Coppia di pinguini omosex adotta pulcino
Una coppia di pinguini omosessuali di uno zoo tedesco nella località portuale di Bremerhaven, sulle rive del Mar Nero, ha felicemente adottato un cucciolo della sua specie. Secondo un portavoce, i pinguini «Z» e «Vielpunkt», come sono battezzati nello zoo, si prendono cura del pulcino esattamente come farebbe una coppia eterosessuale. I due uccelli hanno adottato un uovo di pinguino di Humboldt, che era stato rifiutato dai suoi genitori e si sono preoccupati di covarlo con grande cura fino alla nascita del pulcino, che nel frattempo aveva compiuto quattro settimane.
Adesso, la vita giornaliera della coppia è scandita dalla routine dell'esigenze del mini-pinguino: lo imbeccano alternativamente, lo puliscono e lo riscaldano, probabilmente fino a quando non raggiungerà la maggiore età. Il portavoce ha spiegato che l'omosessualità è frequente tra i pinguini che, di solito, sono fedeli al loro compagno per tutta la vita.
Fonte: lastampa.it
13 Gennaio 1998: la Storia del Rispetto che Chiedeva e Sognava
13 Gennaio 1998, Roma. L’agente di Polizia Maurizio C. si prepara in attesa dell’arrivo del collega, bella giornata a Roma, fredda, ma c’è uno splendido sole. Subito vanno a prendere un meritato caffè, oggi devono fare pattugliamento in piazza San Pietro, giapponesi, macchinette fotografiche, suore e poco più, i due sperano almeno nel passaggio di qualche bella turista.
Maurizio ha una splendida moglie, due figli, uno stipendio decente ed un appartamento in affitto in periferia. Per lui la vita scorre senza troppi scossoni, senza che le cose che vede possano cambiargli la vita. Le prime ore di pattugliamento passano senza affanni, qualche zainetto da controllare, qualche faccia sospetta da seguire con lo sguardo e due chiacchiere scambiate con il collega. Maurizio era convinto, era certo che anche quella giornata sarebbe trascorsa come il capodanno da poco festeggiato. Era in piedi vicino all’obelisco, quello che tutti pensano sia stato fatto dal Bernini, parlottava fitto fitto con il collega quando all’improvviso sente delle urla, una signora con abiti strani, per il luogo in cui si trovano, si sbraccia, corre, richiama la sua attenzione, ma lui non capisce, la signora probabilmente addetta alla pulizia dei bagni, è straniera ed in più agitata. Maurizio si incammina in direzione della donna, ma lei comincia a fare dei grandi gesti con le braccia come se volesse dire ai due agenti di guardare in un’altra direzione.
I due obbediscono, volgono lo sguardo verso il centro della piazza e rimangono sconvolti da quel che vedono. Una figura, probabilmente un uomo, corre in direzione del Vaticano, completamente avvolto dalle fiamme. Si accorgono subito che non si tratta di un attentatore, semmai di un folle ed incominciano la loro corsa disperata per tentare l’impossibile. Maurizio è più giovane e più svelto del suo collega, mentre tenta di raggiungere l’uomo torcia, che nel frattempo ha iniziato a rallentare, incomincia a togliersi la giacca e quando finalmente lo raggiunge usa quel pezzo di stoffa della sua divisa per spegnere le fiamme. Maurizio non credeva che la carne bruciata potesse avere quell’odore così acre, non si capacitava di come una cosa simile potesse essere accaduta proprio li nel centro della capitale, si guardava intorno, cercava di capire. Quel corpo ancora fumante ebbe la forza di mormorare un ultima frase, e Maurizio era l’unico che poteva udirla:”Non sono neanche stato capace di morire”. Maurizio chiama i soccorsi, che arrivano subito, così ha il tempo di controllare il giubbino che l’uomo si è tolto prima del folle gesto. Nelle tasche trova due lettere, le legge, ne rimane sconvolto e senza dire una sola parola comincia a piangere, adesso anche lui ha capito. Subito viene avvicinato da funzionari del Vaticano che gli strappano di mano le lettere in questione e gli dicono che daranno conto ai suoi superiori. Maurizio si informa sulle condizioni dell’uomo, nel frattempo trasportato all’ospedale Sant’Eugenio, ma gli dicono che non ci sono speranze, l’uomo muore dopo dieci giorni di atroce agonia.
Le voci cominciano a rincorrersi, ma vengono stoppate con astuzia da chi di dovere. Le lettere che Alfredo (così si chiamava quel folle suicida) si era portato appresso non vengono pubblicate, solo dopo alcuni giorni il Vaticano rilascia un comunicato stampa, dichiarando che Alfredo Ormando non si è suicidato a causa della sua omosessualità o in protesta contro la Chiesa Cattolica, ma perché ha seri problemi in famiglia. Pochi giorni dopo la sua morte l’ANSA riceve due lettere con la posta, il mittente era Alfredo Ormando:
PER I POSTERI Chiedo scusa al mondo intero per i miei nefandi crimini contro quella natura tanto cara e dissacrata dalla cristianità. Chiedo scusa per essere venuto al mondo, per aver appestato l’aria che voi respirate con il mio venefico respiro, per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversità che non sentivo, per aver considerato l’omosessualità una sessualità naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e secondo a nessuno, per aver ambito diventare uno scrittore, per aver sognato, per aver riso, per aver ucciso mia madre e un’altrettanta persona cara con la soppressione cruenta della mia inutile esistenza. Il mostro se ne va per non recarvi più disturbo e offesa, per non farvi più arrossire e imbarazzare e vergognare con la sua ignobile presenza, per non farvi schifare e voltare le spalle quando lo incontrate per strada. Non permettete che io abbia una illacrimata tomba, che io diventi un appestato anche da morto. Se la benzina non avrà fatto il suo dovere, riducendomi in cenere, crematemi e spargete le mie ceneri nella campagna romana. Vorrei essere utile almeno come concime. Faccio un accorato appello alla vostra comprensione e generosità. Ho vissuto una vita da inferno che quello dei cristiani, a confronto, mi sembra una favola per far addormentare i bambini. L’unica valvola di sfogo erano i miei scritti. Volevo riscattarmi attraverso la narrativa, ma l’editoria non me l’ha permesso, e poi chi segnalerebbe mai un finocchio? Non riuscivo più ad ingannare la mia biologica voglia di vivere, a farmi una ragione della mia emarginazione, della mia sconfinata solitudine. Alfredo Ormando
La seconda lettera, datata Natale 1997 indirizzata ad un amico non è mai stata inviata:
Palermo, Natale 1997 Caro Adriano, quest’anno non sento più il Natale, mi è indifferente come tutte le cose; non c’è nulla che riesca a richiamarmi alla vita. I miei preparativi per il suicidio procedono inesorabilmente; sento che questo è il mio destino, l’ho sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico è là ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha dell’incredibile. Non sono riuscito a sottrarmi a quest’idea di morte, sento che non posso evitarlo, tantomeno far finta di vivere e progettare un futuro che non avrò; il mio futuro non sarà altro che la prosecuzione del presente. Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita terrena e ciò non mi fa orrore, anzi!, non vedo l’ora di porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo perché ho deciso Piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo. Spero che capiranno il messaggio che voglio dare; è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia. Alfredo
Maurizio C. ha seguito tutta la vicenda da vicino, si è informato su chi fosse Alfredo, sulla sua vita, sulle sue origini per tentare di giustificare un gesto tanto folle e tanto coraggioso, ma senza riuscirci. Da quel giorno la vita di Maurizio è in parte cambiata, la domenica non accompagna più sua moglie a messa.
Nota: Il nome e la ricostruzione che riguardano il poliziotto sono di fantasia; tutto il resto è realmente accaduto.
Omosessualità: Chiarezza, di Questi Tempi ne Sentiamo il Bisogno
Attraversiamo tempi in cui tutti parlano, questo non è un male, ma se si dicono falsità è meglio fare un po’ di chiarezza, quindi proviamo a porci delle domande e a darci delle risposte( guardo troppa tv la notte).Cos’è l’omosessualità? Quando una persona può definirsi omosessuale? Perché si nasce o si diventa omosessuale?
“Una persona si definisce omosessuale quando prova sentimenti di innamoramento, desideri ed attrazione erotica nei confronti di altre persone dello stesso sesso. Sul perché e sul come si diventi omosessuale si è molto parlato. Nonostante ciò, non esiste ancora uno studio scientifico o un’ipotesi ufficiale che possa, con assoluta certezza, spiegare il perché una persona diventi omosessuale ed un’altra eterosessuale. L’unica cosa di cui si è certi è che l’omosessualità non sia una malattia, ma semplicemente una variante normale della sessualità umana.
La parola omosessualità è stata tolta definitivamente dal Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM; Diagnostical and Statistical Manual of Mental Disorder, manuale dove psicologi e psichiatri possono trovare le linee guida con cui stabilire la presenza o meno di un disturbo mentale) già dal 1973. Il documento dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), che sanciva questa modifica, dichiarava: “L’omosessualità in sé non implica un deterioramento nel giudizio, nell’adattamento, nel valore o nelle generali abilità sociali o motivazionali di un individuo”. Già da molto tempo, dunque, è ingiustificato considerare l’omosessualità come una malattia, ma nonostante questo le persone comuni continuano ad avere questo pregiudizio e gli omosessuali continuano ad essere vittime dell’omofobia! La società in cui la persona omosessuale vive, infatti, è ancora fortemente omofobica ed eterosessista e ciò influenza enormemente lo sviluppo individuale ed il comportamento di gay e lesbiche. A causa dell’omofobia e dell’eterosessismo, infatti, la persona omosessuale, fin dall’adolescenza, sperimenta sensazioni di diversità e di sofferenza emotiva, che la spingono verso l’isolamento sociale e che le impediscono di venire allo scoperto (coming out).” Fonte
L’omosessualità è contro natura?
La Chiesa cattolica condanna le unioni civili sostenendo che l’omosessualità è contro natura. Naturalmente su questa affermazione potremmo discutere a lungo (ad esempio, chiedendoci cosa intendiamo qui con la parola ‘natura’, e se ciò che è conforme a natura sia sempre preferibile a ciò che non lo è). Ma atteniamoci, per ipotesi, a quella affermazione: l’omosessualità è contro natura. In verità sono molti i casi in cui la Chiesa stessa ammette o prescrive comportamenti non naturali: si pensi all’astensione dall’attività sessuale ai propri ministri, al digiuno, alla penitenza, al martirio. Ma allora viene fatto valere un altro principio, cioè la superiorità dello spirituale sul corporeo. Tra le unioni omosessuali lo spirituale invece non può esserci secondo la Chiesa: così il richiamo alla ‘natura’ serve ad eludere, insomma, la domanda (molto più cristiana) se fra persone dello stesso sesso ci possa avere amore vero. Mario Barenghi, Università di Milano Bicocca Fonte: uaar.it “There are things that are more contrary to nature than homosexuality, things humans alone do - such as having religion or sleeping in pyjamas” Magnus Enquist, a professor of ethology at Stockholm University Come cresce un ragazzo omosessuale nella nostra società?
“L’ostilità nei confronti dell’omosessualità (omofobia) è così diffusa nella nostra società che la maggior parte dei giovani omosessuali ha avuto per genitori persone omofobiche e, nel corso della propria infanzia e adolescenza, ha frequentato insegnanti, compagni di scuola, amici di famiglia, ecc., omofobici. Durante il periodo di esplorazione della propria identità, quindi, gay e lesbiche sono già consapevoli della mancanza di approvazione del comportamento omosessuale da parte della società e hanno già appreso, dal loro contesto culturale, che provare sensazioni omoerotiche è meritevole di vergogna. Ecco perché è spesso inevitabile che durante l’adolescenza gli omosessuali si percepiscano come diversi e inadeguati e che molti di loro scelgano il ritiro sociale e l’isolamento. L’isolamento della persona omosessuale avviene secondo un modello ciclico. In un primo momento l’adolescente gay o lesbica non riesce a spiegare a se stesso la propria diversità ed è solo con il trascorrere del tempo che diventa consapevole di provare attrazione e sentimenti di amore nei confronti di persone dello stesso sesso. Tale consapevolezza, dal momento che viviamo in un contesto omofobico, può compromettere in modo serio la conduzione della vita sociale di alcuni, che preferiscono isolarsi e vivere la propria omosessualità nella segretezza. Altri, invece, si nascondono dietro uno stile di vita convenzionale, aumentando il divario tra “identità pubblica” e “identità privata o omosessuale”. Inoltre, durante l’adolescenza, tutti gli omosessuali, o quasi, hanno paura che le altre persone vengano a conoscenza del proprio orientamento sessuale e sviluppano, per questo, una maggiore attenzione nei confronti del contesto sociale di appartenenza, quindi diventano più sensibili alle offese dei loro coetanei. Lo sviluppo di una rete di amicizie per i giovani gay e lesbiche, per questo motivo, avviene molto lentamente, soprattutto a causa della paura di essere rifiutati dai loro compagni. La paura del rifiuto fa sì che spesso molti giovani omosessuali diventino dipendenti da una piccola rete di persone ai quali hanno rivelato (coming out) il loro orientamento sessuale. Così, durante l’adolescenza, si trovano a parlare di sé e dei propri problemi con poche persone e, nello stesso tempo, a nascondere la propria sessualità a tutti gli altri (inclusi genitori e fratelli). Tale situazione intensifica la percezione della loro diversità. Infine, la difficoltà di parlare con gli altri di sé favorisce nei giovani gay e lesbiche l’interiorizzazione acritica degli assunti omofobici ed eterosessisti della società, che sono causa dell’isolamento stesso.” Fonte
Cerchiamo di vedere le cose in maniera oggettiva, solo in questo modo potremo cercare di capire il motivo di questi comportamenti, o questi.
“Il termine omofobia (che deriva dal greco όμός = stesso e φόβος = timore, paura) significa letteralmente “paura nei confronti di persone dello stesso sesso” e più precisamente si usa per indicare l’intolleranza e i sentimenti negativi che le persone hanno nei confronti degli uomini e delle donne omosessuali. Essa può manifestarsi in modi molto diversi tra loro, dalla battuta su un una persona gay che passa per la strada, alle offese verbali, fino a vere e proprie minacce o aggressioni fisiche. In seguito all’omofobia, ad esempio, alcuni eterosessuali, raccontano di sentirsi a disagio in presenza delle persone gay o lesbiche, altri si mettono a ridere quando le incontrano per strada. Altri ancora dicono di essere disgustati dai loro comportamenti, arrabbiati o indignati. Anche la parola “frocio” può essere considerata come espressione di omofobia, perché di solito viene usata con una connotazione negativa. Come nasce l’omofobia? L’omofobia deriva dall’idea che siamo tutti eterosessuali e che è normale e sano scegliere un partner del sesso opposto (eterosessismo). Tale considerazione è basata anche sulla falsa credenza che in natura non esistano comportamenti omosessuali (“L’omosessualità è contro natura”); molti animali, invece, presentano comportamenti omosessuali, tra cui topi, criceti, porcellini d’India, conigli, porcospini, capre, cavalli, maiali, leoni, pecore, scimmie, e scimpanzé. L’omofobia, inoltre, si alimenta in vari modi. Innanzitutto la società è spesso diffidente nei confronti delle diversità, fino al punto di considerarle pericolose. Tale mancanza di fiducia riguarda tutte le minoranze portatrici di valori nuovi o diversi (es. anche i primi cristiani) perché minacciano quelli convenzionali. Il pregiudizio anti-gay, inoltre, è rinforzato dall’ignoranza e dalla mancanza di contatti con la comunità omosessuale. Gli individui omofobici, di fatto, non conoscono la realtà gay e lesbica e ne hanno un’idea astratta basata su ciò che hanno sentito dire dagli altri. Infine, noi tutti tendiamo ad agire in modo coerente con ciò che viene ritenuto desiderabile e giusto in base alle convenzioni sociali dominanti. Questo meccanismo, ad esempio, è alla base del fatto che si è soliti deridere i gay perché è consuetudine farlo. Le credenze negative nei confronti dell’omosessualità, inoltre, sono così diffuse nella nostra società che anche gay, lesbiche e bisessuali tendono ad essere omofobici. In questo caso l’omofobia prende il nome di omofobia interiorizzata.”
Fonte
Alla luce di quello che abbiamo letto, cosa possiamo fare per rendere “normale” una cosa normale? Di chi è la colpa se la nostra società è omofobica? E nel resto del mondo come viene vissuta l’omosessualità?
Alle prime due domande dovrete rispondere voi, alla terza, giusto per darvi un idea, vi sottopongo questa tabella.
PAESI E LEGGI CHE CONDANNANO IL RAPPORTO OMOSESSUALE
NB: sono considerate le pene per il rapporto omosessuale fra adulti consenzienti
| PAESE |
LEGGE |
PENA |
| Afganistan |
Sharia |
pena di morte - in fase di cambiamento dopo la fine del potere talebano |
| Algeria |
c.p. art. 388 |
reclusione fino a 3 anni e un’ammenda |
| Arabia Saudita |
Sharia |
pena di morte |
| Bahrain |
c.p. art. 377 |
reclusione fino a 10 anni |
| Bangladesh |
c.p. art. 377 |
reclusione fino a 10 anni |
| Benin |
c.p. art. 88 |
reclusione da 1 a 3 anni e un’ammenda |
| Bhutan |
vario |
la pena varia a seconda della situazione ed arriva fino alla reclusione a vita |
| Botswana |
c.p. art. 164 … |
reclusione per un periodo non inferiore a 7 anni |
| Brunei |
c.p. artt. 292 … e 377 |
reclusione fino a 10 anni ed un’ammenda |
| Burma/Myanmar |
c.p. 33 A |
reclusione fino ad un anno |
| Burundi |
non specificato |
l’omosessualità è punita come “atto immorale” |
| Caimano, Isola del |
c.p. art. 142 |
reclusione |
| Camerun |
c.p. art. 347 |
reclusione da 6 mesi a 5 anni, più un’ammenda |
| Capo Verde |
c.p. art. 390… |
reclusione da stabilirsi, per rapporti “contro natura” e “contro la decenza pubblica e personale” |
| Cina |
c.p. art. 106 |
reclusione fino a 5 anni, anche se non è un articolo esattamente anti-omosessualità |
| Cook, protettorato NZ |
c.p. art. 155 |
eclusione fino a 7 anni, ma in genere viene associato l’art. 104 ( 5 anni reclusione) |
| Cuba |
c.p. art. 303 |
reclusione da 3 mesi ad un anno per la manifestazione pubblica dell’omosessualità. |
| Gibuti |
non specificato |
reclusione di durata da stabilirsi |
| Egitto |
pubblica morale |
reclusione o lavori forzati fino a 5 anni |
| Emirati arabi uniti |
vari (per emirato) |
per alcuni emirati fino a 7 anni di reclusione, per altri 14. |
| Etiopia |
c.p. art. 600 |
reclusione da 10 giorni fino a 3 anni |
| Fiji |
c.p. art.175 |
reclusione fino a 14 anni |
| Gambia |
c.p. art. 144 |
reclusione fino a 14 anni |
| Giamaica |
c.p. art. 76 … |
reclusione e lavori forzati fino a 10 anni |
| Ghana |
c.p. art. 105 |
reclusione da stabilirsi, ma ci sono testimonianze di torture |
| Granada |
c.p. art. 377 ? |
è illegate (Ilga), ma non si hanno notizie sulle pene |
| Guiana |
c.p. art. 351 |
reclusione fino a 2 anni |
| Guinea |
c.p. art. 325 |
reclusione da 6 mesi fino a 3 anni e un’ammenda |
| India |
c.p. art. 377 |
reclusione a vita |
| Iran |
c.p. art. 108 … |
pena di morte
|
| Kenia |
c.p. art. 162 … |
reclusione da 5 fino a 14 anni |
| Kiribati |
c.p. art. 153 |
reclusione fino a 14 anni |
| Kuwait |
c.p. art. 193 |
reclusione fino a 7 anni |
| Libano |
c.p. art. 534 |
reclusione fino a 1 anno |
| Liberia |
c.p. art. 14.74 |
reclusione di un periodo da determinate in base alla volontarietà o all’involontarietà |
| Libia |
c.p. art. 407 |
reclusione da 3 a 5 anni |
| Liberia |
c.p. art. 153 |
reclusione fino a tre anni |
| Malawi |
c.p. art. 153 … |
reclusione; il cittadino occidentale viene allontanato e ritenuto “indesiderato” |
| Malesia |
c.p. art. 377 |
reclusione da 2 a 20 anni |
| Maldive |
c.p. art. 377 |
reclusione |
| Mauritania |
Sharia |
pena di morte |
| Marshall |
Tit. 31.1.XXV.53 |
reclusione fino a 10 anni |
| Mauritius |
c.p. art. 250 |
reclusione fino a 5 anni |
| Marocco |
c.p. art. 489 |
reclusione da 6 mesi a 5 anni |
| Mozambico |
c.p. art. 70 |
reclusione fino a 3 anni |
| Namibia |
non tollerata |
non è tollerata, ma non ci sono leggi contro l’omosessualità. |
| Nepal |
c.p. art. 377 |
reclusione |
| Nicaragua |
c.p. art. 205 |
reclusione fino a 3 anni |
| Nigeria |
c.p. art. 214 |
reclusione prevista fino a 14 anni, ma si applica anche la pena di morte (Sharia) |
| Niue, protettorato NZ |
c.p. art. 170 |
reclusione fino a 10 anni |
| Oman |
c.p. art. 33 |
reclusione da 6 mesi a tre anni |
| Pakistan |
c.p. art. 377 |
reclusione fino a 2 anni e 100 frustate |
| Papua, Nuova Guinea |
c.p. art. |
il rapporto anale è punito con la reclusione fino a 14 anni |
| Porto Rico |
c.p. art. 103 |
reclusione fino a 10 anni |
| Qatar |
c.p. art. 201 |
reclusione fino a 5 anni |
| Samoa Ovest |
c.p. art. 58 |
reclusione fino a 5 anni |
| Senegal |
c.p. art. 319 |
reclusione da 1 a 5 anni, più un’ammenda |
| Sierra Leone |
n.p. |
non si hanno notizie di reclusioni |
| Singapore |
c.p. art. 377 |
reclusione a vita |
| Siria |
c.p. art. 520 |
reclusione fino ad un anno |
| Solomone |
c.p. art. 153 |
reclusione fino a 14 anni |
| Somalia |
c.p. art. 409 |
reclusione da 3 mesi a 3 anni |
| Sri Lanka |
c.p. art. 365 A |
reclusione fino a 10 anni |
| Sudan |
c.p. art. 316 |
pena da 100 fustigate alla pena di morte |
| Swaziland |
non tollerata |
non si hanno notizie di reclusioni |
| Tagikistan |
c.p. art. 125 |
reclusione |
| Tanzania |
c.p. art. 154 … |
reclusione fino a 14 anni |
| Togo |
c.p. art. |
reclusione fino a 3 anni |
| Tokelau, protettorato NZ |
c.p. art. 170 |
reclusione fino a 10 anni |
| Tonga |
c.p. ert. 136 |
reclusione fino a 10 anni |
| Trinità e Tobago |
sess. 13 |
reclusione fino a 10 anni |
| Tunisia |
c.p. art. 330 |
reclusione fino a 3 anni, ma viene tollerata |
| Turks e Caicos |
c.p. art. 41 |
reclusione anche a vita, a discrezione del giudice |
| Tuvalu |
c.p. art. 153 |
reclusione fino a 14 anni |
| Uganda |
c.p. art. 140 … |
reclusione, anche a vita |
| Uzbekistan |
c.p. art. 120 |
reclusione fino a 3 anni |
| Yemen |
Sharia |
pena di morte |
| Zambia |
Carta 87 e 15 |
reclusione fino a 14 anni |
| Zimbabwe |
c.p. art. |
reclusione fino a 3 anni |
Tabella: www.oliari.com
Fonti
Asylum Law
Behind The Mask
Ilga
Radio Nederland
Sodomy Laws
The Data Lounge
A dispetto di quanto prova la scienza, oggi essere omosessuale nel mondo significa ancora rischiare la vita.
E i pregiudizi non risparmiano neppure i bambini e le bambine. In Iran - ad esempio - recentemente sono stati giustiziati pubblicamente due minorenni per aver ammesso di aver fatto sesso tra loro quando avevano meno di 16 anni. Prima sono stati torturati e poiì impiccati in Piazza Edalat (della Giustizia) nella città di Mashad, a nord est dell’Iran. Le bambine di nove anni e i ragazzi di 15 possono essere impiccati.
Fonte
One
- Ciao, come stai?
- Bene, ma tu che ci fai qui? Sei venuto a biasimarmi? Sono anni che non ci vediamo, l’ultima volta che abbiamo parlato non è stato un gran dialogo, c’eri tu che mi massacravi con la cinta, e quando hai finito, hai fatto preparare la valigia da mamma per cacciarmi di casa.
- Lo so, ho sbagliato, sono qui anche per chiederti scusa, io e tua madre ti abbiamo dato la vita e nonostante tutto ti abbiamo anche amato.
- Amore e vita? I tuoi sono solo bisogni, l’amore è una cosa da condividere che ti lascia se tu non te ne preoccupi, mi dispiace di non essere mai stato quello che volevi, ma adesso è troppo tardi per tirare in ballo il passato.
- Non dire così, sei mio figlio ed ora che siamo rimasti soli dobbiamo sostenerci a vicenda.
- Quindi sei venuto a chiedere il perdono, o pensi che la tua presenza riesca a non farmi morire? Sembri Gesù e come vedi in questo reparto ce ne sono molti di malati terminali di AIDS, ne hai di lavoro da fare.
- Ma io..
- Mi dispiace, chiedi troppo, non mi hai mai dato niente e adesso è tutto quello che ho, anche se siamo padre e figlio, noi sappiamo solo ferirci a vicenda e quando abbiamo finito, lo rifacciamo.
- No, non è così.
- Tu hai sempre parlato di amore, di famiglia, ti riempivi la bocca, ma l’unico modo per starti vicino era strisciare ai tuoi piedi, come pretendi che io possa sopportare il modo in cui ti comporti se l’unico modo che conosci è ferire?
- E tu allora, ti rendi conto di cosa ci hai fatto?
- Anche se non lo capisci non ho scelto io di essere omosessuale, ci sono nato, e se credi che la malattia me la sono meritata con i miei rapporti promiscui e contro natura sappi che non è così, facevo il volontario in un centro per i tossicodipendenti, una sera uno di questi mi ha minacciato con una siringa usata perché voleva lo sciroppo, come lo chiamano loro, il metadone. In ufficio lo avevamo finito, ma lui non ci ha creduto, e adesso eccomi qui, pochi giorni all’alba, nessuna terapia ha funzionato.
- Lo so, ho parlato con il dottore prima, ma dimmi cosa posso fare per te.
- Niente, tornatene nel tuo paesello borghese e lasciami morire in pace, ciao papà.
Noi e gli Altri in un Immaginario Gay TG
Buonasera e ben trovati al gaytg delle tredici, anche questa sera daremo le gaynotizie della settimana:
Linea al nostro inviato Auto Vox che ci parlerà dei diritti concessi in Irlanda e in Francia: Entro i prossimi mesi, la cattolicissima Irlanda avrà una legge che riconosca e tuteli giuridicamente le coppie gay. E’ la posizione ufficiale del governo di Dublino resa nota dal Ministro all’Eguaglianza. Con l’entrata in vigore di questa nuova legge, che sarà portata al vaglio del parlamento prossimamente, anche le coppie sposate all’estero saranno automaticamente riconosciute come tali. Oggi, l’84% degli irlandesi è favorevole alle unioni civili gay, mentre ben il 53% non sarebbe contrario neanche all’ipotesi del matrimonio. I tempi, dunque, sembrano decisamente maturi per il riconoscimento delle unioni civili.
Arriva intanto dalla Francia la notizia della prima concessione dell’autorità parentale per due donne lesbiche la cui unione è stata ufficializzata nel 2002 grazie ai Pacs. Entrambe, infatti sono diventate madri dopo essere ricorse alla fecondazione assistita. Dal momento che in Francia non è consentita l’adozione a coppie omosessuali, le due donne avevano fatto richiesta per ottenere l’autorità parentale congiunta e incrociata, motivandola con la necessità di poter prendere decisioni in caso di malattia o assenza o morte del genitore. La domanda dell’autorità parentale incrociata è stata accolta per tutto quello che riguarda le esigenze quotidiane, dalla scuola alle pratiche amministrative, ma è stata respinta per il caso di morte della madre. In quella circostanza dovrà essere aperta una procedura di tutela. Il pubblico ministero si era opposto alla richiesta della coppia.
Politica estera, guardiamo cosa accade negli U.S.A. e come, chi è molto ricco possa fare a meno dei diritti: Mary Cheney, la figlia lesbica di Dick, ha scelto: starà con Mitt Romney. La figlia del vicepresidente degli USA, che ha una compagna ed ha recentemente avuto anche una bambina, si e’ schierata con il candidato repubblicano ultraconservatore e mormone che ha fatto della battaglia contro i diritti ai gay una delle insegne della sua campagna. Ricordiamo, se qualcuno non avesse ancora fatto mente locale, che Romey all’unisono con gli altri candidati repubblicani, si è recentemente dichiarato contrario all’ingresso di gay, lesbiche e bisessuali nelle forze armate statunitensi. Secondo fonti vicine alla famiglia Cheney, Mary, che ha lavorato al Dipartimento di Stato come responsabile del programma per la democratizzazione dell’Iran, sarà consigliera di Romney in politica estera.
Vaticano, vediamo chi tappa la bocca a chi: Per rispondere alle accuse di “avere negato il diritto di parola a Benedetto XVI” che ha rinunciato a parlare all’inaugurazione dell’anno accademico de ‘La Sapienza’ di Roma, i Radicali avrebbero voluto portare in piazza i dati sulla presenza del Papa e del clero sulla televisione pubblica. E avrebbero voluto farlo in piazza Pio XII, vicinissima a piazza San Pietro, nella giornata in cui il cardinale Ruini ha chiamato a raccolta tutti i cattolici romani in segno di solidarietà al Pontefice. Ma la questura ha negato l’autorizzazione all’iniziativa.”Da radicali, laici, liberali, nonviolenti quali siamo - dichiarano la segretaria dei Radicali Rita Bernardini e Marco Cappato segretario dell’associazione Luca Coscioni -, intendevamo onorare nella giornata di domenica prossima, in occasione dell’Angelus, la realtà del Vaticano in Italia, manifestando e distribuendo ai cittadini i dati raccolti dal Centro d’Ascolto sull’informazione radiotelevisiva sulle presenze (o per meglio dire, letteralmente e incontestabilmente, sull’occupazione) del sistema dell’informazione da parte di esponenti del clero. La Questura centrale di Roma, dobbiamo presumere nella veste di facente funzioni delle Guardie Svizzere, ha negato l’autorizzazione necessaria, con la motivazione, a quanto ne sappiamo, che nell’attigua piazza San Pietro sarà contemporaneamente in corso un’altra ‘manifestazione. Si conferma quindi il diktat per cui deve essere impedito ai cittadini, e innanzitutto a coloro che si sono recati in piazza San Pietro per ascoltare Benedetto XVI, di conoscere i dati documentati e verificati della realtà”.
Torniamo in America, visto che non possiamo festeggiare i diritti nostri almeno festeggiamo quelli degli altri: E’ stato un inizio di anno davvero unico quello di gay e lesbiche statunitensi. Nel New Hampshire, per la precisione, decine di coppie omosessuali hanno cominciato il 2008 celebrando le loro nozze, approfittando della norma che rende legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso proprio dal primo gennaio. Nella piazza del parlamento che ha approvato la legge nel 2007, 37 coppie si sono unite in matrimonio sfidando le temperature polari tipiche di questa stagione in quell’area. “Non credevamo che saremmo riusciti a vedere la fine della nostra battaglia, ma tutto è successo in un solo anno”, ha dichiarato Jim Splaine che ha fortemente creduto nelle unioni civili. “Una cosa che dobbiamo tenere bene in mente è che c’è ancora molto da fare. Dobbiamo continuare il nostro viaggio per assicurare che le unioni civili daranno gli stessi diritti del matrimonio tradizionali a partire da subito”. Tra le coppie che sono convolate a nozze, anche Gail Morrison, rappresentante del Partito Democratico che ha promosso la norma e co-organizzatore del matrimonio collettivo e il suo compagno di sempre. “Abbiamo una legislazione a proposito dei diritti di cittadinanza e abbiamo legiferato attenendoci a questi principi”, ha dichiarato Morrison riferendosi alla legge appena approvata che dà alle coppie omosessuali uguali diritti, doveri e responsabilità delle coppie etero, anche se non le definisce ‘matrimoni’. La previsione è che nel 2008 saranno riconosciute da 3500 a 4000 unioni omosessuali grazie a questa legge.
Uruguay, si avete capito bene, il nostro giro del mondo giunge in Sudamerica: E il 2008 è cominciato decisamente bene anche per la comunità LGBT uruguayana, dove ieri è entrata in vigore la nuova norma sulle unioni civili, gay ed etero, denominata ‘Ley concubinaria’. La norma garantisce alle coppie conviventi da almeno cinque anni diritti e doveri simili a quelli delle coppie sposate. L’unica eccezione è che alle coppie di fatto non è ancora permessa l’adozione di minorenni. Non stiamo certo parlando di matrimonio omosessuale, ma certamente è un grande passo avanti in termini di diritti rispetto al passato. Adesso l’Uruguay è il primo stato del Sud America a riconoscere le coppie dello stesso sesso, cosa che finora aveva riguardato solo alcune zone del territorio latinoamericano come le grandi città di Buenos Aires e Città del Messico che permettevano la registrazione delle coppie omosessuali.
E in Ungheria? Linea a Mirko Mongiorius: Il parlamento ungherese ha approvato, con i voti della maggioranza di centrosinistra, il disegno di legge del governo sull’istituzione della ‘convivenza registrata’, ovvero la possibilità per una coppia, sia eterosessuale sia tra persone dello stesso sesso, di essere registrata in quanto tale godendo così di maggiori diritti civili. La registrazione avviene con iscrizione al registro dello stato civile presso l’ufficio dell’anagrafe, ma non ha valore di un matrimonio, perché non viene riconosciuto il diritto all’adozione, neanche dei figli del convivente. Per quanto riguarda le questioni di patrimonio e di eredità, i conviventi registrati hanno invece gli stessi diritti dei coniugati. Per sciogliere la convivenza basta una dichiarazione congiunta davanti al notaio e per il patrimonio comune valgono le stesse regole applicate in caso di divorzio. “E’ una soluzione anche per gli omosessuali che da tempo stanno chiedendo gli stessi diritti degli eterosessuali”, ha detto Peter Gusztos, vice-presidente del gruppo liberale del parlamento. Secondo i dati statistici, in Ungheria, come in altri paesi dell’Europa, il numero dei matrimoni è in calo, oggi quasi il 10% sceglie la convivenza invece delle nozze.
Parlando di estero non possiamo non farvi vedere cosa accade in Svezia, consigliandovi di non fare paragoni con il nostro paese, ne va della vostra salute.
La chiesa protestante luterana in Svezia si è ufficialmente pronunciata oggi positivamente sull’unione religiosa tra omosessuali, acconsentendo alla proposta avanzata dal governo di riunire sotto la stessa legge il matrimonio e le convivenze tra persone dello stesso sesso. Il comunicato diffuso dalla chiesa ha però esortato le autorità politiche a riservare la parola ‘matrimonio’ esclusivamente alle coppie eterosessuali. La decisione sancisce un processo già iniziato di fatto dal gennaio di quest’anno con la celebrazione in chiesa di unioni omosessuali. La Svezia riconosce dal 2005 il partenariato civile tra persone dello stesso sesso, riconoscendo gli stessi diritti del matrimonio, unione che può essere contratta secondo una legge del 1987 solo tra uomo e donna. Gli omosessuali si battono da tempo per il riconoscimento religioso delle loro unioni. La chiesa svedese, separata dallo stato a partire dal 2.000, conta 7, 2 milioni di fedeli su 9,1 milioni di abitanti.
Bene, dopo aver dato un sguardo all’evoluzione dei diritti nel resto del mondo vediamo cosa accade in Italia, linea al nostro inviato Emanuele Silente: E’ successo ieri durante una riunione dell’assemblea comunale di Trento, proprio mentre le agenzie diffondevano la notizia della giovane trans siciliana suicidatasi ad appena 16 anni. Ecco le parole usate dal capogruppo di AN, Antonio Coradello per lanciare la sua invettiva contro i transessuali: “Materiale umano indefinibile che un giorno si presenta vestito da donna e il giorno dopo da maschietto, in una mascherata folle da carnevale dei dementi. Pagliacci. È l’Italia di Prodi, un nuovo passo verso il totalitarismo e il pensiero unico imposto dalle lobbies omosessuali e di tutto il variegato mondo di invertiti e deviati sessuali che alberga a sinistra”. Nei banchi della sinistra qualcuno (come Maurizio Agostini) si alza, Lucia Coppola (Prc) sdegnata: “Sono persone anche loro”. Per il resto un imbarazzato silenzio.
Ed è con il silenzio che chiudiamo perché dobbiamo stare tutti zitti, aveva sedici anni e nessuno la voleva.
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