Noi e gli Altri in un Immaginario Gay TG

Buonasera e ben trovati al gaytg delle tredici, anche questa sera daremo le gaynotizie della settimana:

Linea al nostro inviato Auto Vox che ci parlerà dei diritti concessi in Irlanda e in Francia:
Entro i prossimi mesi, la cattolicissima Irlanda avrà una legge che riconosca e tuteli giuridicamente le coppie gay. E’ la posizione ufficiale del governo di Dublino resa nota dal Ministro all’Eguaglianza. Con l’entrata in vigore di questa nuova legge, che sarà portata al vaglio del parlamento prossimamente, anche le coppie sposate all’estero saranno automaticamente riconosciute come tali. Oggi, l’84% degli irlandesi è favorevole alle unioni civili gay, mentre ben il 53% non sarebbe contrario neanche all’ipotesi del matrimonio. I tempi, dunque, sembrano decisamente maturi per il riconoscimento delle unioni civili.

Arriva intanto dalla Francia la notizia della prima concessione dell’autorità parentale per due donne lesbiche la cui unione è stata ufficializzata nel 2002 grazie ai Pacs. Entrambe, infatti sono diventate madri dopo essere ricorse alla fecondazione assistita. Dal momento che in Francia non è consentita l’adozione a coppie omosessuali, le due donne avevano fatto richiesta per ottenere l’autorità parentale congiunta e incrociata, motivandola con la necessità di poter prendere decisioni in caso di malattia o assenza o morte del genitore. La domanda dell’autorità parentale incrociata è stata accolta per tutto quello che riguarda le esigenze quotidiane, dalla scuola alle pratiche amministrative, ma è stata respinta per il caso di morte della madre. In quella circostanza dovrà essere aperta una procedura di tutela. Il pubblico ministero si era opposto alla richiesta della coppia.

Politica estera, guardiamo cosa accade negli U.S.A. e come, chi è molto ricco possa fare a meno dei diritti:
Mary Cheney, la figlia lesbica di Dick, ha scelto: starà con Mitt Romney. La figlia del vicepresidente degli USA, che ha una compagna ed ha recentemente avuto anche una bambina, si e’ schierata con il candidato repubblicano ultraconservatore e mormone che ha fatto della battaglia contro i diritti ai gay una delle insegne della sua campagna. Ricordiamo, se qualcuno non avesse ancora fatto mente locale, che Romey all’unisono con gli altri candidati repubblicani, si è recentemente dichiarato contrario all’ingresso di gay, lesbiche e bisessuali nelle forze armate statunitensi. Secondo fonti vicine alla famiglia Cheney, Mary, che ha lavorato al Dipartimento di Stato come responsabile del programma per la democratizzazione dell’Iran, sarà consigliera di Romney in politica estera.

Vaticano, vediamo chi tappa la bocca a chi:
Per rispondere alle accuse di ”avere negato il diritto di parola a Benedetto XVI” che ha rinunciato a parlare all’inaugurazione dell’anno accademico de ‘La Sapienza’ di Roma, i Radicali avrebbero voluto portare in piazza i dati sulla presenza del Papa e del clero sulla televisione pubblica. E avrebbero voluto farlo in piazza Pio XII, vicinissima a piazza San Pietro, nella giornata in cui il cardinale Ruini ha chiamato a raccolta tutti i cattolici romani in segno di solidarietà al Pontefice. Ma la questura ha negato l’autorizzazione all’iniziativa.”Da radicali, laici, liberali, nonviolenti quali siamo – dichiarano la segretaria dei Radicali Rita Bernardini e Marco Cappato segretario dell’associazione Luca Coscioni -, intendevamo onorare nella giornata di domenica prossima, in occasione dell’Angelus, la realtà del Vaticano in Italia, manifestando e distribuendo ai cittadini i dati raccolti dal Centro d’Ascolto sull’informazione radiotelevisiva sulle presenze (o per meglio dire, letteralmente e incontestabilmente, sull’occupazione) del sistema dell’informazione da parte di esponenti del clero. La Questura centrale di Roma, dobbiamo presumere nella veste di facente funzioni delle Guardie Svizzere, ha negato l’autorizzazione necessaria, con la motivazione, a quanto ne sappiamo, che nell’attigua piazza San Pietro sarà contemporaneamente in corso un’altra ‘manifestazione. Si conferma quindi il diktat per cui deve essere impedito ai cittadini, e innanzitutto a coloro che si sono recati in piazza San Pietro per ascoltare Benedetto XVI, di conoscere i dati documentati e verificati della realtà”.

Torniamo in America, visto che non possiamo festeggiare i diritti nostri almeno festeggiamo quelli degli altri:
E’ stato un inizio di anno davvero unico quello di gay e lesbiche statunitensi. Nel New Hampshire, per la precisione, decine di coppie omosessuali hanno cominciato il 2008 celebrando le loro nozze, approfittando della norma che rende legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso proprio dal primo gennaio. Nella piazza del parlamento che ha approvato la legge nel 2007, 37 coppie si sono unite in matrimonio sfidando le temperature polari tipiche di questa stagione in quell’area.
”Non credevamo che saremmo riusciti a vedere la fine della nostra battaglia, ma tutto è successo in un solo anno”, ha dichiarato Jim Splaine che ha fortemente creduto nelle unioni civili. ”Una cosa che dobbiamo tenere bene in mente è che c’è ancora molto da fare. Dobbiamo continuare il nostro viaggio per assicurare che le unioni civili daranno gli stessi diritti del matrimonio tradizionali a partire da subito”.
Tra le coppie che sono convolate a nozze, anche Gail Morrison, rappresentante del Partito Democratico che ha promosso la norma e co-organizzatore del matrimonio collettivo e il suo compagno di sempre.
”Abbiamo una legislazione a proposito dei diritti di cittadinanza e abbiamo legiferato attenendoci a questi principi”, ha dichiarato Morrison riferendosi alla legge appena approvata che dà alle coppie omosessuali uguali diritti, doveri e responsabilità delle coppie etero, anche se non le definisce ‘matrimoni’.
La previsione è che nel 2008 saranno riconosciute da 3500 a 4000 unioni omosessuali grazie a questa legge.

Uruguay, si avete capito bene, il nostro giro del mondo giunge in Sudamerica:
E il 2008 è cominciato decisamente bene anche per la comunità LGBT uruguayana, dove ieri è entrata in vigore la nuova norma sulle unioni civili, gay ed etero, denominata ‘Ley concubinaria’. La norma garantisce alle coppie conviventi da almeno cinque anni diritti e doveri simili a quelli delle coppie sposate. L’unica eccezione è che alle coppie di fatto non è ancora permessa l’adozione di minorenni. Non stiamo certo parlando di matrimonio omosessuale, ma certamente è un grande passo avanti in termini di diritti rispetto al passato. Adesso l’Uruguay è il primo stato del Sud America a riconoscere le coppie dello stesso sesso, cosa che finora aveva riguardato solo alcune zone del territorio latinoamericano come le grandi città di Buenos Aires e Città del Messico che permettevano la registrazione delle coppie omosessuali.

E in Ungheria? Linea a Mirko Mongiorius:
Il parlamento ungherese ha approvato, con i voti della maggioranza di centrosinistra, il disegno di legge del governo sull’istituzione della ‘convivenza registrata’, ovvero la possibilità per una coppia, sia eterosessuale sia tra persone dello stesso sesso, di essere registrata in quanto tale godendo così di maggiori diritti civili. La registrazione avviene con iscrizione al registro dello stato civile presso l’ufficio dell’anagrafe, ma non ha valore di un matrimonio, perché non viene riconosciuto il diritto all’adozione, neanche dei figli del convivente. Per quanto riguarda le questioni di patrimonio e di eredità, i conviventi registrati hanno invece gli stessi diritti dei coniugati. Per sciogliere la convivenza basta una dichiarazione congiunta davanti al notaio e per il patrimonio comune valgono le stesse regole applicate in caso di divorzio.
”E’ una soluzione anche per gli omosessuali che da tempo stanno chiedendo gli stessi diritti degli eterosessuali”, ha detto Peter Gusztos, vice-presidente del gruppo liberale del parlamento. Secondo i dati statistici, in Ungheria, come in altri paesi dell’Europa, il numero dei matrimoni è in calo, oggi quasi il 10% sceglie la convivenza invece delle nozze.

Parlando di estero non possiamo non farvi vedere cosa accade in Svezia, consigliandovi di non fare paragoni con il nostro paese, ne va della vostra salute.

La chiesa protestante luterana in Svezia si è ufficialmente pronunciata oggi positivamente sull’unione religiosa tra omosessuali, acconsentendo alla proposta avanzata dal governo di riunire sotto la stessa legge il matrimonio e le convivenze tra persone dello stesso sesso. Il comunicato diffuso dalla chiesa ha però esortato le autorità politiche a riservare la parola ‘matrimonio’ esclusivamente alle coppie eterosessuali. La decisione sancisce un processo già iniziato di fatto dal gennaio di quest’anno con la celebrazione in chiesa di unioni omosessuali. La Svezia riconosce dal 2005 il partenariato civile tra persone dello stesso sesso, riconoscendo gli stessi diritti del matrimonio, unione che può essere contratta secondo una legge del 1987 solo tra uomo e donna. Gli omosessuali si battono da tempo per il riconoscimento religioso delle loro unioni. La chiesa svedese, separata dallo stato a partire dal 2.000, conta 7, 2 milioni di fedeli su 9,1 milioni di abitanti.

Bene, dopo aver dato un sguardo all’evoluzione dei diritti nel resto del mondo vediamo cosa accade in Italia, linea al nostro inviato Emanuele Silente:
E’ successo ieri durante una riunione dell’assemblea comunale di Trento, proprio mentre le agenzie diffondevano la notizia della giovane trans siciliana suicidatasi ad appena 16 anni. Ecco le parole usate dal capogruppo di AN, Antonio Coradello per lanciare la sua invettiva contro i transessuali: ”Materiale umano indefinibile che un giorno si presenta vestito da donna e il giorno dopo da maschietto, in una mascherata folle da carnevale dei dementi. Pagliacci. È l’Italia di Prodi, un nuovo passo verso il totalitarismo e il pensiero unico imposto dalle lobbies omosessuali e di tutto il variegato mondo di invertiti e deviati sessuali che alberga a sinistra”. Nei banchi della sinistra qualcuno (come Maurizio Agostini) si alza, Lucia Coppola (Prc) sdegnata: ”Sono persone anche loro”. Per il resto un imbarazzato silenzio.

Ed è con il silenzio che chiudiamo perché dobbiamo stare tutti zitti, aveva sedici anni e nessuno la voleva.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.