Vendola ha Fatto Qualcosa di Sinistra. Finalmente

Il Presidente della Regione Puglia, uscendo dal torpore che l’ha contraddistinto nei primi anni di mandato, si è finalmente reso conto che il più grande stabilimento siderurgico d’Europa, l’ILVA di Taranto, ammazza molta gente, in maniera diretta ed in maniera indiretta come ben si evince dal blog di Framaulo, a quanto vedo un nostro supporter.
Ma siccome l’ILVA negli ultimi quattro anni ha prodotto utili per 2,5 miliardi, e ci sono circa 13.500 occupati da tutelare, tutti, Vendola compreso, si muovono coi piedi di piombo. Che poi se uno ci pensa: perché questi sono da tutelare e i precari della scuola no? Già sentito vero? Che noia rimuginare sempre sulle stesse cose, anche se non ci sono risposte convincenti e c’è chi sostiene che non sia il caso di porsi queste domande. Mah.

Non divaghiamo; da alcuni anni è iniziato un tira e molla per costringere l’ ILVA ad abbassare le emissioni inquinanti, ma si restava sempre sul superficiale, come quei fidanzatini ingrifati che chiedono con insistenza alla fidanzatina di consumare, e questa, avendo il coltello dalla parte del manico, se la improfumava rimandando l’atto a data da destinarsi.
In questo caso il coltello è il ricatto occupazionale. Ogni volta che Vendola chiedeva controlli sulle sostanze inquinanti prodotte dal mostro (così chiamano a Taranto l’ILVA), se ne usciva qualche capoccia dello stabilimento ad affermare che avevano esuberi da mandare a casa, e questa storiella andava avanti con un tempismo imbarazzante.
I giorni passano, la fidanzatina si fa toccare ma non la da’, il governo cambia ed il patron dell’ILVA con tanto di curriculum e condanne alle spalle entra in CAI. Come mai? In cambio di cosa?

Vendola, come aveva fatto con il precedente governo, scrive una letterina a Berlusconi perché lo aiuti cambiando le leggi (fuori da ogni contesto europeo).
Immaginiamo che il premier si sia fatto grasse risate; infatti la Prestigiacomo, nuovo ministro dell’ambiente, ha prontamente agito; spieghiamo come usando qualche parolaccia.
La legge in vigore prevede che le aziende abbiano l’AIA (autorizzazione integrata ambientale), la commissione IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) ha il compito di preparare la documentazione tecnica relativa al rilascio dell’AIA.
La commissione IPPC è nominata dal ministro dell’ambiente. Ai tempi di Prodi erano stati nominati scienziati di chiara fama. La Prestigiacomo ha nominato neopresidente Dario Ticali, ingegnere e ricercatore all’Università privata Korè di Enna (se non sbaglio citata anche da Report, una sorta di cimitero per elefanti, ma questa ve la dovete cercare): e chi cazzo è costui?

L’ingegner Ticali ha scelto tra i 23 membri della commissione il referente sull’AIA dell’ILVA di Taranto.
La scelta è ricaduta su Bonaventura Lamacchia (deputato nella XIII legislatura per la lista Dini, poi Upr con Cossiga e infine Udeur, condannato a 2 anni e 5 mesi, pena patteggiata, come amministratore delegato e presidente del Cosenza Calcio. I reati? False fatturazioni, costi inesistenti riferiti a documenti contabili mai esistiti, ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, evasione fiscale quantificata dalla Guardia di Finanza in oltre 30 miliardi di lire. Inoltre la Procura federale della Federcalcio lo ha interdetto per cinque anni da qualsiasi incarico di natura sportiva, a causa dell’irregolare iscrizione del Cosenza Calcio ai campionati 1990-91 e 1994-95). Lamacchia, quando era sindaco del suo paese, incassò anche un anno di reclusione per turbativa d’asta. Nel 2002, dopo un anno di latitanza trascorsa tra Bratislava, Bari e Milano, venne arrestato. Fu condannato nel 2004, pena patteggiata, a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta e tentata estorsione: aveva distratto, destinandoli ad altre società, circa 2 miliardi di lire dalla Edicom e dalla Edilrestauri. Nella veste di procacciatore d’affari della canadese Warner Lambert, produttrice di caramelle alla liquirizia, aveva tentato di costringere produttori calabresi a cedere le radici di liquirizia a un prezzo inferiore al dovuto. Per finire, la settimana scorsa la Procura di Cosenza lo ha rinviato a giudizio per calunnia dopo che aveva denunciato il furto di assegni, risultati scoperti, per 12 mila euro.

Come avete potuto leggere se avete seguito il link, la ministra ha annunciato la sospensione dall’incarico dell’ingegnere Bonaventura Lamacchia, ma di dimissioni non se ne parla, nonostante il macroscopico errore; e che cazzo, facessi io un errore del genere finirei crocifisso e a questa non succede nulla?
Nè ci sembra che qualcuno le abbia chieste. Fra le altre pessime figure della Prestigiacomo segnaliamo anche questa.
Fatto sta che Vendola sembra essersi rotto, dei morti, delle malattie, dei politici prezzolati, e ha deciso di fare da solo con una legge regionale, la Prestigiacomo ha risposto con il ricatto occupazionale, vi ricorda niente?

Cosa possiamo fare noi? Credo che l’unica strada da percorrere sia elaborare qualche suggerimento sulla riconversione dei posti di lavoro.

Vox populi dice che per smantellare l’ILVA ci vogliano 50 anni; pensate che all’interno dell’ ILVA c‘è un servizio di navette e uno scalo ferroviario ad hoc; bene, sempre vox populi dice che i paesi esteri con occhi a mandorla sarebbero felicissimi di acquistarne i macchinari. Due più due fa ancora quattro? Vendiamo l’ILVA ai cinesi, i lavoratori occupati saranno impiegati nello smantellamento, e fra cinquant’anni cerchiamo una di quelle aziende turistiche tipo Alpitour per costruire un bel villaggio turistico; sì, perché l’ ILVA si affaccia proprio sul mare. Ovviamente quest’idea è criticabilissima, ma si accettano consigli di ogni specie; per quanti di voi invece abbiano intenzione di fare critiche distruttive, sappiate che vi augurerò tanta, ma tanta buona salute, perché ne avrete veramente bisogno.

 

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