L’Italia Dichiara Guerra alla Spagna. Dopo Averla Dichiarata a se Stessa

Molti hanno l’impressione che la Spagna, in questi giorni, abbia attaccato a tradimento l’Italia. Una specie di Pearl Harbour mediatica che ha colto di sorpresa la nostra flotta alla fonda nel porto di Taranto.
In realtà le schermaglie sono iniziate prima. Forse il primo colpo l’ha sparato proprio il Silvione nazionale con quella specie di arma impropria che è la sua linguaccia impertinente.

E’ di ieri la notizia che Bibiana Aido, ministro spagnola dell’Uguaglianza, si è offerta di pagare uno psichiatra al nostro presidente del consiglio a causa delle affermazioni fatte il 16 aprile scorso quando, non ancora in carica, Berlusconi pensò bene di portarsi avanti con il lavoro iniziando subito a fare brutte figure.
Non avendo ancora capito che le cose dette al bar con gli amici non sono necessariamente adatte alle conferenze stampa, in quell’occasione Silvione ritenne opportuno sottolineare che, nel neo formato governo Zapatero, l’elevato numero di donne nominate avrebbe reso le cose ”difficili da gestire”.

Il messaggio è che la Spagna non è impazzita tutta in una volta. Anche se non ce ne rendiamo conto, la televisione e i giornali ci fanno sapere e vedere le cose che vogliono.
Quanti di noi sapevano che il nostro presidente aveva detto che il governo spagnolo è difficile da gestire perché ci sono troppe donne?
Le donne italiane lo sapevano?
Negli ultimi tempi la Spagna ci umilia in molti settori. Sarà arrivato l’ordine di attaccarla mediaticamente.

Ieri, a Canale 5, trasmettevano un programma che si chiama ”Terra”. Hanno parlato de primario assunto dall’ASL di Isernia nonostante le tre condanne per omicidio.
Non una parola sul fatto che è stato assunto da Iorio (governatore del Molise – Forza Italia) e che il vice del primario è figlio di Iorio. In Italia i giornalisti che fanno quel programma li consideriamo bravi e vincono anche premi.

Nel frattempo la Rai progetta di spostare il pacchetto informativo del Tg3 della seconda serata a notte fonda, per far posto ad una striscia satirica.

In cinque anni ci sarà il tempo per fare in modo che il punto di riferimento dell’informazione italiana si sposti da Montanelli e Biagi a Greggio e Iachetti. Basta lasciare a Berlusconi ed al suo governo il tempo per lavorare.

Il pezzo è stato fisicamente redatto da Comandante Nebbia sulla base degli appunti proposti da Marco il Buono.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.