggiata da una pineta, vicina alla riserva della foce del fiume Platani e a un passo dalle rovine del porto dell’antica Eraclea Minoa, da oltre 20 anni la spiaggia contesa viene frequentata dai nudisti di tutta la Sicilia. Ultimamente però a mettere gli occhi sul lembo di costa sono stati alcuni gruppi gay l’hanno utilizzata per i loro raduni.

”L’area, che ricade in una riserva naturale è di particolare bellezza – spiega il sindaco -, la decisione di destinarla ai gay, in qualche modo precludendo la possibilità agli altri di usufruirne, deve portare un tornaconto nelle casse del comune, ad esempio in termini di maggiore afflusso turistico, altrimenti il gioco non vale la candela”. L’unica perplessità da parte del sindaco di Cattolica è legata al nome con cui la spiaggia è stata ribattezzata: Baia degli uccelli. ”Si presta – dice Piro – a facili ironie…”.

Annuncia battaglia, invece, il parroco della chiesa di Sant’Antonio Abate di Cattolica Eraclea, Don Giuseppe Miliziano. ”Nudisti e gay – tuona il sacerdote – non possono stare in quella spiaggia, non hanno il permesso dello Stato, lo fanno in modo illegale, è una vergogna. Siamo in una società che sta degenerando e che sta dando pessimi modelli di vita ai nostri bambini”.

Fonte: uaar.it

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