Omosessualità: Chiarezza, di Questi Tempi ne Sentiamo il Bisogno

Attraversiamo tempi in cui tutti parlano, questo non è un male, ma se si dicono falsità è meglio fare un po’ di chiarezza, quindi proviamo a porci delle domande e a darci delle risposte( guardo troppa tv la notte).Cos’è l’omosessualità? Quando una persona può definirsi omosessuale? Perché si nasce o si diventa omosessuale?

”Una persona si definisce omosessuale quando prova sentimenti di innamoramento, desideri ed attrazione erotica nei confronti di altre persone dello stesso sesso. Sul perché e sul come si diventi omosessuale si è molto parlato. Nonostante ciò, non esiste ancora uno studio scientifico o un’ipotesi ufficiale che possa, con assoluta certezza, spiegare il perché una persona diventi omosessuale ed un’altra eterosessuale. L’unica cosa di cui si è certi è che l’omosessualità non sia una malattia, ma semplicemente una variante normale della sessualità umana.

La parola omosessualità è stata tolta definitivamente dal Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM; Diagnostical and Statistical Manual of Mental Disorder, manuale dove psicologi e psichiatri possono trovare le linee guida con cui stabilire la presenza o meno di un disturbo mentale) già dal 1973. Il documento dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), che sanciva questa modifica, dichiarava: ”L’omosessualità in sé non implica un deterioramento nel giudizio, nell’adattamento, nel valore o nelle generali abilità sociali o motivazionali di un individuo”. Già da molto tempo, dunque, è ingiustificato considerare l’omosessualità come una malattia, ma nonostante questo le persone comuni continuano ad avere questo pregiudizio e gli omosessuali continuano ad essere vittime dell’omofobia! La società in cui la persona omosessuale vive, infatti, è ancora fortemente omofobica ed eterosessista e ciò influenza enormemente lo sviluppo individuale ed il comportamento di gay e lesbiche. A causa dell’omofobia e dell’eterosessismo, infatti, la persona omosessuale, fin dall’adolescenza, sperimenta sensazioni di diversità e di sofferenza emotiva, che la spingono verso l’isolamento sociale e che le impediscono di venire allo scoperto (coming out).”
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L’omosessualità è contro natura?

La Chiesa cattolica condanna le unioni civili sostenendo che l’omosessualità è contro natura. Naturalmente su questa affermazione potremmo discutere a lungo (ad esempio, chiedendoci cosa intendiamo qui con la parola ‘natura’, e se ciò che è conforme a natura sia sempre preferibile a ciò che non lo è). Ma atteniamoci, per ipotesi, a quella affermazione: l’omosessualità è contro natura.
In verità sono molti i casi in cui la Chiesa stessa ammette o prescrive comportamenti non naturali: si pensi all’astensione dall’attività sessuale ai propri ministri, al digiuno, alla penitenza, al martirio. Ma allora viene fatto valere un altro principio, cioè la superiorità dello spirituale sul corporeo.
Tra le unioni omosessuali lo spirituale invece non può esserci secondo la Chiesa: così il richiamo alla ‘natura’ serve ad eludere, insomma, la domanda (molto più cristiana) se fra persone dello stesso sesso ci possa avere amore vero.
Mario Barenghi, Università di Milano Bicocca
Fonte: uaar.it
”There are things that are more contrary to nature than homosexuality, things humans alone do – such as having religion or sleeping in pyjamas” Magnus Enquist, a professor of ethology at Stockholm University
Come cresce un ragazzo omosessuale nella nostra società?

”L’ostilità nei confronti dell’omosessualità (omofobia) è così diffusa nella nostra società che la maggior parte dei giovani omosessuali ha avuto per genitori persone omofobiche e, nel corso della propria infanzia e adolescenza, ha frequentato insegnanti, compagni di scuola, amici di famiglia, ecc., omofobici.
Durante il periodo di esplorazione della propria identità, quindi, gay e lesbiche sono già consapevoli della mancanza di approvazione del comportamento omosessuale da parte della società e hanno già appreso, dal loro contesto culturale, che provare sensazioni omoerotiche è meritevole di vergogna. Ecco perché è spesso inevitabile che durante l’adolescenza gli omosessuali si percepiscano come diversi e inadeguati e che molti di loro scelgano il ritiro sociale e l’isolamento.
L’isolamento della persona omosessuale avviene secondo un modello ciclico. In un primo momento l’adolescente gay o lesbica non riesce a spiegare a se stesso la propria diversità ed è solo con il trascorrere del tempo che diventa consapevole di provare attrazione e sentimenti di amore nei confronti di persone dello stesso sesso. Tale consapevolezza, dal momento che viviamo in un contesto omofobico, può compromettere in modo serio la conduzione della vita sociale di alcuni, che preferiscono isolarsi e vivere la propria omosessualità nella segretezza. Altri, invece, si nascondono dietro uno stile di vita convenzionale, aumentando il divario tra ”identità pubblica” e ”identità privata o omosessuale”. Inoltre, durante l’adolescenza, tutti gli omosessuali, o quasi, hanno paura che le altre persone vengano a conoscenza del proprio orientamento sessuale e sviluppano, per questo, una maggiore attenzione nei confronti del contesto sociale di appartenenza, quindi diventano più sensibili alle offese dei loro coetanei.
Lo sviluppo di una rete di amicizie per i giovani gay e lesbiche, per questo motivo, avviene molto lentamente, soprattutto a causa della paura di essere rifiutati dai loro compagni. La paura del rifiuto fa sì che spesso molti giovani omosessuali diventino dipendenti da una piccola rete di persone ai quali hanno rivelato (coming out) il loro orientamento sessuale. Così, durante l’adolescenza, si trovano a parlare di sé e dei propri problemi con poche persone e, nello stesso tempo, a nascondere la propria sessualità a tutti gli altri (inclusi genitori e fratelli). Tale situazione intensifica la percezione della loro diversità. Infine, la difficoltà di parlare con gli altri di sé favorisce nei giovani gay e lesbiche l’interiorizzazione acritica degli assunti omofobici ed eterosessisti della società, che sono causa dell’isolamento stesso.”
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Cerchiamo di vedere le cose in maniera oggettiva, solo in questo modo potremo cercare di capire il motivo di questi comportamenti, o questi.

”Il termine omofobia (che deriva dal greco όμός = stesso e φόβος = timore, paura) significa letteralmente ”paura nei confronti di persone dello stesso sesso” e più precisamente si usa per indicare l’intolleranza e i sentimenti negativi che le persone hanno nei confronti degli uomini e delle donne omosessuali. Essa può manifestarsi in modi molto diversi tra loro, dalla battuta su un una persona gay che passa per la strada, alle offese verbali, fino a vere e proprie minacce o aggressioni fisiche. In seguito all’omofobia, ad esempio, alcuni eterosessuali, raccontano di sentirsi a disagio in presenza delle persone gay o lesbiche, altri si mettono a ridere quando le incontrano per strada. Altri ancora dicono di essere disgustati dai loro comportamenti, arrabbiati o indignati. Anche la parola ”frocio” può essere considerata come espressione di omofobia, perché di solito viene usata con una connotazione negativa.
Come nasce l’omofobia? L’omofobia deriva dall’idea che siamo tutti eterosessuali e che è normale e sano scegliere un partner del sesso opposto (eterosessismo). Tale considerazione è basata anche sulla falsa credenza che in natura non esistano comportamenti omosessuali (”L’omosessualità è contro natura”); molti animali, invece, presentano comportamenti omosessuali, tra cui topi, criceti, porcellini d’India, conigli, porcospini, capre, cavalli, maiali, leoni, pecore, scimmie, e scimpanzé.
L’omofobia, inoltre, si alimenta in vari modi. Innanzitutto la società è spesso diffidente nei confronti delle diversità, fino al punto di considerarle pericolose. Tale mancanza di fiducia riguarda tutte le minoranze portatrici di valori nuovi o diversi (es. anche i primi cristiani) perché minacciano quelli convenzionali. Il pregiudizio anti-gay, inoltre, è rinforzato dall’ignoranza e dalla mancanza di contatti con la comunità omosessuale. Gli individui omofobici, di fatto, non conoscono la realtà gay e lesbica e ne hanno un’idea astratta basata su ciò che hanno sentito dire dagli altri. Infine, noi tutti tendiamo ad agire in modo coerente con ciò che viene ritenuto desiderabile e giusto in base alle convenzioni sociali dominanti. Questo meccanismo, ad esempio, è alla base del fatto che si è soliti deridere i gay perché è consuetudine farlo.
Le credenze negative nei confronti dell’omosessualità, inoltre, sono così diffuse nella nostra società che anche gay, lesbiche e bisessuali tendono ad essere omofobici. In questo caso l’omofobia prende il nome di omofobia interiorizzata.”

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Alla luce di quello che abbiamo letto, cosa possiamo fare per rendere ”normale” una cosa normale?
Di chi è la colpa se la nostra società è omofobica? E nel resto del mondo come viene vissuta l’omosessualità?

Alle prime due domande dovrete rispondere voi, alla terza, giusto per darvi un idea, vi sottopongo questa tabella.

PAESI E LEGGI CHE CONDANNANO IL RAPPORTO OMOSESSUALE

NB: sono considerate le pene per il rapporto omosessuale fra adulti consenzienti

PAESE LEGGE PENA
Afganistan Sharia pena di morte – in fase di
cambiamento dopo la fine del potere talebano
Algeria c.p. art. 388 reclusione fino a 3 anni e
un’ammenda
Arabia Saudita Sharia pena di morte
Bahrain c.p. art. 377 reclusione fino a 10 anni
Bangladesh c.p. art. 377 reclusione fino a 10 anni
Benin c.p. art. 88 reclusione da 1 a 3 anni e
un’ammenda
Bhutan vario la pena varia a seconda della
situazione ed arriva fino alla reclusione a vita
Botswana c.p. art. 164 … reclusione per un periodo non
inferiore a 7 anni
Brunei c.p. artt. 292 … e 377 reclusione fino a 10 anni ed
un’ammenda
Burma/Myanmar c.p. 33 A reclusione fino ad un anno
Burundi non specificato l’omosessualità è punita come
”atto immorale”
Caimano, Isola del c.p. art. 142 reclusione
Camerun c.p. art. 347 reclusione da 6 mesi a 5 anni,
più un’ammenda
Capo Verde c.p. art. 390… reclusione da stabilirsi, per
rapporti ”contro natura” e ”contro la decenza pubblica e
personale”
Cina c.p. art. 106 reclusione fino a 5 anni, anche
se non è un articolo esattamente anti-omosessualità
Cook, protettorato NZ c.p. art. 155 eclusione fino a 7 anni, ma in
genere viene associato l’art. 104 ( 5 anni reclusione)
Cuba c.p. art. 303 reclusione da 3
mesi ad un anno per la
manifestazione pubblica dell’omosessualità.
Gibuti non specificato reclusione di durata da
stabilirsi
Egitto pubblica morale reclusione o lavori forzati fino
a 5 anni
Emirati arabi uniti vari (per emirato) per alcuni emirati fino a 7 anni
di reclusione, per altri 14.
Etiopia c.p. art. 600 reclusione da 10 giorni fino a 3
anni
Fiji c.p. art.175 reclusione fino a 14 anni
Gambia c.p. art. 144 reclusione fino a 14 anni
Giamaica c.p. art. 76 … reclusione e lavori forzati fino
a 10 anni
Ghana c.p. art. 105 reclusione da stabilirsi, ma ci
sono testimonianze di torture
Granada c.p. art. 377 ? è illegate (Ilga), ma non si
hanno notizie sulle pene
Guiana c.p. art. 351 reclusione fino a 2 anni
Guinea c.p. art. 325 reclusione da 6 mesi fino a 3
anni e un’ammenda
India c.p. art. 377 reclusione a vita
Iran c.p. art. 108 … pena di morte
Kenia c.p. art. 162 … reclusione da 5 fino a 14 anni
Kiribati c.p. art. 153 reclusione fino a 14 anni
Kuwait c.p. art. 193 reclusione fino a 7 anni
Libano c.p. art. 534 reclusione fino a 1 anno
Liberia c.p. art. 14.74 reclusione di un periodo da
determinate in base alla volontarietà o all’involontarietà
Libia c.p. art. 407 reclusione da 3 a 5 anni
Liberia c.p. art. 153 reclusione fino a tre anni
Malawi c.p. art. 153 … reclusione; il cittadino
occidentale viene allontanato e ritenuto ”indesiderato”
Malesia c.p. art. 377 reclusione da 2 a 20 anni
Maldive c.p. art. 377 reclusione
Mauritania Sharia pena di morte
Marshall Tit. 31.1.XXV.53 reclusione fino a 10 anni
Mauritius c.p. art. 250 reclusione fino a 5 anni
Marocco c.p. art. 489 reclusione da 6 mesi a 5 anni
Mozambico c.p. art. 70 reclusione fino a 3 anni
Namibia non tollerata non è tollerata, ma non ci sono
leggi contro l’omosessualità.
Nepal c.p. art. 377 reclusione
Nicaragua c.p. art. 205 reclusione fino a 3 anni
Nigeria c.p. art. 214 reclusione prevista fino a 14
anni, ma si applica anche la pena di morte (Sharia)
Niue, protettorato NZ c.p. art. 170 reclusione fino a 10 anni
Oman c.p. art. 33 reclusione da 6 mesi a tre anni
Pakistan c.p. art. 377 reclusione fino a 2 anni e 100
frustate
Papua, Nuova Guinea c.p. art. il rapporto anale è punito con
la reclusione fino a 14 anni
Porto Rico c.p. art. 103 reclusione fino a 10 anni
Qatar c.p. art. 201 reclusione fino a 5 anni
Samoa Ovest c.p. art. 58 reclusione fino a 5 anni
Senegal c.p. art. 319 reclusione da 1 a 5 anni, più
un’ammenda
Sierra Leone n.p. non si hanno notizie di
reclusioni
Singapore c.p. art. 377 reclusione a vita
Siria c.p. art. 520 reclusione fino ad un anno
Solomone c.p. art. 153 reclusione fino a 14 anni
Somalia c.p. art. 409 reclusione da 3 mesi a 3 anni
Sri Lanka c.p. art. 365 A reclusione fino a 10 anni
Sudan c.p. art. 316 pena da 100 fustigate alla pena
di morte
Swaziland non tollerata non si hanno notizie di
reclusioni
Tagikistan c.p. art. 125 reclusione
Tanzania c.p. art. 154
…
reclusione fino a 14 anni
Togo c.p. art. reclusione fino a 3 anni
Tokelau, protettorato NZ c.p. art. 170 reclusione fino a 10 anni
Tonga c.p. ert. 136 reclusione fino a 10 anni
Trinità e Tobago sess. 13 reclusione fino a 10 anni
Tunisia c.p. art. 330 reclusione fino a 3 anni, ma
viene tollerata
Turks e Caicos c.p. art. 41 reclusione anche a vita, a
discrezione del giudice
Tuvalu c.p. art. 153 reclusione fino a 14 anni
Uganda c.p. art. 140
…
reclusione, anche a vita
Uzbekistan c.p. art. 120 reclusione fino a 3 anni
Yemen Sharia pena di morte
Zambia Carta 87 e 15 reclusione fino a 14 anni
Zimbabwe c.p. art. reclusione fino a 3 anni

Tabella: www.oliari.com

Fonti

Asylum Law

Behind The Mask

Ilga

Radio Nederland

Sodomy Laws

The Data Lounge

A dispetto di quanto prova la scienza, oggi essere omosessuale nel mondo significa ancora rischiare la vita.

E i pregiudizi non risparmiano neppure i bambini e le bambine.
In Iran – ad esempio – recentemente sono stati giustiziati pubblicamente due minorenni per aver ammesso di aver fatto sesso tra loro quando avevano meno di 16 anni. Prima sono stati torturati e poiì impiccati in Piazza Edalat (della Giustizia) nella città di Mashad, a nord est dell’Iran.
Le bambine di nove anni e i ragazzi di 15 possono essere impiccati.

Fonte

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