One
- Ciao, come stai?
- Bene, ma tu che ci fai qui? Sei venuto a biasimarmi? Sono anni che non ci vediamo, l’ultima volta che abbiamo parlato non è stato un gran dialogo, c’eri tu che mi massacravi con la cinta, e quando hai finito, hai fatto preparare la valigia da mamma per cacciarmi di casa.
- Lo so, ho sbagliato, sono qui anche per chiederti scusa, io e tua madre ti abbiamo dato la vita e nonostante tutto ti abbiamo anche amato.
- Amore e vita? I tuoi sono solo bisogni, l’amore è una cosa da condividere che ti lascia se tu non te ne preoccupi, mi dispiace di non essere mai stato quello che volevi, ma adesso è troppo tardi per tirare in ballo il passato.
- Non dire così, sei mio figlio ed ora che siamo rimasti soli dobbiamo sostenerci a vicenda.
- Quindi sei venuto a chiedere il perdono, o pensi che la tua presenza riesca a non farmi morire? Sembri Gesù e come vedi in questo reparto ce ne sono molti di malati terminali di AIDS, ne hai di lavoro da fare.
- Ma io..
- Mi dispiace, chiedi troppo, non mi hai mai dato niente e adesso è tutto quello che ho, anche se siamo padre e figlio, noi sappiamo solo ferirci a vicenda e quando abbiamo finito, lo rifacciamo.
- No, non è così.
- Tu hai sempre parlato di amore, di famiglia, ti riempivi la bocca, ma l’unico modo per starti vicino era strisciare ai tuoi piedi, come pretendi che io possa sopportare il modo in cui ti comporti se l’unico modo che conosci è ferire?
- E tu allora, ti rendi conto di cosa ci hai fatto?
- Anche se non lo capisci non ho scelto io di essere omosessuale, ci sono nato, e se credi che la malattia me la sono meritata con i miei rapporti promiscui e contro natura sappi che non è così, facevo il volontario in un centro per i tossicodipendenti, una sera uno di questi mi ha minacciato con una siringa usata perché voleva lo sciroppo, come lo chiamano loro, il metadone. In ufficio lo avevamo finito, ma lui non ci ha creduto, e adesso eccomi qui, pochi giorni all’alba, nessuna terapia ha funzionato.
- Lo so, ho parlato con il dottore prima, ma dimmi cosa posso fare per te.
- Niente, tornatene nel tuo paesello borghese e lasciami morire in pace, ciao papà.
Noi e gli Altri in un Immaginario Gay TG
Buonasera e ben trovati al gaytg delle tredici, anche questa sera daremo le gaynotizie della settimana:
Linea al nostro inviato Auto Vox che ci parlerà dei diritti concessi in Irlanda e in Francia: Entro i prossimi mesi, la cattolicissima Irlanda avrà una legge che riconosca e tuteli giuridicamente le coppie gay. E’ la posizione ufficiale del governo di Dublino resa nota dal Ministro all’Eguaglianza. Con l’entrata in vigore di questa nuova legge, che sarà portata al vaglio del parlamento prossimamente, anche le coppie sposate all’estero saranno automaticamente riconosciute come tali. Oggi, l’84% degli irlandesi è favorevole alle unioni civili gay, mentre ben il 53% non sarebbe contrario neanche all’ipotesi del matrimonio. I tempi, dunque, sembrano decisamente maturi per il riconoscimento delle unioni civili.
Arriva intanto dalla Francia la notizia della prima concessione dell’autorità parentale per due donne lesbiche la cui unione è stata ufficializzata nel 2002 grazie ai Pacs. Entrambe, infatti sono diventate madri dopo essere ricorse alla fecondazione assistita. Dal momento che in Francia non è consentita l’adozione a coppie omosessuali, le due donne avevano fatto richiesta per ottenere l’autorità parentale congiunta e incrociata, motivandola con la necessità di poter prendere decisioni in caso di malattia o assenza o morte del genitore. La domanda dell’autorità parentale incrociata è stata accolta per tutto quello che riguarda le esigenze quotidiane, dalla scuola alle pratiche amministrative, ma è stata respinta per il caso di morte della madre. In quella circostanza dovrà essere aperta una procedura di tutela. Il pubblico ministero si era opposto alla richiesta della coppia.
Politica estera, guardiamo cosa accade negli U.S.A. e come, chi è molto ricco possa fare a meno dei diritti: Mary Cheney, la figlia lesbica di Dick, ha scelto: starà con Mitt Romney. La figlia del vicepresidente degli USA, che ha una compagna ed ha recentemente avuto anche una bambina, si e’ schierata con il candidato repubblicano ultraconservatore e mormone che ha fatto della battaglia contro i diritti ai gay una delle insegne della sua campagna. Ricordiamo, se qualcuno non avesse ancora fatto mente locale, che Romey all’unisono con gli altri candidati repubblicani, si è recentemente dichiarato contrario all’ingresso di gay, lesbiche e bisessuali nelle forze armate statunitensi. Secondo fonti vicine alla famiglia Cheney, Mary, che ha lavorato al Dipartimento di Stato come responsabile del programma per la democratizzazione dell’Iran, sarà consigliera di Romney in politica estera.
Vaticano, vediamo chi tappa la bocca a chi: Per rispondere alle accuse di “avere negato il diritto di parola a Benedetto XVI” che ha rinunciato a parlare all’inaugurazione dell’anno accademico de ‘La Sapienza’ di Roma, i Radicali avrebbero voluto portare in piazza i dati sulla presenza del Papa e del clero sulla televisione pubblica. E avrebbero voluto farlo in piazza Pio XII, vicinissima a piazza San Pietro, nella giornata in cui il cardinale Ruini ha chiamato a raccolta tutti i cattolici romani in segno di solidarietà al Pontefice. Ma la questura ha negato l’autorizzazione all’iniziativa.”Da radicali, laici, liberali, nonviolenti quali siamo - dichiarano la segretaria dei Radicali Rita Bernardini e Marco Cappato segretario dell’associazione Luca Coscioni -, intendevamo onorare nella giornata di domenica prossima, in occasione dell’Angelus, la realtà del Vaticano in Italia, manifestando e distribuendo ai cittadini i dati raccolti dal Centro d’Ascolto sull’informazione radiotelevisiva sulle presenze (o per meglio dire, letteralmente e incontestabilmente, sull’occupazione) del sistema dell’informazione da parte di esponenti del clero. La Questura centrale di Roma, dobbiamo presumere nella veste di facente funzioni delle Guardie Svizzere, ha negato l’autorizzazione necessaria, con la motivazione, a quanto ne sappiamo, che nell’attigua piazza San Pietro sarà contemporaneamente in corso un’altra ‘manifestazione. Si conferma quindi il diktat per cui deve essere impedito ai cittadini, e innanzitutto a coloro che si sono recati in piazza San Pietro per ascoltare Benedetto XVI, di conoscere i dati documentati e verificati della realtà”.
Torniamo in America, visto che non possiamo festeggiare i diritti nostri almeno festeggiamo quelli degli altri: E’ stato un inizio di anno davvero unico quello di gay e lesbiche statunitensi. Nel New Hampshire, per la precisione, decine di coppie omosessuali hanno cominciato il 2008 celebrando le loro nozze, approfittando della norma che rende legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso proprio dal primo gennaio. Nella piazza del parlamento che ha approvato la legge nel 2007, 37 coppie si sono unite in matrimonio sfidando le temperature polari tipiche di questa stagione in quell’area. “Non credevamo che saremmo riusciti a vedere la fine della nostra battaglia, ma tutto è successo in un solo anno”, ha dichiarato Jim Splaine che ha fortemente creduto nelle unioni civili. “Una cosa che dobbiamo tenere bene in mente è che c’è ancora molto da fare. Dobbiamo continuare il nostro viaggio per assicurare che le unioni civili daranno gli stessi diritti del matrimonio tradizionali a partire da subito”. Tra le coppie che sono convolate a nozze, anche Gail Morrison, rappresentante del Partito Democratico che ha promosso la norma e co-organizzatore del matrimonio collettivo e il suo compagno di sempre. “Abbiamo una legislazione a proposito dei diritti di cittadinanza e abbiamo legiferato attenendoci a questi principi”, ha dichiarato Morrison riferendosi alla legge appena approvata che dà alle coppie omosessuali uguali diritti, doveri e responsabilità delle coppie etero, anche se non le definisce ‘matrimoni’. La previsione è che nel 2008 saranno riconosciute da 3500 a 4000 unioni omosessuali grazie a questa legge.
Uruguay, si avete capito bene, il nostro giro del mondo giunge in Sudamerica: E il 2008 è cominciato decisamente bene anche per la comunità LGBT uruguayana, dove ieri è entrata in vigore la nuova norma sulle unioni civili, gay ed etero, denominata ‘Ley concubinaria’. La norma garantisce alle coppie conviventi da almeno cinque anni diritti e doveri simili a quelli delle coppie sposate. L’unica eccezione è che alle coppie di fatto non è ancora permessa l’adozione di minorenni. Non stiamo certo parlando di matrimonio omosessuale, ma certamente è un grande passo avanti in termini di diritti rispetto al passato. Adesso l’Uruguay è il primo stato del Sud America a riconoscere le coppie dello stesso sesso, cosa che finora aveva riguardato solo alcune zone del territorio latinoamericano come le grandi città di Buenos Aires e Città del Messico che permettevano la registrazione delle coppie omosessuali.
E in Ungheria? Linea a Mirko Mongiorius: Il parlamento ungherese ha approvato, con i voti della maggioranza di centrosinistra, il disegno di legge del governo sull’istituzione della ‘convivenza registrata’, ovvero la possibilità per una coppia, sia eterosessuale sia tra persone dello stesso sesso, di essere registrata in quanto tale godendo così di maggiori diritti civili. La registrazione avviene con iscrizione al registro dello stato civile presso l’ufficio dell’anagrafe, ma non ha valore di un matrimonio, perché non viene riconosciuto il diritto all’adozione, neanche dei figli del convivente. Per quanto riguarda le questioni di patrimonio e di eredità, i conviventi registrati hanno invece gli stessi diritti dei coniugati. Per sciogliere la convivenza basta una dichiarazione congiunta davanti al notaio e per il patrimonio comune valgono le stesse regole applicate in caso di divorzio. “E’ una soluzione anche per gli omosessuali che da tempo stanno chiedendo gli stessi diritti degli eterosessuali”, ha detto Peter Gusztos, vice-presidente del gruppo liberale del parlamento. Secondo i dati statistici, in Ungheria, come in altri paesi dell’Europa, il numero dei matrimoni è in calo, oggi quasi il 10% sceglie la convivenza invece delle nozze.
Parlando di estero non possiamo non farvi vedere cosa accade in Svezia, consigliandovi di non fare paragoni con il nostro paese, ne va della vostra salute.
La chiesa protestante luterana in Svezia si è ufficialmente pronunciata oggi positivamente sull’unione religiosa tra omosessuali, acconsentendo alla proposta avanzata dal governo di riunire sotto la stessa legge il matrimonio e le convivenze tra persone dello stesso sesso. Il comunicato diffuso dalla chiesa ha però esortato le autorità politiche a riservare la parola ‘matrimonio’ esclusivamente alle coppie eterosessuali. La decisione sancisce un processo già iniziato di fatto dal gennaio di quest’anno con la celebrazione in chiesa di unioni omosessuali. La Svezia riconosce dal 2005 il partenariato civile tra persone dello stesso sesso, riconoscendo gli stessi diritti del matrimonio, unione che può essere contratta secondo una legge del 1987 solo tra uomo e donna. Gli omosessuali si battono da tempo per il riconoscimento religioso delle loro unioni. La chiesa svedese, separata dallo stato a partire dal 2.000, conta 7, 2 milioni di fedeli su 9,1 milioni di abitanti.
Bene, dopo aver dato un sguardo all’evoluzione dei diritti nel resto del mondo vediamo cosa accade in Italia, linea al nostro inviato Emanuele Silente: E’ successo ieri durante una riunione dell’assemblea comunale di Trento, proprio mentre le agenzie diffondevano la notizia della giovane trans siciliana suicidatasi ad appena 16 anni. Ecco le parole usate dal capogruppo di AN, Antonio Coradello per lanciare la sua invettiva contro i transessuali: “Materiale umano indefinibile che un giorno si presenta vestito da donna e il giorno dopo da maschietto, in una mascherata folle da carnevale dei dementi. Pagliacci. È l’Italia di Prodi, un nuovo passo verso il totalitarismo e il pensiero unico imposto dalle lobbies omosessuali e di tutto il variegato mondo di invertiti e deviati sessuali che alberga a sinistra”. Nei banchi della sinistra qualcuno (come Maurizio Agostini) si alza, Lucia Coppola (Prc) sdegnata: “Sono persone anche loro”. Per il resto un imbarazzato silenzio.
Ed è con il silenzio che chiudiamo perché dobbiamo stare tutti zitti, aveva sedici anni e nessuno la voleva.
Peppino, ci Vediamo
Storie da vendere finché ne vuoi intere pagine riempirei Ho libero accesso ho la più ampia facoltà di scrivermi addosso vere o presunte verità assorbo di tutto raccolgo quei sentimenti e poi…
Vi siete mai fermati a guardare i vostri vicini di casa? Le persone con cui lavorate? I negozianti che vi vendono pane e pasta? Io sì, è un esercizio che dice molte cose, e vi riporta con i piedi per terra.
Ad esempio al lavoro incontro tutti i giorni Peppino, dovessi descriverlo per un annuncio di incontri d’amore direi intorno ai 45 anni, capelli neri, …invidiosi, neri naturali, credo sia una controindicazione degli psicofarmaci, occhi marroni, ma abbastanza inutili, è ipovedente, quante volte l’ho salutato dicendo “ci vediamo” e subito dopo mi sono sentito un idiota
Postura alquanto rachitica, credo dipenda dal fatto che se non vedi tendi ad assumere un atteggiamento…di difesa nei confronti del mondo.
L’alitosi è il pezzo forte, a dir poco allucinante, quello credo dipenda dall’ernia iatale unita al fegato ormai compromesso dopo anni e anni di farmaci di vario genere.
Ripete ossessivamente gli stessi concetti, spesso parla con frasi fatte, ogni volta che ascolta le ambulanze crede che stiano arrivando per ricoverarlo, poi ho saputo che tra le altre cose ha subito qualche elettroshock, ed ho capito.
Nell’ultimo periodo ha iniziato ad accusare una dermatite e varie volte ha perso l’equilibrio, ma questo ancora non sappiamo a cosa sia dovuto, neanche Dr. House lo saprebbe senza le analisi.
Nonostante questa lunga serie di disgrazie, io lo adoro, forse perché è tifoso della “Maggica” come me, o forse perché ha una memoria invidiabile, basta accennare una canzone e lui ti dice immediatamente l’autore, l’anno, le strofe e i ritornelli, o forse lo adoro perché è molto facile farlo felice, basta parlargli, dedicargli tempo, ascoltare.
…Prendi quello che ti servirà del mio cuore il battito migliore le più strabilianti primavere Tutto il bene che vuoi la dolcezza che altrove non hai. Portami nella tua gioventù così in alto dove sei tu…
Peppino non è nato cieco, lo è diventato in tenera età, ma qui le notizie si fanno vaghe, di sicuro aveva un padre molto manesco, nessuna lacrima è stata versata quando è morto, anzi, come ulteriore indizio, Peppino ha una cicatrice enorme nella parte posteriore del collo poco sotto il cervelletto.
Che io sia un maledetto non ci piove, me lo hanno dichiarato in molti, ma so unire i puntini e mi viene fuori un gran bel disegno.
La mia opinione è che in questi casi siamo tutti responsabili, la società siamo noi e lui ne è una vittima, ma la felicità per Peppino non è impossibile, gli basta poco, se vi capita di incontrarlo, non scappate,la malattia mentale non corrisponde quasi mai alla parola “mostro”, stategli vicino, secondo me glielo dobbiamo.
…Lasciami le chiavi dove sai fammi trovare una sedia e del buon vino chiunque tu sia ti resterò vicino. carta e penna perché questo nuovo messaggio è per te.
Princesa, l’Unica Cosa Autentica che ho Sono i Litri di Silicone. E i Sentimenti
Vi siete accorti di come la potente lobby gay ci stia martellando? Ci sono gay ovunque, a Sanremo, sull’Isola dei Famosi, sui giornali si parla di stilisti gay che evadono le tasse, gay governatori di una regione italiana, sindaci gay; il fatto che questa potentissima lobby non abbia ancora ottenuto nessun risultato e nessun diritto forse significa che non sia poi così potente, ma è meglio sottacere questa scomoda considerazione. Il fatto più grave è che nella casa del Grande Fratello ci sia un… boh? come si definisce quella cosa?
Dovremmo chiamarla donna, anche se la cosa non vi piace.
I travestiti sono uomini vestiti da donna (Priscilla, la regina del deserto), i transessuali sono uomini che hanno intrapreso il cammino per diventare quello che si sentono, cioè donne, alcuni sulla via si fermano in una tappa intermedia, perché è quello che chiedono i bravi e precisi papà di famiglia, che ricercano sempre più di frequente prostitute con tette a base di silicone ed organo genitale maschile funzionante, aspettando che la giovinezza svanisca, ed il resto dell’operazione si compia. Dopo questa ultima tappa, il transessuale diventa una donna a tutti gli effetti, giudici e psichiatri permettendo.
…Sono la pecora sono la vacca che agli animali si vuol giocare sono la femmina camicia aperta piccole tette da succhiare
Sotto le ciglia di questi alberi nel chiaroscuro dove son nato che l’orizzonte prima del cielo ero lo sguardo di mia madre
“che Fernandino è come una figlia mi porta a letto caffè e tapioca e a ricordargli che è nato maschio sarà l’istinto sarà la vita”
e io davanti allo specchio grande mi paro gli occhi con le dita a immaginarmi tra le gambe una minuscola fica…
Raramente queste persone hanno un buon rapporto con la società e con la famiglia in particolar modo, per questo la maggior parte è costretta ad andar via di casa e, dovendo sopravvivere, a prostituirsi o contrabbandare droghe e ormoni.
…nel dormiveglia della corriera lascio l’infanzia contadina corro all’incanto dei desideri vado a correggere la fortuna
nella cucina della pensione mescolo i sogni con gli ormoni ad albeggiare sarà magia saranno seni miracolosi
perché Fernanda è proprio una figlia come una figlia vuol far l’amore ma Fernandino resiste e vomita e si contorce dal dolore
e allora il bisturi per seni e fianchi in una vertigine di anestesia finché il mio corpo mi rassomigli sul lungomare di Bahia…
Avete mai provato, voi maschietti, ad odiare il vostro pistolino? O meglio come si può sentire un maschio che si vede come un errore, sì, un errore da correggere il prima possibile, guardarvi allo specchio ed odiare le vostre fattezze, non la pancetta o i fianchi larghi, ma il vostro sesso.
Sconvolgente vero?
Ma non è tutto: queste persone sono costrette a sottoporsi ad operazioni difficili e rischiose ed a prendere dosi massicce di ormoni…per tutta la vita.
sorriso tenero di verdefoglia dai suoi capelli sfilo le dita quando le macchine puntano i fari sul palcoscenico della mia vita
dove tra ingorghi di desideri alle mie natiche un maschio s’appende nella mia carne tra le mie labbra un uomo scivola l’altro si arrende
che Fernandino mi è morto in grembo Fernanda è una bambola di seta sono le braci di un’unica stella che squilla di luce di nome Princesa
a un avvocato di Milano ora Princesa regala il cuore e un passeggiare recidivo nella penombra di un balcone
o matu (la campagna) o cèu (il cielo) a senda (il sentiero) a escola (la scuola) a igreja (la chiesa) a desonra (la vergogna) a saia (la gonna) o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio) o baton (il rossetto) o medo (la paura) a rua (la strada) a bombadeira (la modellatrice) a vertigem (la vertigine) o encanto (l’incantesimo)
a magia (la magia) os carros (le macchine) a policia (la polizia) a canseira (la stanchezza) o brio (la dignità) o noivo (il fidanzato)
o capanga (lo sgherro) o fidalgo (il gransignore) o porcalhao (lo sporcaccione) o azar (la sfortuna) a bebedeira (la sbronza) as pancadas (le botte)
os carinhos (le carezze) a falta (il fallimento) o nojo (lo schifo) a formusura (la bellezza) viver (vivere)
Sono come prigionieri di un corpo che non sentono proprio. Sono transessuali e soffrono del disturbo dell’identità di genere. Avvertono un disagio tale da non riconoscere come propri gli organi sessuali di cui sono dotati. “E in alcuni casi il rifiuto è tanto forte – spiega la dottoressa Laura Schiati, psicologa e sessuologa del Centro per la diagnosi e la terapia dei Disturbi d’Identità di Genere (CeDig) di Trieste – da portare queste persone ad affrontare un lungo e difficile cammino che termina con un intervento di riattribuzione chirurgica del sesso”. In Italia per fare l’operazione è necessaria una perizia psichiatrica che accerti la presenza del disturbo, il via libera di un tribunale e l’iscrizione in una lista d’attesa delle strutture pubbliche che praticano la correzione chirurgica. Una volta effettuato l’intervento, il transessuale deve rivolgersi nuovamente al tribunale per chiedere il cambiamento di stato anagrafico. Solo a quel punto il giudice può operare la correzione dei documenti, per sesso e per nome.
Un’operazione irreversibile. Dopo l’intervento di riconversione degli organi sessuali non si torna indietro, non si possono avere figli e, poiché c’è l’esportazione dei testicoli e delle ovaie, è necessario seguire una terapia ormonale per tutta la vita. “Ma – spiega il prof. Carlo Trombetta, dell’Istituto Clinica Urologica dell’ospedale Cattinara di Trieste e responsabile del CeDig – nessun chirurgo può pensare di operare in maniera irreversibile una persona senza il consenso del tribunale”. Proprio la legge infatti (la 164/1982) prevede che solo un giudice, una volta valutata la diagnosi di transessualismo da parte di uno psicologo, di un sessuologo o di uno psichiatra e gli esami clinici completi, può autorizzare l’intervento. “Attualmente in Italia – afferma il prof. Trombetta – è possibile operarsi in diverse strutture pubbliche specializzate come l’ospedale Cattinara di Trieste, l’Ospedale le Molinette di Torino, il S. Orsola- Malpighi di Bologna, il San Camillo di Roma, la Clinica urologica dell’Università di Bari e il Policlinico Federico II di Napoli”. Anche a Perugia veniva praticata la riconversione chirurgica degli organi sessuali, ma come racconta il professor Trombetta, la struttura ha smesso da tempo.
Il test di real life. Arrivare all’intervento non è facile. “È necessario prima di tutto un test di real life – spiega la dottoressa Scati – che permetta ai medici di diagnosticare il disturbo dell’identità di genere. Il paziente viene seguito da uno psichiatra e da un endocrinologo che gli somministra una terapia ormonale sostitutiva: estrogeni e anti-androgeni per l’uomo che si sente donna, e testosterone per la donna che invece si sente uomo”. Soltanto così la persona affetta dal disturbo può mettersi alla prova con se stesso e iniziare a vivere diversamente il proprio corpo. “Dopo il test di real life, che dura in media un paio d’anni, – continua la dottoressa Scati – lo psichiatra effettua la diagnosi che poi il tribunale valuterà”. Il test, la diagnosi e la sentenza del Tribunale vengono eseguite nella propria regione mentre per l’intervento chiunque può iscriversi nelle liste d’attesa di ciascuno dei centri specializzati. “Prima dell’intervento, che è completamente a carico del Servizio sanitario nazionale, – continua la Schiati – si può attendere anche un paio d’anni. In alternativa il paziente può chiedere l’operazione in intramoenia ma il costo è di circa 15mila euro”.
L’intervento. “Il fenomeno è molto di nicchia, – spiega il professor Trombetta – basti pensare che in Italia un uomo ogni 12mila e una donna ogni 30mila abitanti soffrono del disturbo dell’identità di genere”. Se al Cattinara di Trieste si eseguono in media trenta operazioni all’anno, negli altri centri la media è più bassa. Anche l’Azienda ospedaliera di Parma ha appena iniziato e qui proprio il professor Carlo Trombetta, del Cattinara di Trieste, con l’equipe del professor Pietro Cortellini, primario dell’unità operativa di urologia dell’ospedale di Parma, ha eseguito la prima operazione. Il dottor Antonio Barbieri, dirigente medico dell’unità di urologia di Parma, ci spiega l’intervento. “Servono cinque ore di sala operatoria per adeguare il corpo della persona al genere cui si sente di appartenere.
Nella conversione uomo-donna, che è il più frequente, c’è l’asportazione del pene e dei testicoli, il modellamento del seno e l’operazione per modulare la voce. La neovagina è un organo sensibile e parafisiologico. Negli interventi di transizione da donna a uomo si eliminano mammelle, utero e ovaie, e si esegue una falloplastica utilizzando la cute dell’addome, ma il neopene non è sensibile e non ha erezione, a meno che non venga inserita un protesi biocompatibile”. La parte del chirurgo finisce qua. Poi spetta allo psicoterapeuta aiutare il paziente ad accettarsi e ad accettare la nuova vita. “La difficoltà a quel punto – conclude la Scati – è tirare le somme tra aspettative e risultati e superare i pregiudizi ancora troppo diffusi”. Adele Sarno
Mi chiamo Agrado perché tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita gradevole agli altri… oltre che gradevole sono molto autentica. Guardate che corpo… tutto su misura. Occhi a mandorla 80 mila. Naso, 200 buttateli tutti perché l’anno dopo me l’hanno ridotto così con un’altra bastonata. Tette, due, perché non sono mica un mostro, però le ho già super ammortizzate. Silicone…naso, fronte, zigomi, fianchi e culo. Un litro sta sulle 100 mila, perciò fate voi il conto perché io già l’ho perso. Limatura della mandibola 75 mila. Depilazione definitiva col laser, perché le donne vengono dalle scimmie quanto l’uomo, sino a quattro sedute, però se balli il flamenco ce ne vogliono di più è chiaro. Quello che stavo dicendo è che costa molto essere autentica signora mia…e in questo non bisogna essere tirchie, perché una più è autentica quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stessa.
Tutto su mia madre.
L’Italia Dichiara Guerra alla Spagna. Dopo Averla Dichiarata a se Stessa
Molti hanno l’impressione che la Spagna, in questi giorni, abbia attaccato a tradimento l’Italia. Una specie di Pearl Harbour mediatica che ha colto di sorpresa la nostra flotta alla fonda nel porto di Taranto. In realtà le schermaglie sono iniziate prima. Forse il primo colpo l’ha sparato proprio il Silvione nazionale con quella specie di arma impropria che è la sua linguaccia impertinente.
E’ di ieri la notizia che Bibiana Aido, ministro spagnola dell’Uguaglianza, si è offerta di pagare uno psichiatra al nostro presidente del consiglio a causa delle affermazioni fatte il 16 aprile scorso quando, non ancora in carica, Berlusconi pensò bene di portarsi avanti con il lavoro iniziando subito a fare brutte figure. Non avendo ancora capito che le cose dette al bar con gli amici non sono necessariamente adatte alle conferenze stampa, in quell’occasione Silvione ritenne opportuno sottolineare che, nel neo formato governo Zapatero, l’elevato numero di donne nominate avrebbe reso le cose “difficili da gestire“.
Il messaggio è che la Spagna non è impazzita tutta in una volta. Anche se non ce ne rendiamo conto, la televisione e i giornali ci fanno sapere e vedere le cose che vogliono. Quanti di noi sapevano che il nostro presidente aveva detto che il governo spagnolo è difficile da gestire perché ci sono troppe donne? Le donne italiane lo sapevano? Negli ultimi tempi la Spagna ci umilia in molti settori. Sarà arrivato l’ordine di attaccarla mediaticamente.
Ieri, a Canale 5, trasmettevano un programma che si chiama “Terra“. Hanno parlato de primario assunto dall’ASL di Isernia nonostante le tre condanne per omicidio. Non una parola sul fatto che è stato assunto da Iorio (governatore del Molise - Forza Italia) e che il vice del primario è figlio di Iorio. In Italia i giornalisti che fanno quel programma li consideriamo bravi e vincono anche premi.
Nel frattempo la Rai progetta di spostare il pacchetto informativo del Tg3 della seconda serata a notte fonda, per far posto ad una striscia satirica.
In cinque anni ci sarà il tempo per fare in modo che il punto di riferimento dell’informazione italiana si sposti da Montanelli e Biagi a Greggio e Iachetti. Basta lasciare a Berlusconi ed al suo governo il tempo per lavorare.
Il pezzo è stato fisicamente redatto da Comandante Nebbia sulla base degli appunti proposti da Marco il Buono.
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