ci meritiamo tutto questo?

POLITICA

Molti gli esclusi eccellenti, soprattutto tra i candidati dei piccoli partiti
Tra i volti nuovi Calearo, Colaninno, Ciarrapico e il generale Speciale

Via De Mita, eletto Cuffaro
Come cambierà il Parlamento

di ANDREA BETTINI


ROMA – Fuori l’ottantenne Ciriaco De Mita il cui abbandono polemico del Pd, che non lo voleva candidare, non è servito a nulla. Dentro Pina Picierno, la 23enne che il Pd ha candidato al suo posto. Fuori ministri e volti noti della sinistra radicale, dentro l’ex comandante della Guardia di Finzanza Roberto Speciale e la moglie di Emilio Fede. Ed ancora ex starlette televisive e la pasionaria leghista di Lampedusa. Oltre a figlie e fratelli di nomi noti da anni. Per finire con Jean Leonard Touadi, il primo candidato di colore che approda alla camera sotto le bandiere del Pd. A scrutinio concluso, è la composizione delle prossime camere a solleticare la curiosità degli osservatori.

Terra bruciata a sinistra. Il presidente uscente della Camera Fausto Bertinotti e gli ex ministri Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio sono solo alcune delle vittime illustri del crollo della Sinistra Arcobaleno. Insieme a loro rimarranno fuori dalle aule parlamentari anche Rita Borsellino, l’ex presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione, Vladimir Luxuria e l’ex leader no global Francesco Caruso. Stessa sorte anche per il candidato premier del Partito so******ta, Enrico Boselli.

Pd e Idv, eletti i big. Nessun problema per i principali candidati del Pd e dell’Italia dei valori. Oltre ai volti noti provenienti da Ds e Margherita e a quelli del partito di Di Pietro, approdano in Parlamento anche l’industriale Matteo Colaninno, Umberto Veronesi, Sergio Zavoli, l’ex prefetto Achille Serra, la giovane Marianna Madia, l’operaio della Thyssen Antonio Boccuzzi e la 26enne Pina Picierno, candidata in Campania al posto di Ciriaco De Mita. Eletto, in un Veneto che ha però confermato la sua netta preferenza per il centrodestra, anche l’imprenditore Massimo Calearo. Che ostenta ottimismo:Non mi sembra un cattivo risultato. Abbiamo iniziato, mattone dopo mattone, a demolire il muro di diffidenza attorno al Pd, anche se non lo abbiamo ancora sbriciolato’. Niente da fare invece per Mirko Lami, l’operaio di un’acciaieria di Piombino che aveva anche ospitato a pranzo Walter Veltroni durante il suo tour elettorale, e per Nuccio Cusumano, l’ex senatore dell’Udeur che ruppe con Mastella per salvare Prodi e fu preso a insulti e sputi da Tommaso Barbato. Anche per quest’ultimo, candidato in Campania dall’Mpa, non ci sarà posto a Palazzo Madama. Spazio anche per due parenti ‘eccellenti’: Daniela, la figlia dell’ex ministro alle Comunicazioni Totò Cardinale.

Pdl: dentro Ciarrapico, out Nino Strano. La vittoria alle elezioni ha ridotto al minimo la pattuglia degli esclusi eccellenti tra le file del Pdl. Non ci sarà Nino Strano, il senatore di An che festeggiò in aula con mortadella e spumante la caduta del governo Prodi. Fuori anche l’ex vicedirettore di Libero Renato Farina, che era candidato alla Camera. Dentro Anna Maria Bernini, legale della vedova di Luciano Pavarotti.

Tra i nuovi onorevoli spiccano Michela Vittoria Brambilla, che entrerà alla Camera come l’ex numero uno della Croce rossa Maurizio Scelli e l’ex generale della guardia di finanza Roberto Speciale, e, al Senato, l’imprenditore Giuseppe Ciarrapico, sulla cui candidatura a senatore era nata una forte polemica in campagna elettorale. Elette anche l’ex campionessa di sci di fondo Manuela Di Centa, l’ex conduttrice televisiva Gabriella Carlucci e Mara Carfagna. Eletta anche la giornalista Diana de Feo, moglie del direttore di TG4 Emilio Fede. Mentre dal profondo sud, la pasionaria leghista Angela Maraventano, vice sindaco di Lampedusa, si accinge a fare il grande salto in Parlamento. A Montecitorio arriva anche Umberto Scapagnini, farmacologo e medico personale di Berlusconi, che per candidarsi per il Pdl nella circoscrizione Sicilia 2 si è dimesso anzitempo dalla carica di sindaco di Catania. Dalla Sicilia al parlamento ecco arrivare il fratello del nuovo governatore siciliano Raffaele Lombardo.


L’Udc salva i leader, niente da fare per la Destra. Per l’Unione di Centro, in una pattuglia parlamentare ridotta al minimo, ci sarà l’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, mentre è stato escluso Luca Volontè. Alla Camera, comunque, ci saranno i principali esponenti del partito: Rocco Buttiglione, Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa, Savino Pezzotta e Bruno Tabacci. Out invece tutti i candidati della Destra, vittime delle soglie di sbarramento imposte dalla legge elettorale. In aula non si vedranno quindi né Francesco Storace né Daniela Santanchè.

Candidati-premier esclusi
. L’esclusione della leader della Destra non è un’anomalia: solamente tre candidati premier (Berlusconi, Veltroni e Casini) sono riusciti a conquistare un posto in Parlamento. Tra i più delusi c’è sicuramente Giuliano Ferrara, che con la lista ‘Aborto no grazie’ ha ottenuto un misero 0,37% dei voti alla Camera: ‘L’Italia mi ha spernacchiato’, è stato il suo commento.

(15 aprile 2008)
fonte:repubblica.it

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