Liste, lacrime e paura

Questo articolo è stato scritto da Mattia Feltri (http://it.wikipedia.org/wiki/Mattia_Feltri).
 
Esclusi e new entry
MATTIA FELTRI
ROMA
C’era Gianni Rivera che ha dovuto compilare ventisei moduli e poi l’hanno lasciato fuori dalla squadra dell’Ucd-Rosa Bianca. C’era Luigi Casero, del Pdl, che ha dovuto litigare per delle mezzore con gente che in lista, al numero trentasei, non ci voleva stare: almeno al ventotto o al trentatré, ché in caso di autobomba al Senato si mantengono possibilità di sostituire i defunti. C’era Silvio Berlusconi che a una tirata del genere, a far notte perché i conti quadrassero, non si vuole sottoporre più. C’erano i poveracci senza nome incolonnati davanti alle stanze delle somme decisioni, sedicenti portatori di decine di migliaia di voti, e messi alla porta sbrigativamente. Estenuante e drammatico. Il povero Guido Crosetto è svenuto due volte mentre trattava pugni sul tavolo con Sandro Bondi per conservare i piemontesi candidati in Piemonte, e mentre lo rianimavano, e gli chiedevano se servisse l’ambulanza, mormorava: no, e che si sappia quanto mi sono battuto.

Una cosa così, mai più. Sciagura se sei dentro, sciagura se sei fuori. Gerardo Bianco, escluso coi suoi fedeli da quelli di Pierferdinando Casini, ieri aveva un filo di voce: «Lo hanno fatto per mettere dentro il nipote di De Mita». E cioè Giuseppe, passato dal Pd al centro per seguire lo zio. «Sono stato ingannato. Hanno prevalso le logiche dei pretoriani», ha detto l’ex capogruppo in commissione finanze dell’Udc, Maurizio Eufemi. Ma bisognerebbe mettersi nei panni della povera Daniela Cardinale, ventisei anni, figlia di Salvatore, ministro delle Telecomunicazioni con Giuliano Amato. «Non mi sono mai occupata di politica», ha detto dopo essere stata prescelta dal Pd, ma la politica la pratica da quando, aveva cinque anni, vide sventolare le bandiere della Dc. Tutti le hanno riso dietro. Lei ha pianto per un po’ finché un’amica non le ha detto: «E piantala. Sempre meglio figlia di che amante di».

Sono i dolori del rinnovamento. Marianna Madia, pure ventiseienne, capolista nel Lazio con Walter Veltroni, comincia ad assaporarli. Le si attribuiscono altolocate storie d’amore, e quando la intervistano – è successo in un servizio della Rai durato tre quarti d’ora – poi mandano in onda un minuto e mezzo perché lei, programmaticamente, si propone di salvare il mondo. E perché, sorridendo stupefatta, indica in Walter il suo modello fra i modelli. Colpe dell’inesperienza. E a Maurizio Gasparri viene naturale mettere in pista il suo lato più ruspante: «Il Pd candida sciampiste». La Madia si offende. «Che male c’è?», si chiede impermalita Donatella Poretti, nel Pd in quota radicale, per avere trascorsi nel ramo come rappresentante di prodotti per parrucchieri. E’ vero: per le donne è peggio. Si prenda Pina Picierno, altra ragazza di ventisei anni, bella figlia della Campania dove Veltroni l’ha messa capolista; anche qui si parla di nepotismo perché lo zio Raffaele è sindaco di Teano, il padre Salvatore è stato segretario della Margherita di Sessa Aurunca, ma soprattutto il padrino fu Ciriaco De Mita sul cui eloquio, sportiva e spiritosa, la ragazza ha redatto la tesi di laurea. La Picierno incassa meglio delle colleghe e va avanti spedita a dire che gli incontri elettorali coi giovani sono «una metafora dell’idea di cambiamento». Che è un po’ quello che si coglie davanti a Piera Levi Montalcini, 63 anni, in corsa in Piemonte e nipote di Rita. I noveri dei parenti (Colaninno Jr, Merloni jr, la moglie di Fassino e quella di Bassolino) sono stati proposti un po’ ovunque. Giancarlo Lehner, giornalista e scrittore, voluto in lista da Berlusconi, ha un imperativo: «Basta favorire, a danno di chi merita, figli, mogli, concubine, comparielli, suocere, nipoti, nipotine e cognati. Vaffanculo i parenti!». I quali, naturalmente, stanno anche dalla sua parte. Fallito il tentativo di piazzare una vecchia e bella amica – Katia Noventa – Paolo Berlusconi è riuscito a soddisfare, e per la seconda volta, almeno l’ex moglie, madre dei suoi figli, Mariella Bocciardo. E se Licia Ronzulli non risulta essere la massaggiatrice di Silvio, ma una stimata professionista della fisioterapia, nel Parlamento venturo ci saranno anche Mariella Rizzotti, che si occupa, fra l’altro, delle rughe del capo, ed Elena Centemero, ex insegnate del Berlusconi più giovane, Luigi.

E’ inutile: si risolve tutto in famiglia, nel bene e nel male, e la famiglia oggi più lacerata è quella radicale. Emma Bonino, in tour europeo, non risponde al telefono a Marco Pannella. Il quale continua il suo sciopero della sete – contro la lingua biforcuta di Veltroni e per la pace in Medio oriente – ma nel disinteresse generale e interno. L’altra sera è andato dai so******ti con due simboli: Radicali italiani per Cappato presidente e Lista Bonino per Pannella presidente. Enrico Boselli ha sorriso e ringraziato. Pannella è tornato a casa mogio e ieri, al partito, c’era lo stato maggiore. Erano tutti contro il vecchio babbo radicale, per un partiticidio e parricidio imperfetto

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